Que linda Nicaragua!
Omaggio alla rivoluzione fatta nel nome di Sandino,
ma con l'aiuto di Cristo e di Marx

 
di Associazione di amicizia e solidarietà Italia Nicaragua
 

Premessa
25 anni: aqui estamos

L’idea di questa pubblicazione, nel 25° anniversario della nostra nascita, probabilmente covava da tempo sotto le braci di un fuoco di solidarietà mai spento. Come è arrivata nel vasto gruppo che ancora oggi si incontra regolarmente attorno alle problematiche e agli interrogativi che il Nicaragua pone alla coscienza civile e politica, di militanti storici e di ragazzi e ragazze appena tornati dal loro primo campo di lavoro, si è imposta senza discussione.
Abbiamo però voluto approfondire il come “rappresentare” questa per noi importante scadenza: evitando la retorica del “come siamo bravi”, ma senza nascondere l’orgoglio di aver resistito in questo quarto di secolo alle profonde trasformazioni avvenute in Nicaragua e nel nostro Paese. Col fine di essere compagni di strada nel presente, a tutti coloro che sotto altre comuni bandiere lottano per un mondo più giusto.
Abbiamo pertanto deciso di agire nella maniera più partecipata possibile.
Un gruppo di lavoro ha raccolto tutte le proposte che i vari compagni e circoli hanno voluto esprimere su come raccontare la nostra storia.
Da questo primo sondaggio è scaturita una traccia che è stata rispedita a chi aveva avanzato proposte ed a coloro di cui conoscevamo le coordinate.

Il lavoro è consistito nel verificare i contributi giunti con lo schema di massima che la commissione aveva approntato, e di integrare questi in una possibile trama che adesso vi trascriviamo.
Naturalmente si è cercato anche il senso di questo lavoro, riassumibile nella frase: “a cosa deve servire?”
Quello che ci siamo risposti è la messa in cantiere di una pubblicazione rivolta principalmente all’esterno dell’Associazione, alle nuove generazioni che si interessano di globalizzazione e solidarietà. Presentando la nostra memoria storica non come una fotografia del passato, ma come un ambito di impegno politico sul quale innestare nuove ricerche, iniziative e sinergie con altri gruppi, associazioni e movimenti.
Abbiamo anche considerato la necessità di descrivere l’Associazione da due punti di vista: uno che abbiamo chiamato oggettivo, rispecchiante un profilo storico/sociologico che raccogliesse quello che ne ha materialmente determinato la fisionomia organizzativa, politica e istituzionale; e uno che chiamiamo soggettivo che dovrà raccogliere testimonianze e memorie di tutti coloro, dai fondatori ai campisti, che vorranno lasciarne una. Chiedendo a tutti di testimoniare come il Nicaragua ha influito sulle persone che l’hanno conosciuta, che ci sono andate e riandate, come ci ha cambiato la vita e come ci è rimasta nel cuore.
Cosa questa che capita ancora oggi alle nuove generazioni nonostante i mutamenti di questi ultimi anni.
Da parte della commissione abbiamo fatto un primo elenco di persone che hanno avuto in forme diverse una relazione con l’AIN alle quale rivolgerci; ad alcune di esse per la loro propria attività o campo di impegno abbiamo chiesto interventi/contributi su specifici argomenti.
Il montaggio di queste testimonianze dovrà mettere in evidenza il filo rosso che le lega e costituirà la
parte centrale e preponderante della pubblicazione.


Da questa fase siamo arrivati alla traccia definitiva che con le dovute limature ed ulteriori suggerimenti costituisce l’indice del libro.
Vogliamo a questo proposito precisare che la collocazione dei vari articoli, testimonianze, lettere, documenti, note, che abbiamo reperito, o scritto, ha cercato di rispettare la griglia che ci eravamo dati. Ma come non sarà difficile vedere molti capitoli, paragrafi o note a margine avrebbero potuto trovare facilmente collocazioni diverse da quelle che gli abbiamo dato.
Per quanto la distribuzione abbia avuto un ordine, il nostro ordine, la lettura può felicemente essere disordinata. Questo non è un romanzo, o ancor meno la bella favola dell’Associazione Italia-Nicaragua, ma semplicemente una raccolta, ancorché ragionata, di documenti e testimonianze che fanno la nostra storia.
Non tutto quello che volevamo riportare siamo riusciti a rintracciarlo, e naturalmente ci sono dimenticanze e lacune dovute ai nostri limiti. Ma il nostro scopo non era quello di fare un’enciclopedia, e ci auguriamo che questo “spaccato” stimoli ad altri, riflessioni e ricerche, che possano domani colmare i vuoti che abbiamo lasciato.
Non c’è bisogno di leggere tutto, anche se in verità ce lo auguriamo. Può bastare, crediamo, solo un capitolo o una testimonianza di coloro che vivono od hanno vissuto questa straordinaria esperienza della solidarietà, per entrare e cogliere lo spirito, non del libro, ma dell’agire concreto che ha mosso tante persone su piani, luoghi o tempi diversi.
Se questo risulterà vero, avremmo raggiunto il nostro scopo.
Buona lettura.


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