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Il dubbio
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PMnet
Maria Masella tinge Cuneo di
noir
di Lorenzo Pellegrini
La Provincia Granda
Un giallo cuneese
Il Secolo XIX
Polizieschi da ombrellone
di Lucia Compagnino
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Da PMnet
del 18 novembre 2004
Maria Masella tinge Cuneo di noir
di Lorenzo Pellegrini
"Conosco poco Cuneo ma via Roma e i suoi portici li ricordo
bene".
E' uno dei primi pensieri che attraversano la mente del Commissario di Polizia
Antonio Mariani, della Questura di Genova, poco prima di trovarsi coinvolto in
una indagine dalla doppia dimensione, ufficiale e privata.
Impossibile stabilirne i confini.
L'opera di un serial killer ed un suicidio.
Un morto in una vasca da bagno ed una foto, fra le cose del defunto, della
moglie del Commissario.
Dall'indagine, "privata", condotta con discrezione e tanti dubbi, Mariani si
imbatte in una serie di omicidi commessi fra Piemonte e Liguria e passati, fino
a quel momento, quasi inosservati.
L'istinto e la tenacia lasciano affiorare connessioni, collegamenti e un'unica
mano.
Ma il suicidio di Cuneo, da cui parte tutta la storia, non rientra nello schema.
Giallo italianissimo, avvincente, scritto con cognizione, privo di colpi di
scena plateali ed improbabili, ma che non concede spazio alla noia: ipotesi da
verificare, supposizioni, ragionamenti, ricerche mirate, piccole ammissioni,
universi privati con risvolti imbarazzanti.
Mariani parla in prima persona, introducendo il lettore nella sua vita privata,
che tende a coincidere col proprio lavoro.
Vita improvvisata da single, dopo la recente separazione, ed il pensiero
costante alla figlia ed alla moglie Francesca.
I rapporti tra i due tuttavia non cessano. Nell'occasionalità degli incontri, si
parla, fra l'altro, dell'indagine "ufficiale". E' un legame forte, ma messo in
crisi dalle frequentazioni extraconiugali di lui che innescano striscianti sensi
di colpa, nella consapevolezza della propria facilità ad intraprendere
relazioni, insieme alla incapacità di rinunciarvi.
Dall'altra parte, l'intelligenza raffinatissima di lei, la capacità sintetica
nell'analisi, la logica stringente dei suoi ragionamenti, la sua indipendenza
intellettuale, e l'ascendente che sa di avere nei confronti del marito.
E' un libro scritto da una donna. Che fa parlare un uomo.
Il titolo racchiude il vero filo conduttore, che ha poco a che fare con il noir
in sè. E' "il dubbio" che serpeggia per tutto il testo, come rivalsa in un
orizzonte più grande; è il dubbio che sfiora appena la volontà di vendetta,
anche e soprattutto nel momento culminante in cui il protagonista viene messo al
corrente di una grande notizia.
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Da La
Provincia Granda
del 24 settembre 2004
"Il dubbio" di Maria Masella
Un giallo cuneese
Segnaliamo ai lettori un libro “noir” della casa editrice Fratelli Frilli
Editori di Genova. Si tratta di un giallo crepuscolare di Maria Masella
, dal titolo “Il dubbio”, giocato tra Cuneo e Genova, in cui la ricerca
di un assassino si intreccia col disagio esistenziale del protagonista, il
commissario Antonio Mariani. Il poliziotto, infatti, scopre gli inquietanti
collegamenti fra un inrtricato caso di suicidio e la moglie Francesca con cui
cerca, faticosamente, di riallacciare i rapporti.
L’indagine prende proprio le mosse in una Cuneo brumosa e “nordica” scoperta,
quasi, come un “altrove dell’anima” in cui il protagonista viene a contatto con
lo squallido e disperato mondo degli omosessuali.
La narrazione si svolge su due piani paralleli: da una parte la complicata
ricerca della verità, in cui l’inchiesta sul suicidio finisce per mescolarsi a
quella di vari omicidi ad opera di un serial killer e, dall’altra, l’affannoso
gomitolo di sentimenti, delusioni, speranze, angosce e passioni con cui Mariani
cerca di ricostruire l’unità familiare disgregatasi proprio a causa dei suoi
errori. L’ombra della moglie (amica, confidente, amante) nei retroscena del
suicidio di un ricco cuneese, trasforma l’inchiesta in un sofferto percorso
dell’io in cui il detective finisce per aver timore della stessa verità. Proprio
per questo il commissario Mariani riesce a coinvolgere nelle indagini la stessa
moglie Francesca, con l’aiuto della quale svela il mistero sgombrando il cuore
da quel “dubbio” che dà il titolo al romanzo e di cui è anche chiave di lettura.
Alla fine è proprio l’esito della storia d’amore “interrotta” fra moglie e
marito, ad appassionare quanto, se non di più, del dipanarsi della trama gialla.
Per una volta, infatti, è il consapevole ritrovarsi di una coppia ad accendere
le aspettative del lettore: una salutare variante al desolante impero del
“gossip”.
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Da Il Secolo XIX
del 4 agosto 2004
Incontri d'Autore
Fra polizieschi da ombrellone
e presentazioni librarie estive
di Lucia Compagnino
Due gialli da ombrellone da altrettanti autori genovesi, per
letture da brivido anche sotto il solleone. Due polizieschi che intrecciano la
cronaca nera, gli affetti familiari, il plot d’invenzione e gli anni bui della
Repubblica.
Partiamo dal primo “caso”. È un uomo ucciso sulle alture della Superba a dare il
via alla catena dei delitti misteriosi su cui deve indagare il commissario
Antonio Mariani nel poliziesco Il dubbio (Fratelli Frilli) di
Maria Masella, docente in un liceo scientifico e già autrice di racconti
pluripremiati come “Trappole” e “La parabola dei ciechi”.
La seconda avventura letteraria del protagonista già visto in azione in “Morte a
domicilio” intreccia la sua vita privata alla sua professione. Da quando infatti
a casa di un suicida a Cuneo viene rinvenuta la fotografia di sua moglie
Francesca, ingegnere informatico che spesso aiuta nei casi più complicati, il
commissario Mariani non riesce più a distinguere l’una dall’altra: sia la
professione sia la sua vita familiare sono ormai rose, appunto, dal tarlo del
dubbio.
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