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La ragazza con il cane al
guinzaglio
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Bari Sera
Le mille sfumature del noir
di Felice Laudadio
Progetto Babele
La ragazza con il cane al
guinzaglio
di Peter Patti
Alto Adige
Le proposte noir targate
Frilli
di Maurizio Di Giangiacomo
Il Secolo XIX
Caron, l'omicidio del canile
di Lucia Compagnino
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Da Bari Sera
del 23 febbraio 2004
Le mille sfumature del noir
di Felice Laudadio
Tre tascabili Frilli, a caso, ma non troppo. Ad
avvicinarli, oltre alla copertina giallo arancio, il contenuto in tinta delle
storie... gialle, è ovvio, anche se a temperatura declinante, dal noir vedo-nero
al grigio.
Ad aprire la sequenza è Antonio Caron, vecchia conoscenza di questa
rubrica di recensioni che ha già segnalato in passato il personalissimo stile
poliziesco del maresciallo Sebastiano Vitale, sottufficiale dell’Arma di modi
informali ma investigatore nato. Certo, un tipo poco adatto al lavoro di
squadra, uno di quelli che danno il massimo da soli. Non corriamo troppo, però.
Non è un cane sciolto, semmai un detective all’americana.
In questa nuova avventura, sesta per la ditta Caron-Vitale, a metterlo in azione
è un caso di pedofilia da prima pagina. Un pensionato è accusato di aver baciato
in bocca e palpeggiato il petto di una bambina di cinque anni, al suolo in preda
a convulsioni. Tentato linciaggio ai giardinetti, botte da orbi a suon di
ombrellate da una folla inferocita di donne e tutto il disprezzo possibile degli
agenti e funzionari che eseguono il fermo di polizia.
La figlia del presunto violentatore si rivolge all’amica Marisa e questa al
marito maresciallo, al quale basterà niente per cogliere quanto era sfuggito nel
clamore generale e salvare l’anziano e buon padre di famiglia dall’incubo
d’essere segnato per strada come un mostro. Vitale chiarirà che la piccola era
in preda ad una crisi convulsiva allergica scatenata da un gelato, che il povero
vecchio aveva solo esercitato un generoso massaggio cardiaco con respirazione
‘bocca a bocca’ e che la ‘pubblicazione oscena’ in possesso altro non era che un
fascicolo di ‘Panorama’, con la solita copertina di nudo che pare sia
indispensabile per incoraggiare l’acquisto dei settimanali.
Nello spiegare i fatti ai vari organi inquirenti, il carabiniere troverà anche
il tempo per assicurare alla giustizia l’odioso omicida di una ragazza e
archiviare di passaggio un altro fascicolo col timbro ‘risolto’.
Si sono associati in quattro per realizzare “L’imprevisto”, con una
tecnica non inedita, ma pur sempre insolita. È quella che ha reso
indimenticabile un film come “Rashomon” di Akira Kurosawa: il racconto dello
stesso evento dai punti di vista di personaggi diversi. Non sarebbe facile e
nemmeno utile, dopotutto, anticipare di più del puzzle. In più, ci pensa la
banda dei quattro a depistare il lettore, insinuando che non di semplice giallo
pare debba trattarsi.
Ancora meno assimilabile a un thriller, nonostante l’ospitalità nella collana “I
Tascabili/noir” dell’editrice genovese, il romanzo del francese Alain Monnier,
secondo dello scrittore e del fedele Bathelemy Parpot, ‘Capo invalidi della
quota disabili’ del Ministero degli Interni. ‘Piccolo, leggermente curvo, con
uno sguardo dolce e trasparente, ma poco furbo’ lo descrive la coprotagonista,
bella, ventottenne, emiplegica, paralizzata nella parte destra del corpo,
costretta su una sedia a rotelle.
Il racconto si sviluppa attraverso la pagine di diario di Elsa, le lettere
ufficiali di Parpot e quelle che i due si scambiano dando vita ad una relazione
‘riguardosa’ quanto intensa. L’aspetto giallo? Lei è a caccia del tipo che l’ha
ridotta in quello stato, per fargliela pagare cara.
Sorprendente scrittura: un romanzo a mosaico, le tessere si uniscono una dopo
l’altra ad aggiungere fatti, a precisare particolari, a definire domande
irrisolte sulle situazioni. Senza volerlo il romanzo fluisce, come quelli più
classici. Potenza della letteratura moderna!
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Da
Progetto Babele - numero 8, gennaio 2004
La ragazza con il
cane al guinzaglio
di Peter Patti
In una Genova invernale privilegiata da un clima
eccezionalmente mite, il maresciallo dei Carabinieri Sebastiano Vitale si
allontana per qualche giorno dalle abituali gelide nebbie per cavare dai guai un
amico di famiglia incredibilmente accusato di molestie sessuali nei confronti di
una bambina. Si improvvisa solitario investigatore e con il suo eccezionale
fiuto viene fra l’altro a scoprire ramificati traffici di stupefacenti che si
nascondono dietro a personaggi ambigui che millantano altisonanti quanto fasulli
titoli diplomatici.
Aggirandosi fra i vicoli del centro storico che si estendono talvolta come
labirinti, Vitale riesce inoltre a individuare l’efferato assassino di una
ragazza “acqua e sapone“ che è solita portare a passeggio i quadrupedi ospitati
al canile municipale. Nella vicenda fanno capolino disincantati commissari di
Polizia e disinvolte presentatrici di televisioni private. Su trame e personaggi
incombe una città in certi momenti sconcertante, ma allo stesso tempo capace di
avvincere con il suo fascino un po’ misterioso.
“La ragazza con il cane al guinzaglio” è il sesto romanzo di Antonio
Caron che vede protagonista il maresciallo Vitale e sua moglie: una donna
più giovane di lui, con un caratterino che mal si presta all’immagine di
paziente consorte che attende, facendo la calza, un marito che non sai mai
quando rientra o se ne va.
Gli amanti del giallo all'italiana - dal Pasticciaccio
gaddiano in giù - apprezzeranno molto La ragazza con il cane al guinzaglio,
di Antonio Caron. Il detective di turno è Sebastiano Vitale, maresciallo
dell'Arma i cui baffi sono l'indicatore di repentini sbalzi d'umore (a seconda
se sono in su o in giù). Uomo del Sud, Vitale si è fatto le ossa a Torino, ma da
anni presta servizio nella fin troppo tranquilla Cherasco. Non ci sono comunque
veri e propri limiti territoriali per il suo raggio d'azione, e così lo troviamo
a occuparsi di un caso assai complicato in quel di Genova. Gran parte del
fascino di questo libro consiste proprio nell'offrire al lettore una panoramica
del capoluogo ligure, con le sue facciate scrostate e i suoi carruggi dal
selciato angusto ma anche con i sapori e gli aromi di prelibatezze culinarie
("Unico neo, il vino; mediocre, a giudizio di lui, abituato com'era ai nettari
langaroli"); la Genova di "viuzze nascoste, passaggi imprevedibili, scalinate
provvidenziali": un'architettura ad hoc per ambientarvi un giallo.
Vitale è un personaggio indimenticabile, dalle "non comuni doti di investigatore
che destavano invidia e si accompagnavano a un individualismo al limite
dell'insubordinazione", e il caso che il suo creatore ci intavola nulla ha da
invidiare a romanzi polizieschi dei vari Fruttero & Lucentini, Camilleri,
Lucarelli.
Ogni cosa ha inizio quando un anziano e tranquillo pensionato viene colto
nell'atto di "molestare" una bambina ai giardini pubblici. Ma è davvero
colpevole? Sebastiano Vitale, sempre pronto a castigare malfattori ma anche a
difendere vittime, dimostra che le apparenze spesso ingannano: il signore in
questione voleva in realtà salvare la piccola. Nel far luce sull'increscioso
malinteso, il sottufficiale carabiniere scopre tutta una serie di efferatezze
compiute da una gang che agisce a livello internazionale. Di tale
organizzazione, "la ragazza con il cane al guinzaglio" è solo una minuscola
rotella...
Caron si rivela parecchio abile nelle descrizioni di luoghi e persone e,
conferendo al suo personaggio tutta una serie di tic, riesce a umanizzarlo,
rendendocelo simpatico. Il maresciallo Vitale ha una moglie giovane e bella, e
le sue inchieste si intrecciano puntualmente con vivaci parentesi di vita
coniugale. Dotato, oltre che del senso deduttivo che caratterizza ogni bravo
segugio, di un intuito davvero fuori dal comune, spesso, durante le sue
ricerche, sceglie di imboccare una strada anziché un'altra, senza saper spiegare
lui stesso il motivo. E puntualmente ci azzecca.
La ragazza con il cane al guinzaglio è una lettura piacevole, mai stancante.
Vale la pena di scoprire questo autore - giornalista torinese, classe 1940 - che
ha dalla sua una mezza dozzina di romanzi, tutti con il maresciallo Vitale come
"eroe" e ispirati a fatti di cronaca.
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Da Alto Adige del
20 luglio 2003
Libri e
idee
Le proposte noir targate Frilli
di Maurizio Di Giangiacomo
Due proposte noir e un po' alternative, per l'estate,
arrivano dalla sempre alternativa Fratelli Frilli.
Nel primo romanzo, ambientato in una Genova invernale eccezionalmente mite, il
maresciallo dei Carabinieri Sebastiano Vitale cerca di cavare dai guai un amico
di famiglia incredibilmente accusato di molestie sessuali nei confronti di una
bambina. Si improvvisa solitario investigatore e con il suo eccezionale fiuto
viene fra l'altro a scoprire ramificati traffici di stupefacenti che si
nascondono dietro a personaggi ambigui che millantano altisonanti quanto fasulli
titoli diplomatici. Aggirandosi fra i vicoli del centro storico che si estendono
talvolta come labirinti, Vitale riesce inoltre a scoprire l'assassino di una
ragazza «acqua e sapone» che è solita portare a passeggio i quadrupedi ospitati
al canile municipale. Nella vicenda fanno capolino disincantati commissari di
polizia e disinvolte presentatrici di televisioni private. Su trame e personaggi
incombe una città in certi momenti sconcertante, ma allo stesso tempo capace di
avvincere con il suo fascino un po' misterioso. La ragazza con il cane al
guinzaglio è il sesto romanzo di Antonio Caron che vede protagonista
il maresciallo Vitale e sua moglie: una donna più giovane di lui, con un
caratterino che mal si presta all'immagine di paziente consorte che attende,
facendo la calza, un marito che non sai mai quando rientra o se ne va.
Nero Italiano è invece un noir fantapolitico costruito attorno ad
un'ipotesi inquietante: cosa sarebbe successo se l'Italia non avesse combattuto
la Seconda Guerra Mondiale e il fascismo fosse sopravvissuto fino agli anni '70?
Nel romanzo, Marco Diletti, trentenne giornalista televisivo, vive la propria
scalata professionale insieme a quella di Maria De Carli, astro nascente del
regime fascista, tenuto insieme con difficoltà dall'ormai settantenne successore
di Mussolini, Galeazzo Ciano. L'Italia fascista del 1975 conduce una difficile
esistenza in un mondo in cui le dittature di destra sono sempre più sparute e
isolate. È necessaria una svolta politica, ma chi saprà imprimerla al Paese? I
radicali del regime, nostalgici del pugno di ferro? I partiti politici borghesi,
prima messi fuori legge e ora decisi a riprendersi il maltolto? I comunisti,
forti del loro radicamento tra gli operai? Il re Umberto II di Savoia, diviso
fra tradizione e riforme? Oppure il nascente Movimento Studentesco, incerto fra
proposta politica e violenza? I protagonisti di un dramma imminente si
rincorrono e si intrecciano, ascese e cadute si svolgono sotto l'occhio della
telecamera, fino a una spettacolare conclusione.
Nero Italiano è il primo romanzo di Giampietro Stocco, giornalista della
Tgr Rai per la Liguria.
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Da Il Secolo
XIX del
4 giugno 2003
I libri
Caron, l'omicidio del canile
di Lucia Compagnino
Sesta indagine "ligure" per il maresciallo del carabinieri
Sebastiano Vitale, eroe della serie di gialli di Antonio Caron, e nuova
incursione in riva al mare, in una Genova descritta con minuzia e affetto, di
cui il lettore locale potrà ricostruire agevomente luoghi e percorsi. In La
ragazza con il cane al guinzaglio (Fratelli Frilli), che è stato
presentato ieri alla Fnac dall’autore con il giornalista di Repubblica
Costantino Malatto, Vitale lascia molto volentieri le abituali gelide nebbie
piemontesi per aiutare un amico di famiglia, incredibilmente accusato di
molestie sessuali nei confronti di una bambina.
Si prende quindi tre giorni di ferie e raggiunge la Superba, per trovarsi subito
coinvolto in un intrico di false versioni e altrettanto false identità, che dopo
quella prima accusa, presto smontata, lo porteranno a indagare sul misterioso
omicidio di una ragazza che abitualmente portava a spasso i randagi del canile
municipale (da qui il titolo) e su un pericoloso giro di spaccio di droga.
Dopo la riviera di Ponente dell’"Anziano ficcanaso" e quella di Levante
de "La donna alla fermata", il giornalista Antonio Caron, che è nato a
Torino nel 1940 ma vive da tempo a Bogliasco, ci immerge ora nei centralissimi
quartieri dell’Acquasola e di Castelletto. Ma non muta la leggerezza del suo
narrare, in questa avventura fresca di stampa che scorre via in un soffio.
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