Sotto il segno del Grifone
Racconti genoani
 
38 racconti scritti dai tifosi rossoblu


Prefazione

di Giacomo Leopardi
Se avesse scritto oggi un “Dialogo di un venditore
d’almanacchi sampdoriano e un passeggere genoano”

VENDITORE: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
PASSAGGERE: Almanacchi per l’anno nuovo?
VENDITORE: Sì, signore.
PASSEGGERE: Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
VENDITORE: Oh illustrissimo, sì, certo.
PASSEGGERE: Come quest’anno passato?
VENDITORE: Più, più assai.
PASSEGGERE: Eh, lo credo bene, perché vede, io sono di nobilissima stirpe: all’origine del mio albero genealogico c’è il capostipite del calcio italiano…
VENDITORE: Allora lei è genoano?
PASSEGGERE: Dalla nascita.
VENDITORE: Quindi la sua è una nobiltà decaduta!
PASSEGGERE: Che dice mai? In una vita ultrasecolare possono talvolta declinare il potere, la superiorità che furono dell’antenato, ma la discendenza conserva ognora l’origine aristocratica e la dignità che le è stata consegnata da una storia gloriosa. Ma appartiene forse lei al radunamento dei sampdoriani?
VENDITORE: Ebbene, sì.
PASSEGGERE: E allora dovrebbe avere imparato – malgrado sia la vostra un’esistenza tanto breve – che la storia ha un andamento sinusoidale, alternante, con i suoi precipizi dai quali risalire e le sue vette da riconquistare.
VENDITORE: Cotesto si sa.
PASSEGGERE: Coll’anno nuovo, il caso comincerà a trattarci bene e riprincipierà la vita felice.

Cesare Viazzi
 


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