Niccolò Paganini
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News Italia Press
Un "virtuoso" genovese nel mondo


Corriere Mercantile
Paganini, genovese del mondo
 

Corriere Mercantile
Paganini tra genio e divismo nel libro di Iovino e Oranges
 

Repubblica - Genova
Bertone riabilita Paganini e presenta il nuovo libro

 

 


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Da News Italia Press del 18 novembre 2004

Un "virtuoso" genovese nel mondo
 

Straordinario virtuoso, anticipatore del concertista moderno, abile manager di se stesso: il libro "Niccolò Paganini. Un genovese nel mondo" di Roberto Iovino e Francesca Oranges racconta questo straordinario autore, che ha costituito nella sua epoca un caso quasi unico. L'opera edita da Fratelli Frilli è stata presentata ieri sera presso il foyer del Teatro dell'Opera di Roma, alla presenza dei due autori. All'incontro sono intervenuti Stefania Soldati, musicista e musicologa, e Andrea Marini, giornalista, direttore del giornale "Grandi eventi ".
Il libro vuole raccontare l'uomo e l'artista Paganini calato nel suo tempo, con l'obiettivo di rivelarne la modernità. Orgoglio ed esempio per tutti gli italiani all'estero, non solo Paganini preparò la strada ai grandi divi del romanticismo, ma potrebbe essere paragonato, per il suo impatto sulla società, ai grandi divi rock di oggi. La narrazione segue le vicende biografiche, inserendo nei vari capitoli notizie storiche e sociali sul contesto artistico e culturale, oltre all'analisi delle opere. Affronta poi alcuni aspetti particolarmente stimolanti dell'artista: i suoi "guadagni", le malattie, il problema della tecnica, la sua eredità artistica. Forte l'influenza che l'autore ha avuto oltre i confini nazionali.
"Paganini - spiega Roberto Iovino - ha saputo trasmettere anche all'estero la sua incredibile capacità virtuosistica. Il suo era un virtuosismo estremamente comunicativo ed emotivo, a cui si sono ispirati tutti gli autori romantici tra cui Chopin, Schuman, Brahams e Schubert". Da un punto di vista professionale, " Paganini è cresciuto a Genova e quello che musicalmente ha portato esportato nel mondo risente sicuramente di questo ambiente genovese . E' stato un grande viaggiatore con una grande capacità di auto-promuoversi". Personaggio schivo e riservato aveva comunque un animo generoso. " Ha tenuto concerti di beneficenza in tutto il mondo , ha donato a Hector Berlioz ventimila franchi dopo avere assistito alla rappresentazione del suo 'Aroldo in Italia' - continua Iovino - Ha organizzato concerti per i terremotati dimostrando lo spirito filantropico dell'artista. Questi aspetti sono stati esportati in tutta Europa perchè, a partire dal 1828 fino al '35, centinaia sono stati i suoi concerti. Prima a Vienna e in Germania, poi in Inghilterra e in Francia ".
Così Paganini è stato un "divo" del violino, in un momento storico in cui i grandi divi erano i cantanti. Ha impressionato platee e affascinato i colleghi, usando a proprio vantaggio leggende e dicerie. E' stato, anche e soprattutto, un grande compositore con il quale la tecnica del violino si è trasformata in maniera radicale. Figlio del suo tempo, direttore d'orchestra nel senso moderno del termine, il genovese era amico di Donizetti e Rossini, amava, ascoltava e dirigeva l'opera, e nella sua produzione si avverte il lirismo delle arie del tempo. Il suo violino, insomma, cantava come un grande soprano dell'epoca.
Il libro si avvale della prefazione del Cardinale Tarcisio Bertone. Scelta non casuale, che vuole avere un preciso significato. È noto infatti che Paganini, accusato di empietà, ebbe negata la sepoltura in terra consacrata. Genova, allora sotto il controllo dei Savoia, gli chiuse ufficialmente le porte, la salma peregrinò a lungo e finì "all'ester o", a Parma, dove l'artista è tuttora sepolto. Un'introduzione del Cardinale vuole dunque rappresentare, a distanza di 164 anni, una sorta di riconciliazione ideale fra la Chiesa di Genova e un cittadino particolarmente illustre.
Roberto Iovino, laureato in matematica e diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro, è docente di Storia della musica al Conservatorio 'Niccolò Paganini' di Genova. Francesca Oranges invece, laureata in Scienze della Formazione Primaria con una tesi su Niccolò Paganini, si sta interessando contemporaneamente a studi di carattere musicale e musicologico.
 

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Da Il Corriere Mercantile del 5 novembre 2004

Paganini, genovese del mondo
 

Domani alle 16, presso la Società Economica di via Ravaschieri 15, Sala Presidenziale, sarà presentato il volume “Niccolò Paganini, un genovese nel mondo”, un libro di Roberto Iovino e Francesca Oranges prodotto dalla Fratelli Frilli Editori. Interverrà Ileana Mattion, musicista e didatta insieme ai due autori. La prefazione è stata scritta dal Cardinale di Genova Tarcisio Bertone.
Straordinario virtuoso, anticipatore del concertista moderno, abile manager di se stesso, Paganini ha costituito nella sua epoca un caso quasi unico. È stato un “divo” del violino, in un momento storico in cui i grandi divi erano i cantanti. Ha impressionato platee e affascinato colleghi, usando a proprio vantaggio leggende e dicerie. È stato anche, e soprattutto, un grande compositore con il quale la tecnica del violino si è trasformata in maniera radicale.
Il Paganini virtuoso è tuttavia solo uno degli aspetti del Paganini compositore. Figlio del suo tempo, direttore d’orchestra nel senso moderno del termine, il genovese era amico di Donizetti e Rossini, amava, ascoltava e dirigeva l’opera e nella sua produzione si avverte il lirismo delle arie del tempo. Il suo violino, insomma, cantava come un grande soprano dell’opera.
Il libro vuole raccontare, dunque, l’uomo e l’artista Paganini calato nel suo tempo, con l’obiettivo di rivelarne la modernità. Non solo Paganini preparò la strada ai grandi divi del romanticismo, ma potrebbe essere paragonato, per il suo impatto sulla società, si grandi divi rock d’oggi. La narrazione seguirà le vicende biografiche inserendo nei vari capitoli notizie storiche e sociali sul contesto artistico e culturale, analisi delle oper ecc. Affronterà alcuni aspetti particolarmente stimolanti dell’artista: i suoi “guadagni”, le malattie, il problema della tecnica (anche alla luce delle più recenti discussioni su una presunta “scuola paganiniana”), la sua eredità artistica.
Il libro si avvale della prefazione di S.E. il Cardinale Tarcisio Bertone. Scelta non casuale, che vuole avere un preciso significato. È noto infatti che Paganini, accusato di empietà, ebbe negata la sepoltura in terra consacrata. Genova, allora sotto il controllo dei Savoia, gli chiuse ufficialmente le porte, la salma peregrinò a lungo e finì “all’estero”, a Parma dove l’artista è sepolto tuttora.
Una introduzione del Cardinale vuole, dunque, rappresentare, a distanza di 164 anni, una sorta di riconciliazione ideale tra la Chiesa di Genova e un cittadino particolarmente illustre.
Gli autori: Roberto Iovino (Genova, 1953), laureato in Matematica e diplomato in Musica Corale e Direzione di coro, è docente di storia della musica al Conservatorio N.Paganini di Genova. Insegna inoltre presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Critico musiacle, collabora con “La Repubblica”, con l’Ansa e con vari periodici. Francesca Oranges (Corigliano Calabro, 1980) laureata in Scienze della Formazione primaria con una tesi su Niccolò Paganini, si sta interessando contemporaneamente a studi di carattere musicale e musicologico. Ha realizzato con Iovino mostre illustrative e programmi radiofonici e avviato un’attività critico-giornalistica collaborando con alcuni periodici per articoli di carattere culturale.
 

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Da Il Corriere Mercantile del 14 settembre 2004

Paganini tra genio e divismo
nel libro di Iovino e Oranges

 

Niccolò Paganini, un genovese nel mondo” è il titolo del nuovo libro edito da Fratelli Frilli Editori e firmato a quattro mani da Roberto Iovino e dalla giovane musicologa Francesca Oranges. Oggi alle 18, alla Fnac, presentazione a cura di Pino Boero e Gian Enrico Cortese, alla presenza degli autori.
“Nell’Europa di primo Ottocento, Paganini fu un fulmine a ciel sereno – sottolineano Iovino e Oranges – e rappresentò l’artista nuovo in grado di stupire le folle e affascinare i colleghi. Gli autori appartengono a due generazioni diverse: una cresciuta col mito dei Beatles, l’altra con Vasco Rossi. Senza voler essere irriverenti nei confronti di nessuno, Paganini è, per così dire, il “padre” di tutti i miti. Un artista nel senso più moderno del termine, capace di autopromuoversi, di influenzare la moda, di volgere a proprio vantaggio (con qualche eccezione) leggende e dicerie”.
Il fenomeno Paganini (di straordinaria attualità, dunque) viene qui brillantemente raccontato attraverso un percorso nella sua vita e nella sua arte, tenendo conto delle testimonianze, delle lettere, dei documenti, recuperando (col dovuto distacco) anche la leggenda e soprattutto rileggendone la musica. Ne emerge una personalità complessa, musicista a tutto tondo: virtuoso, ma anche compositore, didatta, direttore d’orchestra. Un artista completo, conscio dei propri mezzi, che aveva programmato con una capacità organizzativa tutta genovese la propria carriera.
Una curiosità, infine: se i rapporti tra Paganini e chiesa sono stati burrascosi (sia quand’era in vita che dopo), oggi ci pensa un personaggio d’eccezione – il cardinale Tarcisio Bertone – a siglarne la pace, firmando la prefazione del libro.
 

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Da Repubblica - Genova del 24 ottobre 2004

Esce “Niccolò Paganini. Un genovese nel mondo”
con prefazione, a sorpresa, dell'Arcivescovo

Bertone riabilita Paganini
e presenta il nuovo libro

Niccolò Paganini, un genovese nel mondo” è il titolo del libro che, edito dalla Fratelli Frilli Editori, verrà presentato mercoledì prossimo (ore18) alla Libreria Fnac. Ne sono autori il nostro critico musicale Roberto Iovino e Francesca Oranges. La prefazione porta l’autorevole firma del Cardinale Tracisio Bertone: una sorta di riappacificazione fra la Chiesa di Genova e l’illustre violinista che, com’è noto, accusato di empietà dopo la morte, ebbe negati i funerali e la spoltura in terra consacrata e solo dopo molte peripezie trovò l’eterno riposo a Parma. Il volume racconta la vita e l’opera di Paganini sottolineandone la grande modernità. Straordinario virtuoso, fu un anticipatore del concertista odierno, abile manager di se stesso, capace di incantare le folle con il suo tecnicismo acrobatico. Alla presentazione interverranno Pino Boero, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova e Gian Enrico Cortese, musicista, docente al Conservatorio e alla Facoltà di Scienze della Formazione.
 


 

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