Navigando su mari lontani
 
di Aldo Baffo


Prefazione
Un romanzo dal vero che non poteva restare nel cassetto

di Decio Lucano

Ogni vita di uomo che ha fatto un profondo percorso umano e professionale è un romanzo che spesso rimane chiuso nel proprio animo.
L’uomo invecchia, si dice di lui che ha fatto tante esperienze, talvolta racconta qualche sua storia e lo si ascolta volentieri, sono episodi che scoprono mondi ritrovati o che si sono letti in qualche libro; e se l’uomo sa raccontare questi episodi è un piacere raro rivivere storie personali che si intrecciano nella storia più grande degli uomini.
Aldo Baffo, il comandante, il capo pilota, il velista, il curioso viaggiatore insieme alla moglie Dina, pittrice e compagna di questo percorso di vita,dopo il successo nel 2005 di Dal Clipper alla Liberty, tradotto anche in inglese negli Usa, ci racconta in questo suo romanzo Navigando su mari lontani la sua vita di professionista del mare che inizia da ragazzo con una forte e determinata vocazione per la carriera marinara.
Il contenuto è autobiografico ma è strutturato come un testo didattico che, insieme alla storia del protagonista, si apre a richiami tecnici, spunti storici, avventurose parentesi geografiche sulle rotte delle navi su cui Baffo era stato imbarcato.
Siamo negli anni subito dopo la seconda guerra, il racconto comincia in un borgo marinaro, Sturla, di una Genova che cuce le sue ferite e che riprende a produrre con le sue industrie, il porto e gli armatori dei Liberty ricevuti dall’America.
Per il giovane Aldo l’istituto nautico è il punto di partenza verso la professione di ufficiale della marina mercantile.La famiglia lo asseconda, gli inizi sono duri e la scuola si rivela più difficile del previsto. Aldo alterna la frequenza scolastica con periodi estivi di imbarco anche per non gravare economicamente sulla famiglia. Mozzo, allievo nautico e poi a terra Aldo si arrangia con lavoretti da pescatore nel suo mare.
Questo soffermarsi sulla famiglia e la scuola, presentando con molto garbo e affezione le figure dei famigliari e la vita in casa, assumono un significato pedagogico che pone alla base di una brillante carriera sul mare i valori imprescindibili di sacrificio per gli studi, il lavoro e la stimolante umanità famigliare.
Il racconto si snoda nel periodo (la lunga navigazione) dal 1953 al 1965, anno in cui Baffo entra nel Corpo dei Piloti del porto di Genova.
Il “talento” professionale del giovane Aldo non tarda a rivelarsi sulle navi dove è imbarcato, Liberty, bananiere, merci varie, petroliere in ogni parte del mondo, colorito dalla ricca personalità dei marinai e delle popolazioni dei paesi “toccati” dalle sue navi.
Il ragazzo che diventa comandante è la trama del romanzo costellata di tante storie vere, episodi, costumi e abitudini che rivivono in ogni pagina pervasa di humor, con ricorsi storici e appunti tecnici molto utili per chi si prepara allo studio e alla carriera di capitano marittimo.
O voglia fare un salutare tuffo nel passato. Citiamo alcuni titoli di episodi narrati nel libro: un campionario, talvolta drammatico, spesso divertente.
La posta nello stretto di Messina, la visita medica dell’immigrazione negli Usa, Banana Split, ciclone 49 a Miami, servire a tavola, non svegliare gli uccelli del comandante, pesca delle ostriche nella Chesapeake Bay, “ma a lè u vagun”, i carri armati nella stiva, l’emporio a bordo a Suez e Aden, il serpente nei caschi di banane, caccia nella savana, le galline a bordo, le freak waves, mare di Giava mare di guai.
E poi la storia. La tragedia di Capo Matapan, Titanic, Rex, Lissa, la guerra dei convogli, le rotte della morte, la base sommergibili di Bordeaux, la battaglia di Trafalgar, la morte di Nelson, storia della longitudine, storia dell’Arsenale, dal radiogoniometro al Loran, ecc
E tanti disegni e fotografie a corredo degli episodi narrati.
Una nota ancora, la figura del professor Attilio Traversa, ordinario di Astronomia e Navigazione all’istituto nautico di Genova che ha preparato generazioni di capitani agli esami professionali, un maestro, un uomo indimenticabile ricordato ogni anno a Genova con una targa data al miglior diplomato in occasione del Premio San Giorgio.
Quando hai finito questo libro, ti viene voglia di rileggerlo.


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