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Il libro. Questo volumetto ha lo scopo di rendere più agevole e più
incisivo l’apprendimento in Reumatologia. Lo studente ascolta attentamente la
lezione. Sfilano immagini eccellenti, concetti bene espressi, descrizioni
esaurienti. Ma perché alla fine preferisce studiare sui propri appunti e sui
propri schemi?
Ed ecco un giro nei reparti clinici dove finalmente ci si può
avvicinare a quei Malati Reumatici di cui si è tanto parlato a lezione. Ma
perché è così scadente la corrispondenza fra quello che si vede e l’idea che
lo studente se n’era fatta?
L’esame di passaggio. Lo studente recita
diligentemente, in risposta alla domanda del professore, una descrizione
esaustiva. Ma perché se gli viene sottoposta una serie di immagini, stenta
tanto ad individuare quella che corrisponde alla descrizione?
Sappiamo tutti che la funzione comunicativa ricoperta dalla parola scritta è
in declino e che parte del suo spazio è ora occupata da stereotipi visivi. Il
dilagante successo della pubblicità ha testimoniato l’incisività della
indefinita ripetizione di alcuni moduli. Il linguaggio neoiconico corre oggi
in soccorso della parola e dello scritto, fino ad assumere una funzione
concettualizzante. Lo studente che preferisce il proprio schizzo rudimentale
all’esattezza dell’immagine fotografica compie un atto di astrazione e di
trasferimento dell’immagine da livello denotativo a livello connotativo.
Mentre compie questa azione, apprende, perché collega l’immagine simbolica a
concetti, accende confronti, sperimenta reazioni emotive, induce associazioni,
sperimenta l’induzione di significati che superano la forma di presentazione
primaria. Deve sorvegliare l’appropriatezza del concetto appreso. Queste
capacità erano fino a non molto tempo fa ritenute una peculiarità del
linguaggio verbale. Il linguaggio figurato rappresenta poi un’interessante
area di contiguità fra linguaggio parlato e comunicazione per immagine: anche
qui siamo tuttavia costretti a notarne l’abituale vetustà, tanto che il
discente facilmente ignora il significato di uno dei due termini di paragone:
“vertebra a diabolo”!
Questi in breve i motivi che ci hanno indotto ad affiancare agli altri sussidi
didattici per il Corso di Reumatologia questa serie di immagini elementari.
Auguriamo buon lavoro a tutti.
Gli autori
Patrizia Monteforte è dirigente di I Livello Reumatologia ASL3 e
professore a contratto di Reumatologia nella Scuola di Specializzazione,
Ambulatorio per la Terapia del dolore. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato
Elementi di
Reumatologia (2005), scritto in collaborazione con il professor
Guido Rovetta.
Guido Rovetta è professore associato di Reumatologia presso l’Università
di Genova e direttore per molti anni della Scuola di Specializzazione in
Reumatologia.
È
autore di oltre 450 fra libri e pubblicazioni scientifiche. Quale direttore
del Centro Reumatologico Bruzzone, ha dedicato tutta la sua attività
professionale alla cura dei malati artrosici e reumatici, incentrata
particolarmente sul trattamento studiato specificamente per ogni persona, con
particolare riguardo all’interazione mente-corpo caratteristica delle malattie
reumatiche. Nel 2006, con il libro Anamnesi orientata nelle Malattie
Reumatiche, ha indicato la stringente necessità di perseguire una migliore
interazione medico-paziente. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato
Elementi di
Reumatologia (2005), scritto in collaborazione con la dottoressa
Patrizia Monteforte, e
Non
temerai alcun male. Storie di medici e pazienti genovesi in lotta contro il
dolore reumatico (2006) assieme a
Mariateresa Bora.
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