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FRATELLI FRILLI EDITORI |
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Il libro. Ricercate in carte vecchie ed ammuffite, qualcuna riportata alla luce frugando nella memoria di anziani abitanti delle località liguri: moltissime leggende oramai dimenticate della nostra terra sono state raccolte in questo libro, assieme naturalmente alle poche, più famose, che ancora molti ricordano. Un patrimonio insospettabile, ricco di streghe, fantasmi, diavoli e draghi, da cui vien fuori una Liguria inconsueta. Ancora una volta, dobbiamo dire: perché questa imprevedibile, questa magica Liguria, non smette mai di stupirci e di rivelarcisi sempre nuova, sempre e più che mai da scoprire. L’autore: Aldo Rossi, giornalista pubblicista, è nato e vissuto a Genova. Giovanissimo, a 6 anni (o poco più), realizzava il suo primo articolo: "il". Successivamente, maturando, il suo impegno si faceva sempre più deciso ed anticonformista. Come logica conseguenza gliene derivava un'ultradecennale collaborazione con la RAI. Dai microfoni di Radio Genova (A Lanterna) le sue scenette e le sue battute corrosive hanno per lungo tempo scosso gli ascoltatori. È di quell'epoca la messa in onda di due suoi atti unici in genovese: O drïto de Canetto e 'Na voxe d'angeo. Nei primi anni '70 partoriva senza dolore (e senza diritti SIAE) il romanzo Il fascino perverso dell'editoria. Poi i libri fotografici (con foto di Pepi Merisio) Liguria e Vivere lungo il Po; il volume Cara Savona, che racchiude gli inserti dell'edizione savonese del “Secolo XIX” e, infine, il suo ultimo romanzo: L'Alfonso va a Milano. Ma il primo amore del Rossi, quello che soddisfa maggiormente il suo narcisismo, è sempre stato il teatro, principalmente come regista e soprattutto autore: il pubblico del teatro in genovese ricorderà certo (?) i suoi lavori, messi in scena con la sua regia (e di chi, se no?): Gh'é sempre 'na soluzion, 'Na luxe in te 'n veddro, Trei paggiassi e 'na cassöula, Gïi de Lanterna. Per modestia non vengono citati i copioni scritti in collaborazione e le traduzioni. Ma, come si vedrà, il sopraccitato narcisismo non ha limiti: e il Rossi s'è voluto cimentare anche in un campo da lui mai praticato, la poesia. Ha partecipato nel 2003 al concorso “La città dei poeti” e ne è stato uno dei vincitori. |