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Gli Annali di
Oberto Cancelliere
(1164 - 1173)
a cura di Gabriella Airaldi
Nota biografica
Oberto Cancelliere nacque presumibilmente intorno agli anni 1110-1115. Il suo
cognome originario era Nasellus, con il quale lo si ritrova in un
documento del 1135, assieme al fratello Bonifacio. Sempre nel xii secolo, sono
presenti altri due componenti di questa famiglia, Alessandro e Guglielmo, di cui
non si conosce la relazione di parentela con Oberto, ma che furono attivi a
Genova tra il 1158 e il 1164 e compaiono nelle carte del notaio Giovanni Scriba
in diversi atti privati, sia come testimoni sia come soci in contratti
commerciali. La carriera di Oberto è caratterizzata, già prima del 1150, da
importanti cariche ricoperte nell’ambito dell’amministrazione della curia
genovese: fu fidelis dell’arcivescovo, quindi sovrintendente alle
riscossioni delle decime di Murta e San Biagio in Valpolcevera, fu tra i
pares della curia e giudice. Nel 1141, come ricorda Caffaro nei suoi
Annali, “entrò come cancelliere Oberto”: dunque in quell’anno egli assunse
l’incarico di capo della cancelleria del Comune genovese (e vi restò fino al
1174), fatto che conferma la grande stima e il notevole prestigio di cui godeva
Oberto tra gli uomini al potere a Genova. Da questo momento, e in particolare
dal 1145, come risulta da un lodo consolare di quell’anno, egli è noto non più
come Oberto Nasellus, ma come Oberto cancellarius: gli stessi suoi
figli (e probabilmente anche i suoi nipoti), infatti, non porteranno più il
cognome Nasellus, ma saranno conosciuti come filii Oberti Cancellarii.
Comincia così un periodo di intensa attività per Oberto: oltre alla
responsabilità della cancelleria del Comune, come ricorda ancora Caffaro, egli è
console dei placiti (1147, 1149, 1153, 1157, 1160, 1163), e soprattutto console
del Comune (1155), nonché ambasciatore, con altre personalità eminenti della
città, presso l’imperatore Federico i a Torino (1162); inoltre nel Liber
Iurium è attestata la sua presenza come testis publicus a diversi
atti. Insieme con l’impegno pubblico, però, si registra un’altrettanto attiva
presenza nella vita privata genovese: tra il 1155 e il 1164 il suo nome compare
spesso nel cartolare di Giovanni Scriba – in qualità di prestatore di denaro,
nelle compravendite di terre e case e come testimone – quasi sempre accanto ai
nomi più prestigiosi dell’oligarchia genovese. Nel 1169 i consoli del Comune gli
affidarono la continuazione degli Annali che Caffaro aveva interrotto nel
1163: e dunque la sua narrazione prende avvio nel 1164 e termina nel 1173.
Durante quel periodo – è Oberto stesso a ricordarlo nella sua opera – egli fu
principalmente impiegato come diplomatico nella vertenza fra l’imperatore,
Genova e Pisa per il controllo della Sardegna e nelle lunghe, difficili
trattative di pace che si inframmezzavano alla guerra tra Genova e Lucca da una
parte e Pisa dall’altra. Le ultime attestazioni documentarie riguardanti Oberto
risalgono al 1174, quando venne sostituito alla cancelleria da Guglielmo
Caligepallii: press’a poco in quell’anno, dunque, o a quelli immediatamente
successivi, si può collocare la sua morte. Ebbe certamente due figli, Ugo e
Jacopo, ma probabilmente furono suoi discendenti anche Lanfranco, Raimondo,
Podio e Giovanni, che portarono tutti il cognome Cancellarius.
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