Il caso Mauriziano
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Per il Domani
Il caso Mauriziano
di Elisabetta Fea

 

 

 


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Da Per il Domani del maggio 2004

Il caso Mauriziano

di Elisabetta Fea

È una storia complessa di sanità pubblica, quella che viene analizzata da Lorenzo Gigli e Michele Ruggero (entrambi giornalisti) ne Il caso Mauriziano, da poco pubblicato dall'editore Fratelli Frilli. Qualcosa di più, ci dice, da subito, il sottotitolo che specifica: Come allungare le mani su ospedali, terre e palazzi. Ma andiamo con ordine. Al centro della narrazione c'è un antico Ordine, quello Mauriziano, proprietario di alcuni ospedali. Il caso nasce quando, verso la fine del 2002, l'Ordine viene commissariato per un grave disavanzo economico. Si parla di un buco di 500, forse 800 miliardi di lire. Conti in rosso provocati, sostengono gli amministratori dell'Ordine, da mancati rimborsi regionali previsti dalla legge e da delibere di Giunta. La domanda che si pongono gli autori invece è: Siamo dinanzi ad una controversia contabile, amministrativa, legislativa? Oppure c'è dell'altro? Forse, spiegano gli autori, l'obiettivo non è più, e solo, quello di mettere in ordine i conti dell'Ordine, ma di mettere le mani direttamente o per conto terzi, sullo straordinario, storico patrimonio Mauriziano composto da palazzi, castelli, abbazie, edifici e da estesi possedimenti agricoli del Piemonte. E questa è anche la tesi degli ex amministratori del Mauriziano che, prima sostenuti ed incoraggiati dai politici a modernizzare ed ampliare le strutture ospedaliere, ad aprire nuovi reparti, dalla cardiochirurgia alla riabilitazione, a creare ex novo un centro d'eccellenza per la ricerca sul cancro, sono stati successivamente contestati, isolati ed infine estromessi con l'accusa di cattiva gestione. Poco più di 200 pagine per un caso, dunque, interessante, che vale la pena approfondire.


 

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