Le eruzioni dell'eros e del male
Poesie più godibili di un romanzo
 
di Francesco Currà


alcune poesie
dal libro

ORGASMO
Il tuo vulcano – nettare più magma –
ha tre crateri ed infiniti pori
– bocche di fuoco in guerra col sudore –.

Il desiderio infuria.
L'eccitazione ustiona
nervi, mucose e frigidi malleoli.
Anche i midolli eruttano
dalle ossa che si sfaldano.



STUPORE E SGOMENTO
Cazzo che non accetti di restare
nel buio dei testicoli e dei peli,
chi, sulla tua fosforescenza indomita,
ha impresso il freddo marchio dell'inerzia?

Non io! Non io che non capisco quale
maligna volontà devo subire
e quale colpa devo
scontare quando il nulla
mi punta, mi raggiunge,
mi snerva e mi dilaga.



AL CAZZO BISOGNOSO DI CONSOLAZIONE
Cazzo, non ti avvilire
se vivi più da larva che da antenna.
Questa è la legge! Tu non mi puoi chiedere
di sventolare sempre il tuo vessillo.

Basta! Non accusare
il sangue esploratore baldanzoso
se ad ogni rude e saporoso orgasmo
segue la danza lenta della morte.

Rispetta queste regole indomabili!
Poi creperemo insieme.



IL DRAMMA SI CONSUMA IN PRIMO PIANO
Cazzo, quando sei duro
esisti solo tu.

Incoronato dal mio desiderio,
occupi il primo piano e ti dilati
fino a occupare sfondi,
periferie, dettagli... e in più, ogni volta,
pretendi una cornice per sfasciarla.

Cazzo, quando sei duro
contrasti con la vita.

Sei in primo piano quando dietro a te
il mondo non scompare. Non offenderti!
Sei veramente tu quando sei floscio.



I BACI
D'accordo: cospiriamo, incoroniamoci
snervandoci e stordendoci
per sostenere
le nostre vite
pericolanti.

Prendimi il cazzo, succhialo, nascondilo
nel culo e nella fica,
tra i seni e nelle ascelle.

Ti leccherò dall'ano all'ombelico
finché la lingua non si asciugherà.

I baci, no. Escludiamo
l'intimità dei baci più profondi.

Come le prostitute e i primitivi,
sappiamo che il pudore
risiede nella bocca, e non altrove.

I baci che misurano l'amore
siano solo
per l'amore.



CANTO D'AMORE N°2
Un dito nella fica e il seno lievita...
Il cazzo nella mano e il sangue scroscia.

Lingue guizzanti sprizzano liquori
e saldano in un bacio
cisterne che trasudano abbondanza.

Le bocche sulle trepide sorgenti
succhiano miele fuso...



POST COITUM TRISTE
Perfino nell'amore
la vita non è fluida,
larga, accogliente e tiepida.

Affondo e devo subito riemergere.
Ogni scansione è dura, ultimativa.

Gemito chiama gemiti,
frizioni, lampi e scosse
per un piacere che, raggiunto, inciampa
sul bordo traditore
della tristezza o del silenzio sciocco.



GENESI POMERIDIANA
Le mutandine accanto a un libro aperto,
il reggiseno
sulla spalliera
della poltrona,
le calze su una pianta ornamentale,
la gonna e la maglietta
sul pavimento accanto ai miei vestiti...

Su tutto la tua bocca
che impasta la mia polvere
e con un lungo soffio la ravviva.



PAROLE SCRITTE IMMAGINANDOMI VECCHIO
La mareggiata cresce
e il vento mette in fuga
onde terrorizzate
che vanno a suicidarsi sulle rive.

Più tardi, nella ritrovata calma,
il mare perde la schiumosa bava,
la polvere non vola
e l'albero non trema.

Solo i miei sguardi frugano la terra
zuppa di sangue che non lascia tracce,
ma odori cupi ed echi inappagati.




L'AQUILA E IL CAZZO
L'aquila batte le ali sulla terra
per involarsi in cielo
ed artigliare prede.

Io scrollo, gonfio ed indirizzo il cazzo
per cogliere galassie nella fica.




GUERRA
Chi sta saltando in aria sulla mina
anche a me destinata?

A chi stanno amputando
le gambe con le quali corro e salto?

A chi stanno esplodendo
le mani con le quali
mangio, lavoro, picchio,
impugno e guido il cazzo?



LAMPI SANGUIGNI
Il mio gioiello, l'utero a ventosa,
la fica, fiore prensile,
e il calice crespato dove smaniano
fermenti che traspirano umidori,
s'implorano e per poco si esaudiscono.

Lampi sanguigni presto esploderanno.




INVERNO SENZA AMORE
Come la primavera
confusa dalle incerte trasparenze,
come l'estate aperta
ai doverosi eccessi
e come l'oro sporco dell'autunno,
anche l'inverno
è più maligno
senza l'amore.

Se tu mi amassi, se tu m'inventassi,
mi sentirei un albero,
già scorticato e secco,
cristallizzato e rivitalizzato
dal ghiaccio, dalla neve
e dalla luce strenua
che impongono alle piante
l'identico vestito,
l'identico tremore.



[M'ANSIMA NELLE VENE]
M'ansima nelle vene
un'umida e pesante
smania di donne più di me agitate.

Metto un cuscino fradicio
sul cazzo che vorrebbe
sfottere i meteoriti trafiggendo
la luna che mi guarda.

Ma poi lo getto via,
e incrocio
le braccia
sugli occhi.



[L'AMORE CHE RINSANGUA ED ENTUSIASMA]
L'amore che rinsangua ed entusiasma
non sceglie di portare i suoi tesori
a pochi favoriti
lasciando tutti gli altri
affranti e sgretolati.

L'amore ama l'amore:
non crea privilegiati ed intoccabili,
non ha progetti e leggi: non distingue
le pietre limacciose
dalle montagne con le vette in fiamme.

L'amore che protegge i caldi abbracci,
ai cuori assiderati
non nega mai il conforto
d'un sogno realizzabile.
 


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