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Colori e silenzi
delle Cinque Terre
...e dintorni
di Francesco Baratta
Prefazione
Poesia dell’immagine, Musica della poesia e Suono del silenzio
di Graziella Corsinovi
Anche il silenzio è un suono: un suono di
segno rovesciato che dà però senso e valore a tutti gli altri suoni. E, ancora,
è nel silenzio che prende forma il linguaggio segreto dell’anima, spesso più
espressivo delle tante parole che ci assediano, oggi, come maschere assordanti
ed inutili di un grande vuoto.
Salvifico, allora, il recupero del silenzio, così come è stato ideato e
realizzato da Francesco Baratta in questo volume Colori e silenzi delle
Cinque Terre... e dintorni.
Attraverso un suggestivo percorso tracciato da immagini fotografiche scattate
dallo stesso Baratta, e pittoriche, disegnate da Franco De Angelis, accompagnato
dalle splendide poesie di vari poeti liguri, l’autore ci guida in un viaggio
straordinario; viaggio che si configura, allo stesso tempo, come ritorno ad un
eden perduto di aspetti e di consuetudini del passato e come riscoperta di un
paradiso naturale, tuttora accessibile, perché vitalmente presente nella rude
bellezza della Liguria.
Qui rivisitata nella potenza maestosa e nella semplicità ieratica del suo
paesaggio e della sua antica civiltà, la terra ligure sembra recuperata nella
sua primitiva originarietà, alle fonti stesse dell’Essere.
Con una efficacissima soluzione compositiva, organizzando questo volume,
Francesco Baratta ha abbinato alle splendide immagini (poeticamente commentate
dalle didascalie uscite dalla sensibile penna di Francesco Dario Rossi) le
liriche di Sylvana De Riva, Ada Felugo, Eugenio Montale, Italo Rossi, Giovanni
Descalzo, Antonio Frugone, Francesco Dario Rossi, poste sulla pagina come un
viatico che alimenta la progressiva appropriazione della lettura visiva.
Le poesie scandiscono dunque il divenire delle immagini, ne suggellano la
bellezza e ne veicolano liricamente l’intensità, arricchendola d’intense
vibrazioni emozionali, con gli strumenti che appaiono i più idonei a restituire,
tramite il singolare silenzio “sonoro” della parola poetica scritta, il senso
profondo della dimensione figurativa.
In una felice complementarità di codici, il testo diviene così uno straordinario
unicum linguistico e figurativo, la cui cifra dominante e unificante è
costituita dalla contemplazione e dall’assorto stupore per la bellezza, della
natura e dell’arte
La partecipata nota conclusiva di F. Dario Rossi e la rievocazione comossa, da
parte dell’autore, delle motivazioni che hanno portato alla composizione del
libro, insieme alle lucide memorie storiche su ciascuno dei borghi delle Cinque
Terre, ricostruite da Baratta, con concisa sapienza e con rara levità di
scrittura, per fornire elementi conoscitivi utili alla comprensione della storia
e del carattere dei luoghi, contribuiscono a creare una particolare atmosfera
che, tutta affidata alla dimensione durativa della coscienza, immerge il lettore
nell’incanto di un tempo “senza tempo”
Ma, in quest’operazione di recupero delle tracce dell’antico passato storico e
di restituzione dell apotente e selvaggia bellezza del paesaggio ligure, si
impone e si ridisegna un’altra topografia, più sottilmente suggestiva: quella
dell’anima.
Anima che non sa rassegnarsi al frastuono vacuo dell’età moderna, e non vuole e
non può rinunciare alla memoria, alla natura, ai colori, alla bellezza, ai
silenzi delle Cinque Terre, alla musica della poesia; un’anima irrimediabilmente
ancorata alla persistenza del passato nel presente, come segno di una continuità
e di un’identità spirituale che, solo nel silenzio della natura e dell’arte, può
riacquistare prepotentemente la sua unica inconfondibile voce d’eternità: quella
voce metastorica, per dirla con Foscolo, che “vince mille secoli il silenzio”.
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