Le quattro stagioni
Come mangiare secondo natura con "Il Secolo XIX"
Antipasti, primi, secondi e dolci con accostamento di vini, poesie e proverbi

 
di Dina Barla De Guglielmi
 

Prefazione

di Mario Muda

Ogni giorno il tempo ci condiziona l’umore, l’abbigliamento, persino la scadenza degli appuntamenti, degli orari, del lavoro.
Modi di dire come quello: «Ha la luna di traverso», oppure: «Ha fatto il bello o cattivo tempo» una volta erano patrimonio del linguaggio.
Oggi perché, come si dice scherzando, non esistono più le mezze stagioni, ma anche perché l’uso intensivo dell’auto o dei mezzi pubblici per andare al lavoro o spostarsi oppure la moda hanno livellato il modo di coprirsi o vestirsi, il tempo sembra avere un’influenza differente sulla nostra vita, a meno che non assuma livelli di forza e di intensità che escono dalle regole e dall’abituale.
Anche sul cibo, una volta, le stagioni avevano un’influenza diversa. Il cibo era categoricamente legato all’evolversi del tempo e al ritmo dell’anno.
Un frutto era legato all’estate, una verdura all’autunno, rare presenze all’inverno. La primavera era un tripudio di profumi e colori.
Oggi le fragole sono una primizia a novembre, come a marzo oppure a gennaio.
Varia poco il gusto, molto poco o nulla il profumo. La primizia è solo una variazione di costi e, certe volte, nemmeno di quelli.
Eppure cucinare secondo il ritmo del tempo, offrendo quello che di naturale si trova prodotto, consumarlo nel rispetto dei tempi e dei ritmi delle stagioni riserva – soprattutto sulla tavola – numerose e insperate sorprese.
Questa raccolta è l’insieme delle ricette che Dina Barla de Guglielmi ha pubblicato su «Il Secolo XIX» a partire dal 2001 seguendo il procedere delle stagioni. Dina Barla de Guglielmi oltre ad essere sapiente e straordinaria cuoca, notevole sommelier, è donna che ama la natura nelle espressioni più sincere e poetiche tanto che è anche figura di riferimento nazionale per quanto riguarda le composizioni floreali. Questa abbondanza di interessi si trasforma in una efficace e preziosa capacità di sintesi quando di tratta di consigliare e scrivere una ricetta. Ne sanno qualcosa i lettori de «Il Secolo XIX» che in questi anni hanno seguito le sue indicazioni.
Un menù semplice, elementare da mettere in pratica, di ottima resa, di facile preparazione. È quanto di meglio si può chiedere quando si esplora una nuova ricetta. Tutto ciò ha saputo fare, in poche righe, dagli antipasti al dolce Dina Barla de Guglielmi.
In questa raccolta, quando si è potuto, le ricette sono state accompagnate dall’abbinamento con un vino adatto, per valorizzare la scelta.
Inoltre, poiché mangiare e bere bene è anche un fatto culturale, abbiamo voluto contraddistinguere le varie stagioni con un proverbio che ci ricorda come esse hanno segnato il cammino delle genti o con un riverbero di poesia che sempre ingentilisce l’incedere.
A ricordarci, soprattutto, che non di solo pane vive l’uomo.


Torna indietro