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Sotto il segno del Grifone
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Il Giornale
Quando il Grifone diventa
come il papà
di Diego Pistacchi
Repubblica - Genova
torna il derby ma solo
in libreria
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Da Il Giornale
dell'1 dicembre 2004
Quando il Grifone
diventa come il papà
I tifosi spiegano cosa significa davvero
la loro passione per la squadra
di Diego Pistacchi
Un libretto di187 pagine. Stampato largo. Trentaquattro
racconti sul Genoa scritti dai suoi tifosi. Una sera prima di addormentarsi e
via? Sì, ci provi chi ne è capace. Chi riesce a finire un capitolo senza
abbassare un attimo le braccia,tenere il segno e, per bene che gli vada,
riprendere un po’ il fiato prima di ricominciare.
Chi ci mette un po’ di più, è perché ogni pagina sente il bisogno di passarsi la
mano sugli occhi. E non per il sonno. «Sotto il segno del Grifone» nasce
senza pretese, perché non è firmato da uno scrittore con la S maiuscola o da un
giornalista di quelli che «del Genoa so tutto io». È scritto dal Genoa, cioè da
suoi tifosi. Non avrà pretese, ma dovrebbe essere indicato a due categorie di
persone: ai genoani, naturalmente. E a chi ama ripetere che il calcio è solo un
manipolo di uomini in mutande e bla, bla, bla. A chi pensa che per un trattato
di sociologia servano i paroloni.
Perché? Cosa è il Genoa? Leggere pagina 143, a firma Mauro Veneziani: «Come una
mamma ama suo figlio a prescindere, noi amiamo il Genoa a prescindere». La
mamma. E dire che Serse Cosmi crede di averla inventata lui. Invece è qualcosa
da cui non si può prescindere. Come il papà. E il Genoa appunto.
Che per chi ama il vecchio Grifone sono un tutt’uno. Lo dimostrano tutti i
racconti pubblicati dai Fratelli Frilli Editori. Non ce n’è uno in cui
manchi una dedica al padre che non c’è più, alla mamma che da «temutissima
docente di fisica» si trasforma «in un cinghiale ferito asserragliato nel
salotto» al gol di Skuhravy contro l’Oviedo. Il padre è quello che «se mi nasce
un figlio doriano... in collegio!» e che insegna che «il Genoa è tutto fuorché
un gioco. È davvero una fede irrinunciabile e spesso irrazionale. La stessa fede
che ti fa iniziare sempre a leggere il giornale dal fondo».
Dai padri ai figli. Quelli che hanno imparato a giocare in piazza con la regola
dei «tre corner = un rigore» e a ricordarsi che «nemmeno la massoneria o la P2,
neppure i carbonari o i ragazzi della via Paal, nessun partito o associazione
potrà mai contare su un appoggio così totale, disinteressato e incondizionato»
come quello che ha il Genoa.
Le pagine più toccanti non si possono citare, quelle dedicate al Capitano
Gianluca Signorini che corre sotto la Nord per uno spareggio riacciuffato a
tempo scaduto, quelle che ricordano il «Pardo» Julius Caesar Abbadie, il dottor
James Spensley e la prima amichevole all’estero di una squadra di calcio (il
Genoa naturalmente) nella quale lui era avversario della squadra più antica
d’Italia. I momenti che ognuno condivide solo con il Genoa e la sua famiglia. O
i gradoni e le griglie del vecchio Ferraris dove si appendevano fiori di
professionisti per insultare l’arbitro. Come un professore di diritto romano che
spiega alla figlia da «iniziare» all’amore per la maglia: «Cosa c’è di razionale
neltifo sportivo? Per un genoano, tutto o quasi».
Poi c’è una cosa che compare sempre tra le righe, pur senza essere mai citata,
se non in due racconti, e comunque ben celata. È la Stella, il decimo scudetto.
Quello che «per la mia bandiera» dovrà preparare la«donna». Già, la moglie. Sarà
l’unica a non digerire il libro? Ultimo racconto, ultima pagina: «Uniti come in
matrimonio, in ricchezza e povertà, salute e malattia, Ginevra, Massi, Fanny e
la grande famiglia chiamata Genoa». Firmato da una moglie che prima di sposarsi
era una «tiepida tifosa del Toro». Cos’è il calcio? Cos’è il Genoa?
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Da
Repubblica - Genova
del 17 novembre 2004
torna il derby
ma solo in libreria
Il derby riesplode in libreria. Alle “Storie blucerchiate”
di Edoardo Guglielmino ora risponde “Sotto il segno del Grifone”,
raccolta di racconti scritti dai tifosi genoani, in tutte le librerie da lunedì
prossimo. Merito dei Fratelli Frilli Editori, che hanno lanciato per la
collana “I Tascabili” due agili volumi di indubbio impatto con i sostenitori
rossoblucerchiati. A oltre vent’anni di distanza da “Gradinata Sud”, il libro
scritto con Francesco La Spina che conquistò il Dattero d’argento al Festival
dell’umorismo di Bordighera, nelle “Storie blucerchiate” Edoardo Guglielmino
riunisce trent’anni di passione per la Samp attraverso invenzione, ricordi e
speranze, testimonianza, come dice lo stesso autore, “di una lunga fedeltà”.
Ricompaiono i giocatori protagonisti dei travagliati anni Settanta, quelle delle
salvezze all’ultimo minuto e delle illusioni frustrate, e i grandi nomi dell’era
Mantovani e dei suoi trionfi. E non manca il salto nel “trapassato” che piacerà
a chi ha i capelli bianchi.
E poi, fuori cronaca, i sapori, gli odori e i personaggi della Genova “on the
road” che Guglielmino ha saputo sempre dipingere tra passione, ironia e
compartecipazione.
“Sotto il segno del Grifone” (costo 9 euro) è una sorta di antologia che
raccoglie 38 mini racconti. A scriverli sono i tifosi (alla Frilli appena
lanciata l’iniziativa sono stati invasi da centinaia di scritti), autori ed
insieme protagonisti di questo libro divertente e scanzonato, dove parlare di
calcio diventa anche un momento per raccontare la nostra città. Tifosi che si
raccontano attraverso ricordi, emozioni ed esperienze: 200 pagine di pura
passione dove realtà e fantasia si mischiano piacevolmente. Tra le firme
moltissimi frequentatori del Muro dei Grifoni che naturalmente usano il nick che
li ha resi celebri tra la tifoseria via Internet. “Nella tana del nemico” di
Massimo Prati, genoano di Sampierdarena, toccante la dedica al padre “portuale
della Compagnia Unica che aveva il Genoa nel cuore e mi ha trasmesso l’amore per
il vecchio Grifo”.
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