PonteX-Giovi e Doria-Creto
Centauri nella leggenda delle valli genovesi
 
di Franco Bonadonna
 


Presentazione

di Franco Lombardi

Non è difficile cogliere le occasioni d’interesse per questo prezioso lavoro di ricerca che hanno indotto il Veteran Car Club Ligure a promuoverne la pubblicazione. In primo luogo l’autore, il genovese Franco Bonadonna, è già noto per aver pubblicato due eccellenti volumi, dedicati rispettivamente al Rally di Sanremo e alle vicende delle diverse “Mini” italiane. Eravamo quindi di fronte ad un progetto di ricerca, coltivato amorevolmente da moltissimi anni, portato avanti da un appassionato competente che ha già dato ampia prova di sé.
Questo libro inoltre, destinato a passare analiticamente in rassegna la Pontedecimo-Giovi e la Doria-Creto, esplora due splendide e notissime gare motociclistiche care a tutti gli appassionati e radicate nelle vicende sportive incentrate sulle due valli genovesi ove tanti campioni e tanti appassionati hanno dato il proprio contributo allo sport motociclistico locale e nazionale.
Parliamo infatti anche di prospettiva nazionale poiché le due manifestazioni hanno travalicato, nei loro anni migliori, il pur prezioso panorama localistico divenendo occasione per le gesta dei grandi campioni nazionali e assurgendo quindi al ruolo di vere e proprie “classiche” nell’ambito delle gare in salita italiane.
La Pontedecimo-Giovi – come Bonadonna ci racconta – vanta del resto origini assai lontane nel tempo, collocandosi agli albori dello sport motociclistico, vantando origini pionieristiche che la collocano fra le più antiche prove sportive di sempre. La prima edizione di cui ci resta memoria è infatti del 1904. La gara venne poi ripresa fra il 1922 e il ’25, proseguendo come Pontedecimo-Bocchetta fra il 1926 e il ’31. Nel 1939 registriamo fra l’altro la vittoria di Arturo Olivari, una delle glorie più fulgide del motorismo ligure.
Dopo la guerra, questa splendida prova in salita riprende nel 1947 per avviarsi rapidamente alle sue edizioni più gloriose, quelle degli anni ’50, per poi proseguire fino al 1968. Sono gli anni dei Pagani (presente qui già nel ’37) dei Provini e dello stesso giovanissimo Agostini. Certo gli anni più fulgidi del motociclismo sportivo. Un po’ più longeva sarà la Doria-Creto, nata nel 1927 e protrattasi sino alle edizioni del 1984/88, per poi avere un’ulteriore appendice di vita sotto diverse formule.
Il panorama locale, che ha visto le due gare come fucina di campioni liguri e genovesi – basterà ricordare Giani, Burlando e Bellocchio – si fonde quindi alla prospettiva di assoluto rilievo nazionale per le due classiche competizioni in salita esaminate dall’Autore.
Con certosina pazienza e con l’attenzione dello storico di valore, Bonadonna ha raccolto per molti anni fotografie, dati e piazzamenti relativi alle due “classiche” genovesi realizzando un superbo lavoro di ricerca che non poteva lasciare indifferente il nostro sodalizio. Uno sguardo anche superficiale all’opera che qui presentiamo è sufficiente per coglierne di primo acchito la ricchezza e l’assoluto interesse.
L’attenzione per la ricerca storica, specie quella relativa alle manifestazioni a noi più vicine, non poteva infatti non stimolare il Veteran Car Club Ligure a sostenere un lavoro di ricerca così completo e dettagliato, destinato a gettare luce e a divenire opera di riferimento assoluta per le manifestazioni cui esso è dedicato. Alla Pontedecimo-Giovi automobilistica, forse la più nota e gloriosa competizione motoristica ligure, il Club è del resto intimamente legato per averne promosso una rievocazione storica che si svolge ormai da diversi anni con crescente successo.
Mentre licenziamo queste note di presentazione il nostro pensiero non può non tornare alla perdita lacerante che ci ha da poco colpiti. Appoggiare un serio lavoro di ricerca dedicato a due manifestazioni care a tutti gli appassionati di motori liguri era anche un modo per onorare la memoria del nostro presidente. Franci Milano Vieussieux aveva una squisita sensibilità per tutto ciò che è ricerca, rievocazione e memoria delle nostre vicende motoristiche. Nel ricordare l’allegria e l’entusiasmo che gli compariva in volto ogni volta che si parlava del nostro passato motoristico, di ritrovamenti, di storia e di ricerche abbiamo come la sensazione di avergli strappato ancora un sorriso.
 


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