|
Caro Amadeus
Progetto Mozart - Liguria 2006
a cura di Roberto Iovino | Marta Musso
Universalità di Mozart
È un piacere poter salutare la stampa di
un insieme di saggi così denso e nello stesso tempo così istruttivo,
sull’immortale figura del genio di Salisburgo.
Mozart – nella sua geniale grandezza – costituisce un unicum all’interno
dell’Olimpo dei grandi della Musica. Più di chiunque altro egli ha saputo e sa
calamitare l’interesse e la passione di diversi segmenti di pubblico. Egli è
amato sia dal ristretto mondo degli esperti e dei critici, sia dal vasto
pubblico, spesso musicalmente poco preparato. Questo è il segno del genio dell’enfant
prodige di Salisburgo: l’aver saputo parlare, con la sua sublime arte,
diversi linguaggi. Egli è tanto popolare, quanto “aristocratico”. Se si premette
questa considerazione è del tutto evidente e comprensibile l’interesse che, in
tutto il mondo, circonda le celebrazioni del 250° genetliaco di Mozart.
Con questo libro, che fa da giusto coronamento alle molteplici iniziative
mozartiane avvenute quest’anno a Genova, giunge al suo zenit la parabola del
Progetto Caro Amadeus che ha visto l’azione sinergica di numerose
istituzioni, intelligenze ed, ancor più, di numerose sensibilità che hanno
saputo produrre una serie di eventi che – come quest’opera – lasceranno la loro
traccia nel tempo.
Fabio Morchio
Assessore alla Cultura
Regione Liguria
Dedicato ad Amadée e a Wolfi
Chissà cosa prova un enfant prodige
quando, per la prima volta, si rende conto che la sua stessa grandezza è
comunque una diversità? Cercherà di offuscarla? Di mascherare il suo genio per
non essere emarginato? Perché i suoi genitori non lo costringano a essere
diverso. Oggetto di invidia da parte di molti ma anche di compassione per chi ha
provato la sensazione di essere emarginato perché “migliore”.
Io ho per Mozart bambino-geniale e tanti altri enfant prodige della
storia un senso di materna pietà. Può sembrare ridicolo ma è come se un “grande”
come Amadeus riprendesse le sue vesti di bambino che “gioca” con il pianoforte
invece che quelle del genio che compone in un’età in cui normalmente si fanno i
capricci per non vestirsi comme il faut e per non mangiare cibi sani ma
sgraditi… All’epoca di Mozart e anche oltre, in verità, tutti i bambini erano
vestiti come dei piccoli adulti e quindi non era solo lui a essere
infiocchettato e coperto di pizzi, dal momento che anche gli uomini si vestivano
così. Un’epoca in cui i gentiluomini avevano il gusto per il colore e le trine.
Non veniva, infatti, considerato poco virile un abito frivolo e coloratissimo
che, come avviene in natura per molte specie animali, dava più visibilità al
maschio. Il Settecento, che è stato libertino e bigotto allo stesso tempo,
costringeva i rampolli della nobiltà e della borghesia, in effetti, a essere dei
“piccoli grandi”. Almeno in questo, quindi, il piccolo Amadée si sarà salvato
dalla “diversità”…
La storia del film Noi tre di Pupi Avati che ha fatto parte del ciclo
cinematografico nel Progetto Caro Amadeus raffigura un Mozart giovane che
si ribella per un attimo al percorso che gli era stato imposto. E proprio tale
ribellione mi ha fatto riflettere su un altro film, Amadeus, che pure ha
fatto parte del ciclo mozartiano voluto fortemente da chi scrive in qualità di
assessore alla Cultura della Provincia di Genova, dove Wolfi (e si gioca sul
primo pezzo di identità con quella strana ambiguità di cui sono soggetto le
persone con un doppio nome) ha con il padre un rapporto di odio-amore. Dove la
conflittualità viene esasperata per una improbabile storia di composizione del
Requiem… E allora il doppio nome del bambino sembra quasi una prima forma
di destino: nome germanico il primo e latino il secondo. Il compositore Mozart
osò creare capolavori operistici con libretti in tedesco, lingua considerata dai
più allora poco adatta all’opera. Ma lo stesso Mozart era un sensibile ed
appassionato uomo dall’anima latina che trovava nell’italiano suoni che
accarezzavano le orecchie e nelle ambientazioni latine lo scenario di bellezza
più conforme ai suoi sogni… Un uomo, come in fondo lo siamo tutti, con
un’identità complessa e dinamica.
Perché queste osservazioni? Perché mi pare che il Progetto Caro Amadeus
abbia rispettato tutte le anime di Amadée-Wolfi: un bambino prodigio che parla
agli altri bambini. Quelli che hanno partecipato al gioco di Mozart e hanno
lottato strenuamente per vincere il premio finale, in nome del piccolo genio
salisburghese. E la rassegna cinematografica Amadeus che ha toccato
diversi aspetti di quello che poteva e doveva essere Mozart nel cinema: il
tenero e nevrotico Mozart-Wolfi di Amadeus; il misterioso ed intrigante
Flauto Magico dove le lucenti immagini di Luzzati ricostruiscono un
Papageno-Mozart fra l’avventuroso e l’“hobbistico”; l’enfant prodige di
Noi tre e il suo rigurgito di ribellione alla condizione di mostro da
esposizione; Mozart-Don Giovanni, nel gioco auto-lesionista della
conquista a tutti i costi… Una personalità complessa che ha nel filone del
bambino-prodigio un fil rouge che dovrebbe aiutarci a comprendere gli
altri…
E tutti gli incontri musicali che hanno punteggiato il nostro territorio con
musica di qualità hanno rinforzato quella cultura diffusa, che rappresenta
insieme strumento e obiettivo delle politiche culturali dell’Assessorato alla
Cultura della Provincia di Genova… E parlare di musica di qualità non vuole
essere una reductio rispetto alla grandezza di Mozart. Si vuole ricordare
come il casus belli dell’anniversario mozartiano sia stata l’occasione
per molti di rivisitare la musica di W.A.M.
Il bellissimo Progetto Caro Amadeus, nelle sue varie articolazioni, rende
onore a questa ipotesi, poi collaudata dalla partecipazione di tanti, giovani e
meno giovani, agli eventi mozartiani. L’amore per la musica di Mozart ha
accomunato infatti molte persone. Ha reso più belli i luoghi, gli spazi, i
tempi, là dove il grande Amadeus è stato rivisitato. Per questo dedico ad
Amadée-Wolfi e alla complessità del suo doppio modo di esistere, di essere
grande e piccolo allo stesso tempo, il nostro impegno per ricordare momenti
eterni della nostra cultura. Ed in tale ricordo voglio ringraziare tutti quelli
che hanno lavorato, in questo Progetto, affinché la breve vita di un enfant
prodige e le sue tante e grandissime opere avessero una maggiore traccia nel
cuore e nella mente dei cittadini giovani e meno giovani della Provincia di
Genova.
Maria Cristina Castellani
Assessore alla Cultura
Provincia di Genova
I giovani per Amadeus
Quando si parla di enfant prodige è
naturale riferirsi immediatamente alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart.
Talento precoce e geniale, seppe stupire sin da bambino le corti di tutta Europa
con la sua arte creativa ed esecutiva.
Opportunamente, dunque, il Progetto Caro Amadeus si era aperto nel
dicembre 2005 con un convegno dedicato al tema dell’enfant prodige, così
affascinante e ricco di spunti di riflessione e di dibattito.
Questo volume contiene nella seconda parte alcune relazioni tratte da quel
convegno: si parla di Mozart, ma si affrontano anche aspetti scientifici,
psicologici e pedagogici, a dimostrazione della complessità del problema.
La prima parte del libro offre, invece, una documentazione sull’attività
didattica che ha costituito una parte importante dell’intero Progetto mozartiano.
Gli organizzatori sono partiti da Mozart per allargare il discorso a tematiche
musicali più generali, offrendo tre percorsi differenziati per le scuole
elementari, per le medie inferiori e per le medie superiori.
In particolare mi sembra degna di una sottolineatura l’attività svolta nelle
elementari e sfociata in un Gioco di Mozart che ha coinvolto in un ampio
e appassionante torneo un migliaio di bambini in dieci città della Liguria.
Proprio la varietà dei percorsi culturali, didattici e artistici che ha
sostenuto e ispirato il Progetto ha spinto la Fondazione Carige ad appoggiare
l’iniziativa nella consapevolezza che una maggiore conoscenza musicale, non
possa che giovare al mondo della scuola come al mondo degli adulti, specie in un
momento difficile e drammatico come quello che stiamo vivendo.
Vincenzo Lorenzelli
Presidente
Fondazione Carige
Mozart, viaggio in Liguria
Questo libro costituisce l’atto conclusivo
di Caro Amadeus, il Progetto realizzato in Liguria, in occasione del 250°
anniversario della nascita di Mozart.
Un lungo itinerario in una ventina di città della Regione da Sanremo a
Castelnuovo Magra, fra concerti, spettacoli, conferenze, proiezioni
cinematografiche, attività didattica. Obbiettivo, la conoscenza di Mozart,
naturalmente, ma anche, partendo dalla sua straordinaria produzione artistica,
una riflessione su aspetti più generali del mondo della musica.
In questo senso hanno acquisito un particolare valore il convegno sull’enfant
prodige tenuto a Casa Paganini (Genova) nel dicembre 2005 e l’articolato
progetto didattico che ha coinvolto oltre 2000 studenti nell’intero territorio
ligure.
Di queste due iniziative il presente volume vuole essere una testimonianza
diretta. Nella prima parte, infatti, è ripercorso sia pure rapidamente, il
discorso didattico svolto nelle scuole medie superiori, nelle scuole medie
inferiori e nelle elementari. Nella seconda parte, invece, sono riportate alcune
relazioni tenute da illustri docenti e studiosi in occasione del citato
convegno.
Punto comune fra il convegno e il percorso didattico, l’attenzione per i
giovani. E l’intero Progetto, del resto, ha avuto un occhio di riguardo nei
confronti dei giovani, non solo come destinatari di varie iniziative, ma anche
in qualità di interpreti musicali e di animatori culturali.
Lo scrivente esprime la propria gratitudine innanzitutto alla Regione Liguria,
alla Provincia di Genova e alla Fondazione Carige per il totale appoggio
ricevuto in questo lungo periodo di lavoro. Un grazie anche alle tante
Istituzioni Pubbliche e Associazioni artistiche che hanno aderito al Progetto
rendendo possibile la sua circuitazione nella Regione.
Un particolare ringraziamento, infine, al Centro Ricerche Scienze Umane (“Il
Cormorano”, rivista culturale), ai collaboratori e alle collaboratrici che mi
sono stati accanto in circa dodici mesi di attività, condividendo fatiche e,
anche, soddisfazioni.
Roberto Iovino
Ideatore e direttore artistico del Progetto
Torna indietro
|
|