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Storie Blucerchiate
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Gazzettino Veneto
Il football traina il settore
libro
Noi Sampdoriani
Cara Samp, ti racconto com'eri
di Andrea Bazzurro
Gazzettino Sampierdarenese
Storie Blucerchiate
mentelocale
Storie Blucerchiate
di Giorgio Boratto
Il Secolo XIX
Un cuore blucerchiato
di Lucia Compagnino
Corriere Mercantile
Le storie doriane di
Guglielmino
di Stefano Rissetto
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Da Gazzettino
Veneto del 14 dicembre 2004
Il footbal traina il settore libro
Mai come in questo ultimo periodo, il football è diventato
genere trainante del settore del libro, tant'è che alcune case editrici han
fatto di campioni e partite, intere collane editoriali.
Sono tanti i volumi, usciti negli ultimi tempi, che fan girare le pagine attorno
a un pallone: interessante e utilissima, per tifosi e appassionati la guida
turistica per chi tifa "Tutto il calcio, città per città" di Silvio Lugli e
Gianluca Ricci, con tutte le indicazioni storico - turistiche sulle città che
ospitano le squadre della serie A e serie B. Assai recenti un paio di titoli
sulla Juventus: "Nasce un mito: Juventus" di Renzo Tavella, con la storia della
fondazione e le prime vittorie della vecchia signora (Ed. Tradizioni Italiane
Newton) e"L'elogio del furto"di Simone Stenti, edito da Limina. Il sottotitolo?
Vincere da juventini, senza rimorsi.
Per i più piccoli invece c'è "Il Calcio raccontato ai ragazzi"di Ciro Ferrara,
(Fabbri Editori) in cui lo storico capitano spiega ai più piccoli cosa voglia
dire essere un professionista oggi.
Ma non c' solo la Vecchia Signora: dal mese scorso in tutte le librerie, si
trova la biografia di Cristiano Lucarelli, l'attaccante simbolo del Livorno. La
sua storia "Tenetevi il miliardo" (Ed. Baldini Castoldi Dalai) è raccontata dal
suo procuratore e amico Carlo Pallavicino, e fa capire perfettamente ai lettori
quale sia il rapporto che lega un giocatore, come Lucarelli, a una città, come
Livorno.
Ben più schematico "I fenomeni del gol" di Bortolotti, Cervellati e Marchesini,
che per l'Edimedia, hanno pubblicato statistiche, record e ritratti dei 65
giocatori che dal 1929 a oggi han segnato oltre 100 reti tra i professionisti.
Chi tra i professionisti ha giocato (89 partite, 12 gol, in maglia nerazzurra) è
Ferruccio Mazzola, figlio di Valentino e fratello di Sandro, per tutti il
piccolo Mazzola. Piccolo, ma diretto, nel suo "Il Terzo incomodo, le pesanti
verità di Ferruccio Mazzola", edito da Bradipolibri. Belle storie anche in "Storie
blucerchiate" (Ed. Fratelli Frilli) di Edoardo Guglielmino sulle avventure
della Sampdoria in campo e fuori.
Un'altra biografia imperdibile per un calciofilo, è quella uscita in una nuova
versione pochi mesi fa: la vita (e le opere) di George Best (titolo: The Best,
edizioni I supernani della Baldini Castoldi Dalai), il figlio del popolo di
Belfast.
Parlando di giocatori simbolo non può venire che in mente Totti, non solo per le
sue barzellette, ma per il bel saggio di Mario Sconcerti "La differenza di Totti"
edito per Limina, sull'evoluzione del n.10 in Italia. Tanti i libri sui tifosi,
citiamo tra i più venduti "A guardia di una fede" di Vincenzo Patanè Garsia con
la storia degli ultras della Roma, pubblicato qualche mese fa da Castelvecchi.
Da pochi giorni in libreria invece il sequel di "Giulietta è na' zoccola", Tempi
supplementari, di Cristiano Militello (kowalski editore) con 500 nuovi
esilaranti striscioni citati.
Infine un libro che si può trovare anche in edicola: si tratta dei volumi della
Linea Bianca, una pubblicazione trimestrale di scienza e cultura calcistica,
edita da Limina: un libro-giornale, unico nel suo genere.
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Da Noi Sampdoriani del 30 ottobre 2004
In libreria è uscito il volume di Edoardo Guglielmino
“Storie blucerchiate”, edito dalla Frilli
Cara Samp, ti racconto com’eri
L’autore: «Seguo la squadra da quando esisteva l’Andrea Doria»
di Andrea Bazzurro
Un cocktail giusto tra ricordo, narrativa e dolce amarcord
con qualche lacrimuccia che inesorabilmente sgorga dagli occhi. Sono questi gli
ingredienti dell’ultimo libro di Edoardo Guglielmino, non nuovo a opere
di tale importanza. Classe di ferro 1924, nato in un periodo in cui il Grifone
spopolava, in città Edoardo Guglielmino narra con estrema delizia e sontuosità
una piccola, ma interessante, storia blucerchiata, un mix tra narrativa e
ricordi.
«Questo libro, che s’intitola “Storie blucerchiate” - afferma - ha avuto
un buon successo. Racconto sprazzi di Sampdoria, dal 1946 a oggi, perché sono
anzianotto e mi ricordo tutta l’epopea blucerchiata. Pensare che fino al ’45 ero
tifoso dell’Andrea Doria. Andavo a vedere il Doria, che faceva una categoria
inferiore e costava pochissimi soldi per entrare allo stadio “Carlini”. Per
questo motivo divenni prima doriano e poi sampdoriano. Mia madre, infatti, non
mi dava i soldi per assistere alle gare del “Ferraris” del Genoa».
Ma il libro di Edoardo Guglielmino narra anche fatti recentissimi. Dal gol nel
derby di Maraschi in piena zona Cesarini a Ocwirk, senza dimenticare le prodezze
offensive del mitico binomio Bassetto-Baldini, le parate di “San” Battara e gli
undici dello scudetto del 1991. A pagina 73 fa capolino una splendida poesia in
cui vengono menzionati il primo capitano Gramaglia, la classe di Gei, Salvi e
Francescani. Davvero originale è una poesia che chiude il libro, intitolata
“Blade Runner blucerchiato”, dedicata agli allenatori Bersellini e Boskov, in
cui si narra l’epopea di Wembley, le reti Gianluca Vialli e del suo attuale
erede Fabio Bazzani. «Ho visto portieri diventare attaccanti e attaccanti
diventare portieri», scrive Edoardo dall’alto della sua esperienza. «Ho visto le
sgroppate di Lombardo, le rovesciate di Flachi e quelle di Delfino e la testa di
Sabatini». La poesia si conclude con una frecciatina ai cugini rossoblù, rei di
aver perso in una gara rocambolesca al “Ferraris” contro una semisconosciuta
compagine toscana per 1-0. «E voi salutatemi Montevarchi».
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Da Gazzettino Sampierdarenese del 30 settembre 2004
L'ultimo libro di Edoardo Guglielmino
Storie Blucerchiate
L’amico Edoardo Guglielmino è scrittore dalla penna
facile e dalla prosa gradevole e immediata. Medico ginecologo, ha lavorato tra
le gente, ha conosciuto l’umanità varia che gli ha consentito di scrivere il suo
libro più famoso, “Il medico della mala e altri racconti”, la cui ottava
edizione è stata recensita dal nostro “Gazzettino” nel numero di gennaio 2004.
L’ultimo suo lavoro, “Storie blucerchiate” edito dalla Fratelli Frilli
Editori, esce per festeggiare i suoi ottanta anni che Edoardo Guglielmino,
“memoria storica del tifo doriano”, ha dedicato alla sua Sampdoria dagli anni
Settanta ad oggi.
Il libro è stato presentato lo scorso giovedì 9 settembre presso la libreria
Porto Antico Libri a Palazzo Millo, alla presenza di un numeroso e interessato
pubblico. Stefano Carloni, mitica voce della RAI, ne ha letto alcune pagine
mentre la presentazione è stata condotta da Mauro Bocci della testata “Il
Lavoro-Repubblica”. Tra i presenti cito Giuseppe Marotta un “delizioso piccolo
volume”, non va inteso come un libretto di maniera, scritto tanto per riempire
un po’ di pagine. E’ un libro scritto col cuore, meditato e perfino sofferto,
almeno nelle parti in cui l’Autore parafrasa Caproni e scritti di altri autori.
Terminata la presentazione, mi ha incuriosito l’intervento in cui è stato
sostenuto che gli scudetti sono nati a metà degli anni Venti, affermazione forse
maliziosa visto che l’ultimo scudetto vinto dal Genoa è del 1924. Il giornalista
Bocci ha mostrato qualche perplessità e la cosa è rimasta indefinita. Se tra i
lettori vi è qualcuno che ha notizie certe e documentate sulla data di nascita
degli scudetti può informare la Redazione in modo che il “Gazzettino” possa
fornire la risposta alla disputa.
In conclusione il libro, tra invenzione e memoria, passato, presente e futuro
immaginato, è un susseguirsi di personalità, di episodi maggiori e minori
dell’epopea sampdoriana, di note figure della vita cittadina e del tifo di
entrambe le sponde calcistiche, il tutto presentato al lettore con l’usuale
garbo e ironia.
Uno spaccato piacevole della nostra società che può essere apprezzato da tutti
indipendentemente dalla fede calcistica; ma anche chi fosse oltremodo
recalcitrante apprezzerà di certo lo stemma centrale della copertina
blucerchiata: la croce rossa in campo bianco, il vessillo di San Giorgio
adottato dai genovesi sin dal 1099.
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Da mentelocale del
10 settembre 2004
Storie Blucerchiate
di Giorgio Boratto
www.boratto.it
Gran parterre, questa sera - giovedì 9 settembre - alla
libreria Porto Antico di Palazzo Millo nell'area omonima, con molti
ospiti-tifosi, per la presentazione del libro di Edoardo Guglielmino,
Storie Blucerchiate. La serata è iniziata con la lettura della
presentazione, del direttore generale della Sampdoria, Giuseppe Marotta, che
apre il libro seguita dalla prefazione di Renzo Parodi, letta anch'essa da
Stefano Carloni (voce mitica della RAI).
Un momento prima c'era stato il benvenuto dato dal figlio dell'autore del libro,
Andrea, che ha ricordato come Edoardo Guglielmino sia il cantore della
Sampdoria, come Umberto Saba lo fu per la Triestina. Forse è un azzardo, ma non
più di tanto: già la prefazione di Renzo Parodi ci dice: «Guglielmino è uno
scrittore vero, assistito dall'istinto, raro, che coglie l'anima delle cose, il
cuore degli uomini». Allora? Pur schernendosi Edoardo Guglielmino incassa
l'elogio: frutto dell'amore filiale ma intanto, tiè. E va bene.
La parola viene passata al giornalista Mauro Bocci il quale introduce con una
battuta: «La palla è rotonda, questo bisogna ricordarlo sempre e Guglielmino ce
lo ricorda con la rotondità della sua scrittura, con la sua ironia, leggerezza e
tocco piacevole». Bocci ricorda poi, partendo dalla prefazione di Renzo Parodi,
quel "calcio meticcio", quella squadra dei meridionali, degli oriundi che
giocava per conquistarsi una sua dignità. Bocci scava ancora, parlandoci anche
degli albori del calcio quando le società erano divise tra società ginniche e
società calcistiche e le prime con i giocatori autoctoni si imposero con squadre
gloriose: la Pro Patria e la Pro Vercelli e anche l'Andrea Doria, che diede poi
vita - con la Sampierdarenese - alla Sampdoria. Bocci è partito da lontano ma
arriva presto alla conclusione per elogiare il piacere letterario che
Guglielmino ci offre come uno Stefano Benni.
La dimensione di pregio letterario del libro viene portata anche con la lettura
di versi alla Caproni, ricordi alla Pennac e rimandi alla Joyce. Insomma il
libro corre veloce come un dribbling, come il racconto del calcio di rigore, con
il disegno in quattro righe di personaggi storici: Pasquale Vaccamorta,
Maraschi, la Fanny, e tutti i nomi importanti da Colantuoni a Mantovani. Per me
che l'ho letto sono stati "11 passaggi", eccetto presentazione, prefazione,
postludio e citazioni letterarie sunnominate, che vanno diritti in gol. Un bel
gioco. È vero, con Guglielmino il gioco del calcio mantiene una dimensione
giocosa che spesso nel mondo reale pare persa: non c'è il tifo in stile Febbre a
90° di Nick Hornby; non c'è in quel tifo in quella squadra "il postulato
perfetto su cui costruire la propria incapacità di relazione, l'irresolutezza
vagamente infantile con cui spingere lontano le certezze dell'intimità. La
travolgente maschiezza del tutto: il fumo di sigaro e pipa, il linguaggio
osceno, la difficoltà fisica a reggere lo scontro dei corpi sugli spalti, fissa
comicamente ma inesorabilmente i limiti di un territorio per soli uomini".
No, in Guglielmino c'è l'opposto, c'è l'intreccio di personaggi diversi e tutti
ricchi di ironia e amore: ci sono donne e uomini che si sanno relazionare con la
loro identità precisa. Questo aspetto Mauro Bocci lo rimarca vedendo anche il
valore pedagogico del libro: Storie blucerchiate.
Guglielmino, prendendo la parola, parte da questo: «Lo sport come cultura. L'ho
sempre sentito affermare ed io ci credo. Lo sport è cultura, è cultura che può
essere leggerezza ma anche impegno profondo».
Guglielmino infine cita la felicità; è la felicità sampdoriana che ha conosciuto
e che gli continua a dare amicizie vere e ora ricordi. Sui ricordi e il
ricordato con Guglielmino c'è da starne certi: è certificato dall'età.
Guglielmino festeggia gli ottant'anni e la storia della Sampdoria l'ha vissuta
tutta. Ora non rimane che fare l'augurio di successi al libro come alla squadra.
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Da
Il Secolo XIX del 9 settembre 2004
Un cuore blucerchiato
La Samp la seguo da sempre. Il mio preferito? II portiere Lusetti
Il "medico della mala" torna con un libro tra fiction e memoria
di Lucia Compagnino
Pochi giorni dopo la tappa genovese di un famosissimo
scrittore tifoso, l'uruguaiano Eduardo Galeano che nel suo ultimo scritto parla
anche di calcio (e di Maradona in particolare), questa sera alle 21 il genovese
Edoardo Guglielmino, medico e scrittore, presenta le sue Storie
Blucerchiate (Fratelli Frilli Editori) alla Portoanticolibri insieme
ai giornalisti Renzo Parodi (inviato del Secolo XIX e presidente dei giornalisti
sportivi liguri, nonché autore della prefazione) e Mauro Bocci.
Sono sedici racconti firmati dal "Medico della mala" - titolo di una sua
celebrata antologia - con un cuore sampdoriano, che mescolano fiction e memoria.
Nomi e goal dei quasi sessant'anni di storia della squadra più giovane d'Italia
insieme a rivisitazioni letterarie "alla maniera di": dal flusso di coscienza
alla Joyce alla celebre Litania caproniana resa in chiave calcistica a "Ho visto
cose che voi genoani...". Che escono in occasione degli ottant'anni dell'autore.
L'abbiamo intervistato.
Medico della mala, tifoso sampdoriano, scrittore e amministratore: in quale
delle sue molte anime si riconosce di più?
«Senz'altro in quella di medico, ho esercitato per più di cinquant'anni sempre
nel centro storico genovese e da quella esperienza ho tratto anche le storie del
mio libro forse più famoso, il Medico della mala».
Torniamo al calcio: perché la Sampdoria che lei, tra l'altro, con un
affettuoso genovesismo d'epoca chiama il Sampdoria?
«E' stato naturale: io sono del ceppo dell'Andrea Doria. Abitando nel levante
genovese e non avendo i soldi per andare a vedere le partite a pagamento, facevo
spesso il raccattapalle a quello che oggi è lo Stadio Carlini, dove si allenava
l'Andrea Doria, e quando nel 1946 questa squadra si è fusa con la
Sampierdarenese io l'ho seguita. In più ho studiato al Liceo Doria...».
Questo è un libro di memoria o d'invenzione?
Ci sono molti ricordi ma soprattutto trasfigurazioni letterarie, come quando
attribuisco a un famoso rigore fischiato ingiustamente a Vicenza motivazioni
sentimentali: l'arbitro avrebbe intravisto fra la tifoseria blucerchiata una sua
vecchia fiamma che l'aveva fatto soffrire quando era militare a Genova e per
ripicca avrebbe danneggiato la squadra con un rigore inesistente».
Quale personaggio ricorda con maggiore emozione?
«Il portiere Lusetti del primissimo Sampdoria, che chiamavano " il gatto
magico"».
E quale partita?
«Un derby degli anni Cinquanta che abbiamo vinto per il rotto della cuffia, con
Sabatella, ala sinistra, che ha segnato al novantesimo minuto».
Va sempre allo stadio?
«Sempre, ho seguito la squadra negli anni gloriosi e in quelli bui».
Un paragone fra il cacio di ieri e quello di oggi?
«Ieri era un calcio eroico e oggi invece è legato al capitale disponibile. E mi
dolgo anche che non si faccia abbastanza attenzione ai vivai: è difficile per un
giovane oggi fare strada».
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Dal Corriere Mercantile
del 6 settembre 2004
Libro del medico scrittore
Le storie doriane di Guglielmino
di Stefano Rissetto
Se mai la Sampdoria ha avuto un suo storiografo, capace di
raccontarne le vicende col tocco leggero e ispirato dello scrittore, costui è
Edoardo Guglielmino. Medico ginecologo con studio a Fossatello, nel cuore
pulsante del centro storico che gli diede anni fa modo di trarre ispirazione per
numerose raccolte di racconti, quindi esponente politico di punta del socialismo
storico genovese (è stato anche assessore comunale alla Cultura e come tale
"inventò" le Sere di Genova all'Acquasola), Guglielmino è anche e soprattutto un
grande tifoso sampdoriano.
In tale veste, ha ereditato dal sampierdarenese Giovanni Ballerino (autore del
primo libro in assoluto di argomento sampdoriano, "I racconti del dottor
Pestaolive" pubblicato alla metà degli anni Settanta) il ruolo di memoria
storica del tifo doriano.
Combattivo e roccioso per carattere, Guglielmino negli anni Ottanta ha vinto
anche una difficilissima battaglia personale sul terreno della salute, traendone
- come l'amato Cechov, anch'egli medico e scrittore - motivo per alcuni
pregevoli spunti letterari.
Ma il vero amore narrativo del dottor Edoardo è appunto la Sampdoria: sterminata
è infatti la sua produzione editoriale a carattere blucerchiato, con il ciclo "Eurosampdoria"
edito da Norberto Sabatelli a raggiungere picchi insperati di diffusione.
Ora, in adesione alle richieste di molti affezionati lettori, Guglielmino
raccoglie alcuni dei suoi scritti più pregevoli di argomento doriano in un
volume edito dai Fratelli Frilli Editori: Storie Blucerchiate. Il
volume verrà presentato giovedì 9 settembre alle 21 alla libreria
PortoAnticoLibri.
Molti dei protagonisti e dei testimoni dell'epoca blucerchiata narrata da
Guglielmino sono scomparsi: da Mario Colantuoni a Mario Rebuffa, da Paolo
Mantovani a Guidone Vincenzi, da Heriberto Herrera a Tito Cucchiaroni. da Nacka
Skoglund a Fulvio Bernardini.
Ma Guglielmino è come l'Ismaele di Herman Melville: è rimasto per raccontarli.
Il libro edito dai Fratelli Frilli è infatti anche l'occasione per festeggiare
gli ottant'anni, splendidamente portati. di un autorevole e ispirato testimone
dell'epopea blucerchiata. Un'epopea che nell'agosto 2006 arriverà a festeggiare
i sessant'anni di storia ed è bello che con largo anticipo Edoardo Guglielmino
porti il suo contributo di cultura e fede sportiva.
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