Lo scopone
dal Chitarrella al computer
Manuale per migliorare il vostro gioco

 
di Gian Francesco Grasso
 


Prefazione

Mettiamo le carte in tavola, non quelle della nostra partita a scopone, ma quelle delle nostre intenzioni, chiarendo a chi si rivolge questa pubblicazione.
Se ipotizziamo che nel caleidoscopico universo dei giocatori di scopone, a fronte di una minoranza di irrecuperabili e di una altrettanto ridotta schiera di esperti, stia una stragrande maggioranza di giocatori a sua volta divisa in due gruppi, uno di buoni giocatori, l’altro, molto più consistente, di giocatori appena appena sufficienti, bene è proprio a questi che consigliamo un’attenta lettura di queste pagine.
Il nostro lavoro è pertanto rivolto a quei giocatori cui non manca molto a fare il salto di qualità necessario per potersi sedere, senza patemi, ad un tavolo di buoni giocatori e per potere, soltanto quando ne sarà veramente il caso, rinunziare a fare una scopa e, magari, alla presa del settebello.
La passione che voi, amici lettori, avete per lo scopone vi dà merito in quanto avete indirizzata la vostra attenzione verso un gioco che si distingue da tutti gli altri, perché dà, a chi è in grado di esprimere in esso le proprie doti di memoria, tecnica e intuizione, la possibilità di vincere anche a dispetto della sorte che non gli ha concesso buone carte.
Nei capitoli seguenti, dopo un preambolo storico-bibliografico, cercheremo di dare, nel più semplice dei modi, delle indicazioni di base che riteniamo utili ai lettori per migliorare la qualità delle loro prestazioni nel corso di una partita.
Desidereremmo però che queste indicazioni di base venissero considerate ed apprese come fanno gli sportivi con i cosiddetti fondamentali dei loro rispettivi giochi; ovverosia provati e riprovati sino a diventare, meccanicamente, connaturali al loro comportamento nel corso della partita.
Riteniamo pertanto opportuno che i nostri lettori leggano i capitoli, specificati con il termine Indicazioni, con molta lentezza ed attenzione cercando di capire, nei casi in cui non venga spiegato, il perché del suggerimento; le pagine in questione andranno lette ripetutamente e sempre con la massima attenzione prima di passare all’applicazione, per gradi, delle nozioni, ormai ben fissate, quando i lettori andranno a sedersi al tavolo del nostro gioco.
Gioco in cui i contendenti, mai termine fu più appropriato, cercano, con il massimo impegno delle proprie capacità naturali ed acquisite, l’affermazione della loro superiorità sugli avversari e, perchè no?, sul compagno e sugli spettatori.
Gioco in cui non esistono differenze date dal censo o dalla cultura, dove talvolta all’affermato professionista capita di sentirsi, nelle fasi di chiusura del gioco, impietosamente scalzato dall’alluce del bifolco di scespiriana memoria.
 


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