|
Anch'io voglio
uscire
Storie e racconti
di canile
di Volontari del canile
Introduzione
Prima di parlarvi di Anch’io voglio uscire voglio ricordare una frase
nell’articolo introduttivo de “Lo Scodinzolo” n.1 del 12.10.2002:
“…L’informazione contro la povertà e l’abbandono ovvero l’importanza di
comunicare…”.
Questo per evidenziare che, al di là della raccolta di fondi, il punto centrale
dell’iniziativa vuole essere quello di informare e comunicare. Siccome il libro
supererà i cancelli del canile vorremmo che portasse il senso più vero e
partecipe dell’esperienza di volontari, per rendere se possibile evidenti quelli
che sono i nostri sentimenti nei confronti degli animali e quali ricchezze di
sensibilità, amicizia e amore sono racchiuse in piccole gabbie, nella struttura
fatiscente del canile municipale di via Adamoli.
Raccogliere adesioni e dare convinzione a chi ha la nostra stessa sensibilità ma
ha paura o non ha ancora abbastanza forza per esprimerla sarebbe l’obiettivo
primario.
Il nostro primo libro Miracolo al canile, ristampato dopo un mese e con
oltre 3000 copie vendute, ha avuto un esito molto positivo che ci piacerebbe
rispettare.
Questa nuova pubblicazione vorrebbe coalizzare i volontari, esprimere idee
positive, raccontare l’esperienza del canile vissuta attraverso storie,
incontri, emozioni. Ci affidiamo al giudizio dei lettori.
Il libro, come nel caso precedente, sarà di tutti i volontari indipendentemente
dalle associazioni di appartenenza.
Nella prima parte alcune notizie relative ai cani protagonisti di Miracolo al
canile.
A seguire proponiamo articoli liberamente scelti dai 12 numeri de “Lo
Scodinzolo”, che accompagnano le vicende del canile municipale di Genova per un
periodo di tre anni, senza dimenticarci delle corrispondenze dal canile di
Sestri Ponente a cura di Paoletta Vassallo.
Notiziari scritti con Word su semplici fogli A4, fotocopiati e pinzati assieme,
e che mai è stato possibile, in occasione delle uscite, distribuire tra i
volontari in modo soddisfacente. In qualche caso le fotocopie lasciate
nell’ufficio a disposizione di tutti i volontari sparivano dopo poco tempo in
modo innaturale. Le fotocopie poi costano e non sempre si aveva la possibilità
di esagerare nel numero. In conclusione sono pochissimi i volontari che hanno
letto tutti i numeri.
Tuttavia sono stati una testimonianza genuina di espressione del volontariato
animalista al canile, dove tutti hanno potuto collaborare e trovare spazio.
Al canile si è sempre in difficoltà con le priorità che ognuno considera a modo
suo, sia nello stabilire le proprie preferenze e valutazioni, sia
nell’attribuire gli “s.o.s. Pìpì” (categoria di cani che viene privilegiata
nelle uscite), sia nel dare giudizi sull’operato di questo o quello, sia nel
criticare anche con i sentito dire o senza competenza specifica. Terreno, il
canile, dove l’espressività delle persone è libera anzi liberissima di
manifestarsi, ma si spera mitigata dalla propria sensibilità e dal rispetto che
ognuno porta agli altri essere viventi, siano essi umani, cani o gatti.
Senza volerlo alcuni dei volontari esperti sono stati, nel corso degli anni, più
dannosi che utili alla convivenza pacifica ed alla crescita numerica dei
volontari, in ultima analisi al benessere dei cani; sebbene con grande
sacrificio e assiduità si sono sempre curati di portarli fuori per la necessaria
“sgambatura” giornaliera. Tanti infatti sono stati i neo volontari fuggiti via
dopo poco tempo per essersi sentiti trattare male, o anche solo forzati a dare
di più dai veterani.
Per fortuna negli ultimi tempi la situazione è molto migliorata in generale e si
spera che il buon senso e l’umiltà che tutti stanno dimostrando migliorerà
ancora l’armonia tra le persone e la vita dei cani al canile.
Abbiamo ritenuto, noi della piccola redazione che si è confrontata con questa
iniziativa, che l’idea di informare meritasse più spazio e potesse avere, ove
consentito, una maggiore visibilità per documentare in modo fruttuoso questo
breve lasso di tempo ed ampliare, o meglio liberare, quel sentimento animalista
insito in ognuno di noi e che qui al canile può trovare in modo semplice un suo
punto di partenza per realizzarsi.
La piccola redazione, composta da Marina Vincentelli, Rosanna Longinotti, Erika
Mangini, Lidia Marescalchi, Mauro Barattini, Carlo Boni e Marco Giampietro,
desidera ringraziare tutti i volontari che con i loro articoli e la loro
partecipazione hanno reso possibile la realizzazione di questo libro, in
particolare le giornaliste Natalia Aspesi de “la Repubblica” e Stella Pende di
“Panorama”, uniche professioniste della carta stampata accolte tra i volontari
del canile.
Un sincero ringraziamento va all’associazione UNA di Genova, attuale gestore del
canile, che ha sostenuto l’iniziativa, e naturalmente a tutti i cani
protagonisti, vittime inconsapevoli delle nostre attenzioni letterarie.
Torna indietro
|
|