Tecniche e metodologia dell'allenamento
 
di Marco Valente
 

Introduzione

La condizione fisica


Una convenzione della teoria dell’allenamento attribuisce al concetto di capacità condizionali il significato di costituenti della motricità che hanno una loro evidenza individuale e subiscono nel corso della vita una naturale serie di trasformazioni che ne determinano l’efficienza. Nel passato la letteratura specializzata ha fornito a riguardo una serie di definizioni (capacità motorie, qualità fisiche, qualità motorie) tutte in qualche modo legate all’obiettivo di individuare gli elementi costitutivi di base dai quali prende origine e si sviluppa il movimento umano. Questo modo di procedere ha portato infine ad individuare un modello della condizione fisica che dipende da quattro costituenti:
1. Capacità di forza che si esprime nel superamento di resistenze di natura esterna al movimento
2. Capacità di rapidità che fornisce la risposta neuromuscolare nei movimenti rapidi
3. Capacità di resistenza che riguardano l’efficienza dell’adattamento temporale dei processi di produzione d’energia dell’organismo.
4. La mobilità articolare che caratterizza l’ampiezza dei movimenti in virtù del raggio d’azione delle articolazioni e della allungabilità della muscolatura.
L’ottimale sfruttamento delle componenti tecniche, tattiche e delle capacità volitive è subordinato ad un’adeguata condizione fisica. Per questa ragione, in ogni disciplina sportiva, è previsto che una parte delle esercitazioni siano finalizzate alla realizzazione di questo obiettivo rispettando modi e tempi propri d’ogni sport e d’ogni livello prestativo. L’acquisizione di una buona condizione ha addirittura assunto una fisionomia esclusiva nel campo della ricerca della forma fisica (fitness) non agonistica, rappresentandone l’obiettivo principe, ma si è altresì diffuso nel campo dello sport d’elite influenzando perfino la terminologia che differenzia una condizione generale ed una speciale per descrivere il livello generale dei processi energetici dell’organismo ed il grado d’espressione delle capacità condizionali specifiche di uno sport. Va da se che ogni disciplina esigerà un proprio modello di riferimento per stabilire quali capacità e fino a che punto di sviluppo dovranno essere allenate in funzione degli obiettivi specifici prefissati. È altrettanto evidente che l’analisi del profilo delle richieste delle differenti capacità fisiche, proprie delle specifiche discipline sarà compito dell’allenatore che dovrà successivamente pianificare l’allenamento, secondo la propria sensibilità adeguandolo alle differenti situazioni.
È possibile quindi che il profilo di un modello risulti più orientato dalle condizioni energetiche della specialità, oppure che l’influenza maggiore sia esercitata dai principi della biomeccanica, o che ancora sia una ricerca delle risorse interiori di volitività a spostare la prevalenza degli interventi secondo l’ottica dell’indagine psicologica. Tutti questi possibili contributi hanno la dignità culturale e l’autorevolezza per essere considerati singolarmente elementi privilegiati di una pianificazione dell’allenamento che si proponga di esaltare specifiche risorse dell’atleta. Più concretamente, è però il loro sapiente, variato e modulato utilizzo a rendere possibile il raggiungimento, attraverso l’allenamento, delle prestazioni degli atleti e, compito dell’allenatore, è quello di possedere la competenza per costruire il modello pratico più adeguato all’atleta, alla sua condizione contingente, al suo livello prestativo, alle sue caratteristiche distintive ed alla sua personalità. La competenza nasce dalla conoscenza e, nel nostro caso, dalla capacità professionale di dare le risposte adeguate alle richieste che scaturiscono dall’analisi puntuale della prestazione. Questa dispensa è organizzata per presentare gli strumenti utili alla comprensione dei metodi e delle tecniche che sono utilizzati nell’ambito delle strategie d’allenamento. A questo scopo, con il sostegno d’alcuni dati della biomeccanica e dell’energetica muscolare, si è scelto di illustrare sinteticamente i principi che giustificano, i modelli di riferimento costruiti per le diverse discipline sportive. Questo intendimento è stato preceduto da una premessa fondamentale che riguarda i rischi di un’attività motoria, condotta senza tenere nella debita considerazione le caratteristiche della popolazione specifica cui si rivolge l’operatore sportivo.


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