Benedetto Zaccaria
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Il Secolo XIX
Il medioevo secondo Lopez
di Simonetta Ronco
 

Il Secolo XIX
Zaccaria, globalizzatore venuto dal medioevo
di Gabriella Airaldi


Repubblica - Genova
Un mercante racconta la storia di Genova
di Fabio Tonacci 

 
 


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Da Il Secolo XIX del 22 settembre 2004

Ospiti illustri al convegno della Tosse in memoria dello studioso
che ha raccontato la storia della città e le imprese dei suoi cittadini

Il medioevo secondo Lopez

Quando Geonva era una potenza d'oltremare
 

di Simonetta Ronco

Le ricerche storiche di Roberto Sabatino Lopez hanno messo in luce la notevole importanza di Genova nella storia internazionale del XIII secolo e hanno illustrato l’eccezionale figura di Benedetto Zaccaria, mercante e politico che per le sue doti, tra cui una grande versatilità, ha anticipato gli uomini del Rinascimento.
Dall’affollato incontro di studio che si è svolto lunedì 20 settembre al teatro della Tosse per ricordare lo storico genovese in occasione della riedizione di tre delle sue maggiori opere e della pubblicazione di un libro di Tonino Conte ad esse ispirato, è emersa soprattutto la capacità di Lopez di fornire al lettore una visione dell’espansione genovese oltremare: sono stati raccontati gli aspetti economici e i contributi dei protagonisti del tempo.
Ciascuno dei relatori, Michel Balard, professore all’Università della Sorbona, Anna Maria Lazzarino Del Grosso, docente di storia delle dottrine politiche all’Università di Genova e Paola Massa, preside della Facoltà di Economia, ha esaminato e messo in luce caratteristiche e pregi dei tre lavori di Lopez che, su iniziativa di diverse case editrici diverse, sono tornati recentemente in libreria.
Il libro di Lopez “Benedetto Zaccaria, ammiraglio e mercante nella Genova del Duecento” (ed. Fratelli Frilli), costituì a suo tempo, come ha ricordato Anna Maria Lazzarino Del Grosso, “un’autentica rivelazione per la novità del suo apporto storiografico e per l’attestazione che forniva delle eccezionali qualità di ricerca, di metodo e scrittura di uno storico giovanissimo”.


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Da Il Secolo XIX del 21 settembre 2004

Un genovese del '200 visto dallo storico Lopez

Zaccaria, globalizzatore
venuto dal medioevo
 

di Gabriella Airaldi

Benedetto Zaccaria era genovese e, come tutti i suoi conterranei, aveva nel sangue un’insopprimibile spinta alla globalizzazione, che lo aveva portato a girare per tutto il mondo conosciuto al suo tempo, e cioè alla fine del Duecento.
Per seguirlo o, meglio, inseguirlo dal Mar Nero al mare del Nord, occorreva un certo coraggio.
E più ancora ne abbisognava lo storico che avesse voluto imboccare quella strada. Infatti “ci sono uomini che, pur provvisti d’ingegno e di coraggio, vegetano in disparte perché non hanno trovato chi li sapesse lanciare. E ci sono nella storia personaggi che, pur distinguendosi dalla massa grigia e meritando di prendere posto fra gli uomini di Plutarco o tra i busti del Pincio, restano poco conosciuti o poco amati dai posteri perché sono tuttora avvolti nel cono d’ombra di qualche potente che li aveva arruolati o perché i topi hanno mangiato le filze e i documenti che li riguardavano o perché, infine, non hanno trovato uno storico che si dedicasse a riesumarli. Tra questi naufraghi della storia, non c’è dubbio, un posto d’onore tocca a Benedetto Zaccaria”.
Chi scriveva queste parole nell’ormai lontano 1933, aveva deciso di provarci; e infatti, in quell’anno, vide la luce il “Benedetto Zaccaria ammiraglio e mercante nella Genova del Duecento” di Roberto Lopez, un testo rivoluzionario per contenuti e metodo, uno dei libri più famosi della storiografia internazionale, dove, per molte ragioni, avrebbe segnato un punto di ritorno.
Roberto Lopez, lo storico genovese, che si arrischiò all’impresa, quando lo pubblicò aveva appena ventitré anni. Più tardi, insieme con le asprezze di un allontanamento forzato dall’Italia, quand’era appena uscita “La storia delle colonie genovesi nel Mediterraneo” (1938), sarebbero venute altre grandi opere: soprattutto l’importantissima “Nascita dell’Europa” (1962), tradotta subito in moltissime lingue, in cui le sue proposte innovanti avrebbero – come allora fu detto – messo davvero “il diavolo in corpo al medioevo”. In realtà il modello storiografico, che proponeva la costruzione di una storiografica nuova, suggerendo insieme a una nuova periodizzazione e a nuove spazialità emisferiche, l’uso di metodi e strumenti nuovi, era già nato.
A Genova, infatti, la passione e il genio dello storico, che si era mosso con lo sconosciuto Benedetto verso orizzonti più aperti, aveva già cancellato il medioevo dei secoli bui, aveva già scoperto e valorizzato la funzione essenziale della città, promotrice di una cultura di libertà, che avrebbe trovato la sua definitiva espressione in quell’identità europea di cui, anche grazie a Genova, l’area euromediterranea si rivelava dunque motore privilegiato.
D’altra parte, già studiando Benedetto – divenuti nel frattempo simbolo riconosciuto di una storia genovese di valenza mondiale – Lopez aveva ben compreso che “il mondo era così collegato nelle sue parti che non era possibile fare la storia di una di esse senza deformarla”; e che chi voleva studiare la storia doveva andare oltre ogni dimensione, compresa pure quella economica. Credeva infatti – e lo diceva – solo nella storia totale: “macrostoria con microstoria, modelli piccoli e stretti e idee larghe e suggestive”.
Così, infatti, suggeriva già nel suo primo libro, al quale – ancor più degli altri – i genovesi per primi, fin troppo innamorati di un “siglo”, che è solo conseguenza di una storia assai più antica e avvincente, debbono dunque rendere omaggio. “Sulle tracce di quel libro ho percorso il mondo per mare e per terra, dice il Baldassarre Embriaco Maalouf, alla fine del Periplo”. Anche noi con il Benedetto Zaccaria di Lopez – strumento polivalente della nostra memoria – sappiamo oggi di aver percorso ben più di una strada.


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Da Repubblica - Genova del 19 settembre 2004

La Tosse alla facoltà di Economia

Benedetto Zaccaria: un mercante
racconta la storia di Genova
 

di Fabio Tonacci

La Genova medievale, rimasta all’ombra di quella fastosa e celebratissima del ‘500 e ‘600, riemerge in uno spettacolo itinerante del Teatro della Tosse. Diciannove attori vestiranno i panni di Benedetto Zaccaria, di Jacopo da Varazze, di Guglielmo Embriaco e , attraverso le loro storie e quelle di altri personaggi, racconteranno quella città che cominciava piano piano a saggiare la propria personalità. Voci che nascono dagli ambiti più diversi: dalla storia, dalla letteratura, dall’economia e dalla medicina. “Benedetto Zaccaria, ammiraglio e mercante. Storia e storie”, di Tonino Conte per la regia di Alberto Bergamini, andrà in scena nell’inedito palconscenico della Facoltà di Economia sulla Darsena, da giovedì 23 a sabato 25 (ore 21, ingresso 5 euro). Sarà possibile raggiungere la Darsena anche via mare, con partenza alle 20.30 dal Porto Antico. Il ricavato sarà devoluto a Gaslini Band Band Onlus.
Lo spettatore seguirà l’evoluzione dello spettacolo articolato sui quattro piani della facoltà, occupandone ogni spazio, dalla terrazza ai corridoi fino all’Aula Magna. Quindici episodi in un continuo cambiamento di toni e atmosfere, tra il serio e il comico, tra l’ironico e l’avventuroso. Come quello del topolino che racconta come la peste è arrivata nella città attraverso le grandi navi mercantili. Quattro musicisti e rumoristi evocheranno sensazioni e atmosfere antiche. Quattro attori faranno da angeli custodi di altrettanti gruppi in cui verrà diviso il pubblico.
“La storia della città in quel periodo – spiega il Tonino Conte – non la conoscono nemmeno gli stessi genovesi. Il mio lavoro vuole essere un omaggio a quel periodo e a Roberto Lopez, lo storico che vi ha permesso di ricostruirlo attraverso i suoi saggi”. A questo proposito è stato ristampato il saggio di Lopez, pubblicato la prima volta nel 1933: “Benedetto Zacccaria ammiraglio e mercante nella Genova del Duecento” (Fratelli Frilli Editori) con prefazione di Gabriella Airaldi. Lunedì alle 18 nel foyer della Tosse si terrà un incontro sulla figura e l’opera di Roberto Lopez, figlio del commediografo Sabatino Lopez. Ingresso libero.
 


 

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