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E lucevan le stelle
La Liguria e i suoi teatri storici
a cura di Roberto Iovino | Marta Musso
Introduzione
Il Teatro, un bene sociale irrinunciabile
Perché amo il
teatro?
Perché il teatro è uno dei luoghi
in cui riesco ad essere felice
(Camus)
di Roberto Iovino
Risale al 1991 il volume
Teatri Storici in Liguria in cui Franco Ragazzi (la cui firma compare anche
nel presente testo) ha compiuto il primo e ad oggi unico lavoro di approfondito
censimento dei teatri nella nostra regione. Un’esplorazione preziosa che ha
consentito di fare il punto sui singoli palcoscenici e, soprattutto, ha offerto
un panorama teatrale per nulla limitato o “povero”. Al contrario è emerso il
quadro di una regione che può vantare un passato quanto mai ricco di iniziative
culturali. Non c’era centro anche di dimensioni modeste che non avesse un
proprio palcoscenico per spettacoli lirici o di prosa. E se fino al Settecento
la loro costruzione era essenzialmente voluta dalle grandi famiglie patrizie,
nell’Ottocento sovente i teatri nascevano per volontà di borghesi illuminati che
credevano nella funzione del “teatro” non solo come luogo di spettacolo, ma
anche e soprattutto come centro di aggregazione sociale.
Dal 1991 ad oggi molte situazioni sono cambiate nel “parco” ligure dei teatri.
Ne sono risorti alcuni: citiamo il Carlo Felice e il Modena di Genova, il Civico
di Spezia, il Salvini di Pieve di Teco, gli Impavidi di Sarzana. Altri sono in
fase di restauro, come l’Aycardi e il Sivori di Finale o il Sociale di Camogli.
Altri, purtroppo, sono scomparsi: e il pensiero corre al “glorioso” Politeama
Margherita di Genova.
Al di là dei singoli casi, comunque, preme qui segnalare la situazione in
movimento che dimostra un crescente interesse verso il patrimonio teatri della
regione.
Interesse che la Regione Liguria ha fatto suo, varando l’iniziativa di questa
pubblicazione e della Mostra ad essa collegata.
Il presente volume (al quale hanno collaborato più autori) intende rifotografare
il parco teatri regionali puntando la propria attenzione su alcuni palcoscenici
storici di particolare rilievo, senza tuttavia dimenticare gli altri.
Da qui è nata l’esigenza di dividere il lavoro in quattro parti, una per
provincia. Ognuna delle quattro è strutturata con una introduzione generale tesa
a ripercorrere le vicende globali della provincia stessa. Seguono poi i capitoli
dedicati ai singoli teatri presi in esame.
Emerge una situazione in movimento, contrassegnata dal festoso ritorno
all’attività da parte di palcoscenici che in un lontano passato avevano già
svolto un ruolo culturale di primo piano; e segnata anche dalla decisa volontà
di alcuni comuni di rilanciare palcoscenici ridotti da troppo tempo al silenzio
e all’inattività. Nella consapevolezza che soprattutto in un momento come quello
che viviamo, caratterizzato da una profonda crisi di valori e di economia, il
teatro non può essere considerato un bene secondario, ma va invece vissuto come
una condizione imprescindibile per la crescita e la maturazione di un tessuto
sociale.
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