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Mario!
mentelocale
Il Giornale
Corriere Mercantile
Da mentelocale del 7 dicembre 2004
Un Polpo di nome Mario Di Daniele Miggino
Il libro che andrommi a recensire c'ha un titolo che è quasi
più lungo dello svolgimento: Mario! Storia vera tragica e avventurosa del
polpo Mario, del pescatore Gnussa e di Cesare Ziona, principe dei fiocinatori e
re della famosa baia di Portobello (edito da Fratelli Frilli Editori.
L'autore è lo scrittore Vincenzo Gueglio, ma la storia del mollusco più
intelligente del mondo affonda le radici nella leggenda, soprattutto nella
mitologia di Sestri Levante, dove è ambientata la vicenda. Il libro è stato
pubblicato con il patrocinio del ristorante "Polpo Mario" di Sestri. Manco a
dirlo...
Da Il Giornale del 7 dicembre 2004
La leggenda del Polpo Mario Di Maria Vittoria Cascino
Sestri Levante. Quando la favola diventa mito e strabuzza gli
occhi perché non ci crede. O ci crede a tal punto che parlare del Polpo Mario
nell’osteria Polpo Mario ti dà alla testa. Perché sembra un dialogo tra folli lo
scambio di battute tra Vincenzo Gueglio, autore di “Mario!” (Fratelli
Frilli Editori, 105 pagine, 10 euro) e Rudy Ciuffardi, patron del ristorante
che al Polpo è intitolato. Proprio su uno dei quattro canti, nel carruggio che
infilza come una fiocina Sestri. E vai a spiegarglielo alla gente chi è il Polpo
Mario. Rudy ci ha provato tante volte a vendersela quella leggenda che gli ha
raccontato suo padre Cesare Ziona, e tutti gli amici di Capocotta, davanti al
pirone, in quegli scampoli di sera dove andavano a finire di mangiare per non
sentire i mugugni “della Cesira, o della Main o della Texinin.”. Finchè Gueglio,
quel professore-letterato un po’ schivo, un po’ sognatore, un po’ sornione
accetta la sfida e cuce addosso al polpo Mario la favola bella che ieri illuse
la banda di Capocotta e che oggi ci piace riascoltare. Perché ci piace credere
che sia tutto vero. Perché Gueglio da consumato narratore gioca a fare il verso
a Esopo, coglie il pretesto di una scherzo infantile, gigiona, ti acchiappa e
non hai scampo. Perché ogni riferimento a persone e cose è assolutamente reale.
E così ti snocciola la “storia vera tragica e avventurosa del polpo Mario, del
pescatore Gnussa e di Cesare Ziona, principe dei fiocinatori e re della famosa
baia di Portobello.” Certo ti racconta di Gnussa che cattura Mario e rinuncia a
metterlo in pentola perchè ha gli stessi occhi della defunta zia Palmira, e con
queste storie di reincarnazione non si sa mai. E ti racconta come Gnussa la
metta sul tavolo di Capocotta, la faccenda del polpo che gli strizza l’occhio,
lo aiuta a pescare e gli regala i totani pescati. Ma l’auditorio, ahinoi, è
fatto di quegli uomini della “maina” bruciati dal sole e modellati dalla sabbia.
Che sanno ridere, che sanno essere tragici nel paradosso. Che sanno far vibrare
le storie intorno al fuoco sulla spiaggia. Che te lo condiscono per le feste il
povero Gnussa. Perché sarà Cesare Ziona a “impolpare” il polpo Mario, a
salvargli la vita, a prenderlo in casa con sé, a farlo compagno di giochi di
Rudy. Però Mario lo ha scoperto Gnussa. Che diventerà protagonista di un
processo-farsa ai limiti del grottesco per rivendicarne il possesso. E sarà una
lettera autografa di Mario a ristabilire l’ordine paradossale delle cose, a dire
no “all’avarissimo Gnussa che mi ha portato via persino i totani che avevo
pescato”. Mario resterà con Rudy. Così è stato, se vi pare. Ed è qui che ti
volti indietro e per un frazione di secondo te la bevi tutta questa storia:
perché Rudy il suo locale stile “old Sestri” lo ha dedicato a Mario, “che mi ha
insegnato a giocare al meccano”. E il povero Gnussa? “Quel che è giusto è
giusto” diceva sempre e non ti va a firmare con Rudy un contratto che gli
riconosceva le royalties su Mario? Che tradotto significava un cartoccio di
pesce tutte le sere, il primo che il peschereccio Polpo Mario sbarcava sul porto
di Sestri. La lettera Rudy la conserva ancora sottovetro. Ed è questo che ti
sconcerta, è tutto vero. E’ vera la varia umanità che colora la storia, è vero
Palmiro Togliatti che chiede se a Sestri si sposino fra cugini, è vera la grazia
commovente con cui Gueglio ridisegna Sestri all’ombra del mito e ci infila tanti
di quei livelli di lettura che perdi il filo.
Da Repubblica - Genova del 26 novembre 2004
Il Polpo Mario, storia avventurosa Di Stefano Tettamanti Prima di consumare un polpo ne va sfibrata la resistenza per eliminare la copertura viscida e privarlo del becco corneo alla base dei tentacoli. L’operazione è tra le più selvagge che si possano svolgere in natura. “Puozzo campa’ cussì?” si domandava sconsolato quel povero polpo di ristorante napoletano che ogni volta veniva sbatacchiato davanti ai clienti per poi essere reinfilato nell’acquario e sostituito in padella da un confratello surgelato. Sull’intelligenza superiore del polpo nessuno si sogna più di scherzare: è stata certificata scientificamente e chi non ci crede si arrangi. Ma l’epopea del polpo (che in Padania chiamano piovra a testimonianza di una difficoltà dei locali a riconoscere le giuste proporzioni delle cose) non può che essere raccontata dai liguri e dai sestresi di levante in particolare. A partire da luoghi ormai mitici come le osterie di Capocotta e del Paladin e da polpologi altrettanto mitici come Cesare Ciuffardi e sua moglie Nena, rispettivamente re e regina dei polpi, pescatori filosofi e contamusse (come tutti i pescatori) dai nomi inevitabili di Baciccia, Scilin, Bellebarche, Funzin e Lumumba, Sestri Levante si è costruita una credibilità in materia più solida del becco corneo di cui sopra. E il carruggio è diventato una sorta di università del polpo, un a vera accademia (per intenderci, il livello è quello di Oxford e Cambridge, forse il linguaggio dei docenti è appena meno controllato) che ha la sua sede naturale e leggendaria nella trattoria Polpo Mario, dove, e qui sta una parte della leggenda, da anni si continua a mangiare bene e a spendere il giusto (0185.480203). Come in ogni accademia che si rispetti, l’attività scientifica è oralmente intensa anche se la sua traduzione editoriale in documenti scritti è affidata soprattutto ai due magnifici rettori: Rudy Ciuffardi, figlio d’arte e patron del Polpo Mario, e Vincenzo Gueglio, narratore e saggista sempre alimentato dai rari talenti dell’intelligenza, della buona scrittura e dell’ironia. Di Gueglio torna ora disponibile in un’impeccabile edizione (Fratelli Frilli Editori, euro 10) la madre di tutte le dissertazioni letterarie sul polpo: “Mario! Storia vera e tragica e avventurosa del polpo Mario, del pescatore Gnussa e di Cesare Ziona, principe dei fiocinatori e re della famosa baia di Portobello”. Nessuno discuta di polpa se non ha letto questo libro.
Dal Corriere Mercantile
dell'11 novembre 2004
Polpo Mario, una storia
Da oggi in libreria il volume dal titolo: “Mario! Storia
vera, tragica e avventurosa del polpo Mario, del pescatore Gnussa e di Cesare
Ziona, principe dei fiocinatori e re della famosa baia di Portobello”,
scritto da Vincenzo Gueglio e edito dalla Fratelli Frilli Editori. |