Ventotene
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Il Sole 24 Ore
L'Europa ha bisogno di ingegni "pericolosi"
di Riccardo Chiaberge
 

 

 

 


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Da Il Sole 24 Ore del 24 ottobre 2004

L'Europa ha bisogno
di ingegni "pericolosi"
 

di Riccardo Chiaberge

Mentre a Roma si accendono i riflettori sul set del Grande Evento Europeo (regia di Zeffirelli) e a Bruxelles si spengono le luci nell’ufficio del commissario Mario Monti – un italiano che onora l’Italia – torna nelle librerie un testo quasi introvabile che riguarda, appunto, le fondamente dell’Europa: non quelle remote di Carlo Magno, ma quelle a noi ben più vicine del Manifesto Federalista. “Ventotene”, questo il titolo del libro pubblicato da una piccola casa editrice genovese (Fratelli Frilli), è firmato da Alberto Jacometti, un socialista confinato nell’isola tra il 1941 e il ’43 assieme ad altri oppositori del regime di Mussolini. Nelle pagine del diario, ora drammatiche ora ironiche, Jacometti dedica una serie di “medaglioncini in bianco e nero” ai suoi compagni di prigionia: Ernesto Rossi, Pertini, Terracini, Bauer, Scoccimarro… E naturalmente lui, il padre nobile del federalismo, Altiero Spinelli. “È il cervello più completo che abbia incontrato al confino – scrive Jacometti – conosce sette lingue, e seriamente, la matematica e la fisica, serissimamente la filosofia e l’economia… Soprattutto ha la facoltà della sintesi. Ciò che conosce gli serve da materiale di costruzione, la costruzione è sua. È segno che distingue il creatore (o rinnovatore) dall’erudito o dal colto. E Spinelli ha la stoffa di un fondatore do movimenti… Come tutti gli uomini fi grande ingegno… è un uomo potenzialmente pericoloso”.
Il Manifesto di Ventotene, di cui Spinelli fu promotore, non si occupava dell’identità culturale e spirituale del continente, né delle sue radici cristiane. Guardava al futuro, a un’Europa liberata dai nazionalismi e dai totalitarismi. Ernesto Galli della Loggia dice che quel documento è da buttare, che oggi dobbiamo fare i conti con un processo di unificazione impantanato nelle secche del “regolamentarismo amministrativo” e del “pangiuridicismo”. Ma cosa manca veramente per scaldare gli animi degli europei, oggi così freddi e distratti davanti alla “loro” Costituzione?
In questa Unione, o meglio Disunione che litiga quasi su tutto, dall’ingresso della Turchia ai seggi in consiglio di sicurezza, avremmo bisogno proprio di innovatori “pericolosi” come Spinelli: pericolosi per i potentati e gli egoismi nazionali che remano contro l’Europa. Non di Catoni inclini a fustigare gay e madri single, ma di uomini d’ingegno capaci di mettere in riga Bill Gates.
 


 

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