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Il libro nero
delle olimpiadi di
Torino 2006
di Stefano Bertone e Luca Degiorgis
Introduzione
Torino e le valli di Susa e Chisone
ospiteranno dal 10 al 26 febbraio 2006 i cosiddetti “XX giochi olimpici
invernali” e dal 19 al 30 marzo 2006 i giochi paraolimpici Invernali.
Nell’immaginario collettivo il termine olimpiadi invernali richiama
principalmente l’idea di quelle competizioni sportive sulla neve e sul ghiaccio
che si svolgono nel più puro agonismo e confronto tra atleti, le epiche sfide e
la sana rivalità tra campioni, il tutto condito dalla solidarietà e, perché no,
da un tocco di amicizia e unione tra i popoli... Verrebbe da sintetizzare il
concetto con due parole: spirito sportivo.
Le olimpiadi – estive come invernali – sono invece molto di più: prima di tutto,
e sopratutto, sono colossali manovre finanziarie, occasione di stratosferici
guadagni per unmarginale numero di beneficiari. Gli impatti che esse comportano
a livello economico, sociale e ambientale sulle comunità che le ricevono sono
negativi e irreversibili. Il valore del confronto sportivo e il concetto stesso
di sportività, anche a causa del diffuso uso del doping, sono passati da decenni
in secondo piano.
E della storia olimpica esistono capitoli scomodi, talvolta tragici, che vengono
taciuti e restano sconosciuti ai più.
In sostanza, le olimpiadi sono ben diverse da come si presentano e da come sono
presentate. Ovviamente per giustificare questa lettura un po’ particolare sono
necessarie alcune spiegazioni: noi proviamo a darvele all’interno di questo
libro.
Buona lettura.
Stefano Bertone, Luca Degiorgis.
Una precisazione d’obbligo. Il sostantivo gioco è da sempre associato,
perlomeno primariamente, a tutto quanto è divertimento, spensieratezza. Le
olimpiadi si sono appropriate di questo termine acquisendone la valenza
positiva, ma la realtà – pensiamo alle morti sul lavoro – è ben diversa. Di
conseguenza, ogni volta che troverete il termine giochi racchiuso fra
virgolette starà a significare che abbiamo voluto sottolineare, ricordare questa
incongruenza, e cioè che spesso non c’è niente di giocoso, non c’è proprio nulla
di divertente. Per lo stesso motivo il termine olimpiadi noi lo scriviamo
con l’iniziale minuscola.
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