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Dal Clipper alla Liberty
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Dal Clipper alla
Liberty
di Giorgio Boratto
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mentelocale
del 1 dicembre 2004
Dal Clipper alla Liberty
di Giorgio Boratto
www.boratto.it
Ricordo il comandante Aldo Baffo alla presentazione
del libro di Sbisà, I colossi del mare e giovedì 25 novembre l'ho
ritrovato a Palazzo San Giorgio, con il suo libro: Dal Clipper alla Liberty,
che parla di navi che hanno preceduto quei transatlantici passeggeri chiamati i
colossi del mare. Aldo Baffo racconta nel suo libro l'epopea, che attraversa
oltre un secolo, delle navi mercantili più famose e importanti della storia
della navigazione: i clipper e i liberty; appunto.
A presentare il libro erano presenti, oltre che l'autore, tre ex comandanti di
navi: Decio Lucano, Giuseppe Longo e Augusto Meriggioli. Uomini che “sanno di
sale”, che hanno dato anche un loro contributo alla letteratura marinara, che in
Italia a differenza dell'America è ancora scarsa. Capitani Coraggiosi. I clipper
e le liberty sono le navi mercantili simbolo dei traffici marittimi. La loro
riuscita e importanza si deve all'inventiva di americani e inglesi. I liberty
poi segnarono molti record: furono le prime navi assemblate con la saldatura e
si arrivò, costruendole in ‘catena di montaggio', ad averne una in 4 giorni.
Incredibile, se si pensa che, costruite per ‘one trip', per un solo viaggio
utile a portare derrate alimentari e materiale bellico, per fornire i soldati
americani impegnati nell'ultima guerra mondiale, alcune furono utilizzate sino
al 1967.
Navi umili che si accompagnavano allo spirito che deve avere il grande marinaio.
Le liberty erano definite le “navi dei barbieri”; navi che seguivano la scia di
altre navi uguali, come un rimorchio, per cui bastava un solo capitano a
tracciare la rotta. Navi che hanno viaggiato per oltre 25 anni e si
distinguevano per velocità, robustezza e naturalmente per longevità. Bisogna poi
ricordare che queste navi servirono dopo la guerra a dare lavoro a tutti i
marittimi; con queste navi si costituirono le prime compagnie di navigazione e
grazie a loro si incominciò a ricostruire la nostra marineria distrutta.
L'ex comandante Meriggioli ricorda diversi aneddoti riferiti alle liberty: una
sua evoluzione - la T2 - diventerà nave ‘autostivante': la nuova merce sono i
passeggeri che si stivano da soli.
Meriggioli, ci parla anche della tecnologia empirica che accompagnava i marinai
di allora. Alla scuola navale veniva insegnato il ‘paglietto lardato makaroff ‘,
ossia un sistema per turare piccole falle con pezze verniciate all'esterno. Mai
servita. Eppure guai a non saperla. La tecnica oggi ha preso il sopravvento, è
tutta elettronica: è un altro mondo. A quei tempi la nave era conosciuta fino
all'ultimo chiodo.
La gerarchia poi era solo quella dei ‘culi', ovvero: un cesso diverso tra
capitani e marinai. Molti gli aneddoti e i ricordi di quel mondo marinaro
vengono illustrati da Decio Lucano e Giuseppe Longo: vite per il mare; vite di
passioni e amore per quel lavoro, che a riguardarlo con gli occhi di oggi sembra
davvero impossibile.
Baffo spiega anche perché i clipper diventarono sempre più impiegati e veloci:
il raccolto del thé dall'Asia doveva raggiungere al più presto l'Inghilterra;
con questo si determinava il prezzo di mercato oltre che la qualità di un thè
appena raccolto, di stagione. Una gara affascinante che ha visto battere record
su record, sulla rotta dalle indie verso Plymouth.
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