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Pontelungo Presentazione
Mario Olivieri
Prefazione Padre Claudio Taggiasco, alcuni anni fa, pubblicò un interessante opuscolo sul Santuario Diocesano di Nostra Signora di Pontelungo in Albenga. Successivamente sono stati portati a compimento importanti lavori di restauro che hanno consentito l’acquisizione di nuovi dati sul patrimonio artistico, sul valore storico e sulla tradizione religiosa del complesso conventuale ingauno. Il frutto di queste nuove indicazioni, con l’aggiunta dei risultati di una ricerca documentaria ed archivistica inedita, è sintetizzato in questo pregevole volume. Diviso secondo tre sezioni, il contenuto del libro consente al lettore non solo una conoscenza precisa del patrimonio artistico, ma gli permette di seguire anche le vicende dello sviluppo del complesso religioso attraverso i secoli, travalicando i confini cittadini verso un panorama che abbraccia la storia della Diocesi. Nella prima sezione dedicata all’architettura l’autore discute non soltanto del livello stilistico dell’edificio ma offre una puntuale informazione sull’attività e sulla personalità di quei costruttori di chiese, prevalentemente imperiesi, che senza aver titoli di studio universitari, esprimevano una competenza e una genialità non comune, realizzando opere insigni tra il XVII e XVIII secolo con un’impronta stilistica definita “barocchetto ligure” con movenze molto contenute, aperte agli influssi classici: Bartolomeo Melissano, Giobatta Francesco Maria e Giacomo Filippo Marvaldi, Domenico Belmonte. La paternità progettuale della chiesa è di Giacomo Filippo Marvaldi (1722). In seguito la “fabbrica” subì modifiche e sviluppi che arricchirono, ma non trasformarono l’impianto originale. La storia di queste vicende è documentata con citazioni di atti e memorie, delibere e testi di lapidi. Una parte interessante è la seconda, dedicata alla pittura sia interna sia esterna (quest’ultime messe in chiara luce dai recenti restauri). Sculture e tele vengono studiate non solo dal punta di vista artistico ma anche nel loro contenuto iconografico e nel significato simbolico che assumono nel contesto catechetico di una pittura “educativa”: vengono così illustrati lo splendido trittico di Giovanni da Barbagelata, il grande quadro dell’assunta all’apice della cupola dono di Ottaviano Del Caretto di Balestrino, le tele di Francesco Cogorno e di Leonardo Massabò. La terza parte ha carattere storico e propone una serie di studi interessanti, sia dal punto di vista teologico (il culto mariano attraverso i secoli), sia dal punto di vista locale (vicende del Santuario, i danni del terremoto del 1887, l’episodio del mancato assalto barbaresco ad Albenga del 2 luglio 1637, la storia dei frati di S. Francesco in Albenga). Il libro si completa con alcuni testi creativi di Rosa Bellantoni, che prendono spunto da documenti e memorie testimoniano l’affetto degli albenganesi e non solo degli albenganesi per il Santuario. È un libro ricco di notizie, di agevole lettura, espressione di affetto e soprattutto, utile ai lettori per una conoscenza non superficiale delle nostre memorie: la conoscenza produce rispetto ed aiuta a rivitalizzare i valori essenziali della fede e della tradizione, troppe volte dimenticate. Francesco Gallea |