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Le autolinee della
Riviera
Storia illustrata del trasporto pubblico su strada nel ponente
savonese
di
Corrado Bozzano | Paolo Mussapp | Marcello Tarditi
Presentazione
“Stanno
effettuando ricerche per una pubblicazione rievocativa sulle Autolinee della
Riviera, più esattamente quelle del circondario Ingauno”.
Allorché in SAR circolò tale voce, mi sorse spontaneo un quesito: che funzione
può ricoprire un simile studio per quella terra di grande storia, cultura,
ricchezza, che è Albenga e il suo circondario?
Albenga, atavicamente Albium Ingaunum, capitale nell’antichità del glorioso
popolo degli Ingauni. Evolutasi nei secoli da vincitrice a sottomessa, da
metropoli a paese, da capoluogo a provinciale. Onusta di Gloria, testimone di
Storia, patria di condottieri. Padrona e schiava. Protagonista e comparsa. Sede
di Marchesato e Diocesi. Oggetto di cupidigie territoriali e invidie
orografiche. Fulcro di centinaia di pubblicazioni storiche, riferimento
obbligato di qualsivoglia studio del passato norditaliano: può essa avvilire il
suo altero storico orgoglio in un testo avente a oggetto una banale reminiscenza
del trasporto pubblico?
Di quale orrendo crimine saranno imputati gli ideatori: futilità,
superficialità, frivolezza? E non solo si è osato ipotizzare lo scritto: qualche
scriteriato ha voluto realizzarlo, dissipando energie e denari che avrebbero
potuto essere meglio utilizzati per una ricerca sulle piene bicentenarie del
Centa, sull’infanzia ingauna di San Calocero o al massimo sull’infedeltà
coniugale dei Del Carretto, se proprio si voleva cedere alla fatuità!
Eppure...
Eppure la storia non è solo la sintesi di ere, l’epilogo di guerre, la vita dei
condottieri: è anche l’analisi dei costumi, l’evoluzione della morale, il
susseguirsi dei cambiamenti: in un concetto, è la descrizione della società nel
suo eterno mutare e divenire.
E cosa caratterizza la nostra più recente Storia, escludendo economia e politica
che hanno (fortunatamente) sostituito in parte guerra e colonialismo?
La comunicazione, il consumismo e il trasporto: grazie a quest’ultimo milioni,
miliardi di persone ogni giorno si spostano su, a volte sotto, sempre più spesso
sopra, la Terra. Se pensiamo ai pionieri degli esigui voli di Linea, solo 40
anni fa, alle strade deserte di veicoli, al racconto extraterrestre di chi era
stato a Roma o addirittura a Parigi, ci accorgiamo di come la storia del
trasporto rispecchi l’ipercinetica evoluzione recente della nostra società.
Qualcuno riesce a descrivere all’attuale generazione di ventenni o anche
trentenni, come si viveva negli anni ’60 senza sentirsi poi chiedere con cosa
veniva nutrito il coevo dinosauro?
Senza televisione; con un solo apparecchio telefonico, fisso in ingresso, da
offrire in uso ai vicini; con una sola autostrada, deserta, che lasciava
percorrere solo verticalmente la Penisola; con un’autovettura per isolato se non
quartiere; con 100 negozi tutti uguali sparsi in giro; con la bicicletta quale
dimostrazione di benessere; con l’adulterio quale reato e la verginità quale
valore assoluto.
Allorquando pc era l’acronimo di un partito (che bisognava farsi il segno della
croce); cellulare il veicolo per carcerati; videogioco uno sport cui solo
assistere; stampante, la rotativa degli editori; satellitare, la cagnetta russa
in orbita; twist e rock and roll quale unica concessione a idiomi forestieri.
Se questa rapida elencazione ha fatto sorgere in voi, miei baldanzosi coetanei,
un po’ di nostalgia se non rimpianto, perché non agevolare uno studio,
sistematico, approfondito, testimoniato, illustrato dell’evoluzione del
trasporto pubblico geograficamente circoscritto a quel territorio che ci è stato
dai nostri Cari descritto e da noi vissuto?
Decidemmo così in Azienda di assecondare, convinti che il “parto” sarebbe
consistito in uno scarno libello con un’elencazione di date, un inventario di
targhe, un inseguirsi di sigle.
Quando invece ci venne poi rammostrata, dai capaci e “cocciuti” autori, la bozza
ormai ultimata consistente in un ampio volume che definire completo è quasi
riduttivo, ci complimentammo con loro e un po’ anche con noi stessi che
nell’idea avevamo creduto.
Probabilmente tra due secoli, o forse meno, a coloro tra i nostri discendenti
che avessero l’avventura di trovare nell’antica biblioteca di famiglia questo
volume, verrà spontaneo domandarsi perché gli occorsi costi ed energie siano
stati così utilizzati mentre, per esempio, il Museo Navale non aveva fondi per
fotografare tridimensionalmente i propri reperti...
Ma la risposta può essere una e una sola: l’esame delle otri e anfore delle navi
romane naufragate ha contribuito a illustrarci quell’epoca come,
proporzionalmente, lo studio effettuato sui primi mezzi di trasporto pubblico
spiegherà l’evoluzione, a velocità (storicamente) supersonica, di questa nostra
terra di santi, poeti, navigatori e viaggiatori incontenibili.
Franco Maria
Zunino
Presidente SAR TPL SpA
Sono
stato assunto dalla SATI di Genova il 18 novembre 1963 e prestando tutt’ora
servizio, senza soluzione di continuità, nel trasporto pubblico locale, posso
ritenermi testimone diretto di quasi mezzo secolo di eventi riguardanti il
trasporto di persone su gomma, quantomeno nell’ambito regionale.
Quando ho iniziato a lavorare, nei primi anni Sessanta, il servizio di trasporto
pubblico di persone su gomma era, per la stragrande maggioranza, svolto da
soggetti privati in regime di concessione e, soprattutto nelle grandi città,
dalle apposite aziende municipalizzate, con qualche presenza di aziende
consortili interamente pubbliche. Fino a metà degli anni ’60 il provento per la
vendita dei titoli di viaggio era superiore a tutti i costi di esercizio, quindi
i bilanci delle aziende chiudevano in attivo. Da tale anno, con
l’intensificazione della motorizzazione privata sono iniziate, accentuandosi con
il passare degli anni, le difficoltà di gestione economica del servizio di TPL,
per cui si è evoluto il processo di subentro delle gestioni pubbliche ai
soggetti privati. Per quanto riguarda la Liguria, dal 1975 la quasi totalità del
servizio di TPL è gestito da aziende interamente possedute dagli Enti pubblici.
Gli amici Marcello Tarditi e Corrado Bozzano, con grande tenacia nella ricerca
delle testimonianze, anche fotografiche d’epoca, di tutti gli eventi, non
disgiunte dalla grande passione per i fatti riguardanti il nostro territorio,
hanno tradotto in narrativa e testimonianza da tramandare, con le loro opere
plurime sulle varie porzioni del territorio ligure, gli eventi riguardanti la
mobilità dell’intero secolo. L’ultima di tali opere è la storia del trasporto
pubblico del ponente savonese che gli stessi, con Paolo Mussapp, interessato
anch’egli alle ricerche storiche nel settore, si apprestano a dare alla stampa.
Commento brevemente con orgoglio gli eventi narrati in questa ultima loro opera,
in quanto li ho vissuti, in parte, personalmente: essi rappresentano la
fotografia e la storia non solo del trasporto pubblico di persone, ma anche
l’evolversi della vita economica e sociale dell’ultimo secolo.
I particolari dettagli rappresentano una fedele ricostruzione nel tempo delle
tecniche che si sono sviluppate nella costruzione dei veicoli per il trasporto
di persone, partendo dalla “carrozzeria” rudimentale della diligenza a trazione
animale per arrivare agli attuali autobus con motore Euro 5 e carrozzerie con
ogni genere di comfort: pianali super ribassati, aria condizionata, sistemi di
riscaldamento ad alta tecnologia, incarrozzamento dei disabili, sistemi di
sicurezza di grande efficacia e ogni genere di comfort per gli autobus di gran
turismo.
Angelo Bruzzone
Direttore SAR TPL SpA
Introduzione
Negli
ultimi anni diverse pubblicazioni, curate da alcuni autori accomunati
dall’interesse per la storia del trasporto pubblico e dall’intento di rendere
accessibili le notizie e le immagini recuperate con le loro ricerche, hanno
ricordato quell’essenziale servizio in specifiche aree del territorio ligure.
Il presente volume, che costituisce un ulteriore contributo a tale ideale
“collana”, viene ora a descrivere l’evoluzione dei servizi pubblici su gomma nel
ponente savonese, completandone così la trattazione in tale provincia.
L’area oggetto di questa nuova iniziativa è compresa tra la città di Savona e il
confine con la provincia di Imperia, per uno sviluppo – rappresentato in termini
di percorrenza sulla strada n. 1 “Aurelia” – pari a circa sessanta km; a grandi
linee, quindi, i tre quarti del litorale savonese, nei quali sono comprese
località turisticamente molto note e apprezzate. La corrispondente fascia di
entroterra – prevalentemente collinare e montuosa nonostante la presenza di
alcune valli pianeggianti – confina a ovest con la provincia di Imperia, a
nord-ovest con quella di Cuneo, a nord-est con l’area savonese della Val Bormida,
e comprende anche territori del versante padano, raggiunti tramite rotabili che
superano lo spartiacque (e la c.d. “Alta Via dei monti liguri”) grazie a valichi
in sé non particolarmente elevati (800/1000 m. slm), ma di fatto impegnativi in
quanto decisamente vicini al mare. La presenza di una sola linea ferroviaria, la
costiera Genova-Ventimiglia, ha favorito la diffusione, all’inizio del secolo
scorso, di servizi automobilistici che hanno assunto nel tempo tipologie e
funzioni diverse: accanto alle corriere in servizio sulle linee locali sono
infatti apparsi lussuosi autopullman adibiti a collegamenti Gran Turismo tra
Genova e le altre città del nord Italia e i tanti centri della riviera ligure di
ponente.
Il presente volume è suddiviso in due parti: nella prima, viene ricordata la
storia dei servizi in argomento dal loro esordio agli anni Settanta,
inizialmente con una sintetica esposizione cronologica della loro evoluzione e
successivamente con l’esame delle singole imprese che operarono nel territorio;
la seconda parte è dedicata alla gestione “pubblica” del trasporto pubblico su
strada, con particolare riferimento alla S.A.R. Autolinee Riviera S.p.A.,
concessionaria di tali servizi in buona parte del ponente savonese.
Una “Appendice”, infine, riporta i dati sul parco veicoli di quest’ultima
società e una serie di curiosità o “racconti di viaggio”. Le fonti delle
informazioni riportate sono diverse; gran parte della documentazione in
argomento, specie sui primi decenni di attività del settore, è andata distrutta,
e quella reperibile risulta quasi sempre parziale e non omogenea: molte delle
notizie provengono da fonti ufficiali e certe, altre dalla nostra conoscenza
diretta, altre ancora dai racconti, attentamente riscontrati, di persone che
hanno operato, a ogni livello, nel settore, e che ringraziamo per il loro
contributo e la loro disponibilità.
Non era nostra ambizione (non sarebbe stato possibile né, in definitiva, di
particolare interesse) condensare in un volume la puntuale ricostruzione, passo
per passo, dell’attività di ciascuna delle tante imprese, piccole e grandi, che
si sono avvicendate, nel corso di un secolo, nella gestione del trasporto
pubblico su strada. Consci delle indubbie lacune, e di qualche possibile
imprecisione, ci auguriamo di essere comunque riusciti a presentare un quadro
dell’operatività nel settore sufficiente a riportare a quanti saranno
interessati alla lettura, le varie situazioni del servizio pubblico, sia per
ciascun ambito territoriale considerato, sia nei diversi contesti storici che si
sono avvicendati dai primi anni del Novecento a oggi.
Il volume è ampiamente illustrato con immagini, in grandissima parte inedite,
che con la loro immediatezza completano il testo e che potranno ricordare, a
molti fra gli utenti di oggi, qualcosa di familiare.
Un’ultima considerazione: nonostante il nostro impegno nel documentare con
“rigore storico” ciò che è riportato nel volume, per quanto riguarda il passato
probabilmente si potrà cogliere in molte pagine, complici anche le tante
immagini di un tempo perduto, una atmosfera di nostalgia e di “mito”... Non fu
certamente tutto bello e tutto rosa, ma non riteniamo di imputare ai sentimenti
che spesso ovattano i ricordi giovanili, e al nostro interesse per l’argomento,
l’ammirazione per coloro che nei primi anni del Novecento sfidarono il futuro
puntando capitali (reperiti spesso ricorrendo a prestiti) e lavoro sulle nuove
“carrozze a motore”, per i tanti volti anonimi che nei diversi decenni
riuscirono a garantire alla collettività, anche nelle situazioni più difficili,
l’indispensabile mobilità, per l’organizzazione e la qualità dei servizi Gran
Turismo, grazie ai quali generazioni di visitatori stranieri e di residenti
nelle grandi città furono in grado di raggiungere, comodamente e a condizioni
accessibili, l’agognata “riviera”.
Gli Autori
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