Sapori di sale
Sestri Levante
La memoria del passato per vivere il presente e costruire il futuro
Confronti tra esperienze di ieri e di oggi

 
Scuola media Statale Giovanni Descalzo
Anno scolastico 2005/2006

A cura degli alunni delle classi
1° C - 1° E - 3° C


Prefazione

di Fernanda Nicolini

C’era una volta… è così che iniziano tutte le favole che i genitori e i nonni raccontavano ai bambini, è da questi mondi abitati da fate, principi, orchi e scaltre contadinelle che è partita la fantasia di ciascuno di noi per crearsi spesso un mondo diverso o un angolo di speranza dove attendere la conclusione: e vissero felici e contenti.
Questa raccolta non riporta testi, come quelli dei fratelli Grimm, o di altrettanto noti e bravi autori di fiabe per bambini, ma storie semplici, vissute proprio in questo piccolo angolo di paradiso terrestre, tanto caro a chi, anche per poco, magari per un soffio di vento, un alito di brezza marina, è riuscito ad imprimere nella sua mente tutta la sua naturale bellezza.
È nata dal bisogno di qualche adulto, di quelli che amano rovistare nei vecchi cassoni, sempre alla ricerca di cose del passato con la speranza di rinnovare le vecchie sensazioni e per risentire il gusto delle buone cose.
È cresciuta però con la collaborazione degli alunni della scuola media che hanno saputo afferrare l’amo, non per essere impanati e fritti come pesci, ma per non perdere l’occasione di essere protagonisti nella realizzazione di un libro di memorie.
Sono loro che hanno dedicato con entusiasmo tanto del loro tempo per le interviste agli ultimi nostri eroi, vecchi pescatori (vecchi solo per l’anagrafe) che portano dentro ancora tanta voglia di parlare, anche perché hanno tanta vita da raccontare.
Purtroppo ci si accorge troppo raramente che i ragazzi, all’interno di quella eccessiva esuberanza che spesso viene scambiata dagli adulti per disagio scolastico, sono un bagaglio infinito di risorse che lievitano sempre di più a mano a mano che si tirano fuori, proprio come le cose vecchie, stipate, perché potrebbero sempre servire, dentro le cassapanche di una volta, quelle definite attualmente di arte povera.
Hanno una capacità infinita, paragonabile all’infinito matematico, di creare, di entusiasmarsi e credere, a differenza degli adulti che sono a volte troppo razionali, che si possano far rivivere e riportare sulla scena gli eroi e le loro gesta.
Quando a raccontare sono uomini in carne ed ossa il gioco si fa più entusiasmante e più divertente, non c’è nemmeno bisogno di pile, di girate di chiavetta o di un CD; basta sedersi, far domande ed ascoltare. In poche parole si entusiasmano e basta; sono in grado di partire per la tangente; il vero problema sarà eventualmente frenarli e al bisogno fermarli.
Quello che stupisce e che lascia “di stucco” è rendersi conto che le loro teste non sono affatto vuote, come spesso si suol dire, bensì piene di ogni ben di Dio.
Allora perché non provare a farli stupire di fronte a quello che sono in grado di realizzare? Perché non farli impegnare nello sforzo comune di ricostruire quel passato nel quale ognuno di noi possa ritrovare un po’ della sua essenza?
Proprio attraverso la memoria, vecchie foto, pochi scritti, dolci cantilene, vecchi oggetti, qualche burla, strani nomignoli o meglio soprannomi, qualche flashback per usare qualche termine inglese, che sempre dà importanza ad ogni trattazione (mah!), abbiamo cercato di riportare Sestri ai vecchi tempi (non poi così tanto, poco più di una cinquantina di anni indietro).
Come nelle favole di Esopo era concentrata in poche righe una grande morale, anche noi vogliamo trasmettere un grande messaggio: che l’amore per la nostra terra e per le nostre tradizioni sia l’ancora che ci tiene saldamente legati a quei valori di fratellanza e solidarietà che molto spesso vengono sacrificati per il bisogno di farsi strada.
 


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