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Un inedito: la prima richiesta del gen. Gandin (sopra) è identica a quella
del col. Lusignani (sotto): rientrare in Italia. Ma c'è una differenza
sostanziale tra le due: quella del gen. Gandin parte 35 ore più tardi
rispetto a quella del col. Lusignani. Il 12 settembre i tedeschi hanno messo
in pratica l'accordo di resa con Gandin catturando batterie e caserme
italiane nella penisola di Lixuri. Dopo l'ultimatum tedesco della mattina
del 13 settembre, il gen. Gandin si ricorda della patria e chiede aiuto. |
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Il secondo
messaggio (messaggio 41414) del gen. Gandin partito alle ore 15.30 dell'11
settembre. |
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La risposta
del comando supremo al messaggio 41414 del gen. Gandin. Non porta il gruppo
data orario ma è dello stesso giorno, l'11 settembre. |
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Il terzo
messaggio del Comando Supremo consegnato alla cifra alle 9,45 dell'11
settembre. Ambedue i messaggi sono firmati "Marina Brindisi". |
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Intorno alle
13,00 del 15 settembre Argostoli viene attaccata dall'Aviazione tedesca.
Dopo più di due ore, alle ore 15,40 Gandin informa il Comando Supremo che si
difenderà. |
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Il Comando
Supremo prende in considerazione lo sgombero delle truppe da Cefalonia,
quando le sorti della battaglia sono già state decise dall'Aviazione e dai
rinforzi tedeschi. |
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Un
intervento tardivo del gen. Gandin: alle 23,40 del 20 settembre chiede il
sostegno aereo per un'azione che sarebbe iniziata poche ore dopo: alle ore
6,00 del 21 settembre. |
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Il primo
tentativo del Ministero della Guerra di nascondere le accuse contro il gen.
Gandin. |
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"La
divisione si rifiuta di ubbidire al mio ordine...". La vera lettera di
Gandin del 14 settembre 1943, che si è volutamente ignorata per decenni.
Un'accusa che fa passare i soldati della Acqui per ammutinati. |
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La prima
facciata del fonogramma partito alle 19,00 del 14 settembre da Cefalonia e
diretto al XXII Corpo d'Armata tedesco. |
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La seconda
parte del fonogramma partito da Cefalonia alle 19,00 del 14 settembre 1943:
"... Lo Stato Maggiore della Acqui ha già lasviato Argostoli. Le
trattative sono perciò difficili, in quanto i soldati italiani hanno già
sparato a 3 ufficiali, che erano pronti a cedere le armi". Il ten. col.
Barge non manca mai di riportare in ogni messaggio lo stato di rivolta
latente all'interno della Divisione Acqui. |
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Dall'Archivio di Friburgo (RH 24-22/3) un altro fonogramma del ten. col.
Barge, partito da Cefalonia alle 5,30 del 15 settembre 1943 diretto al XXII
Corpo d'Armata: "Il gen. Gandin si è dichiarato pronto a cedere solo le
armi pesanti fisse. Egli vuole passarci l'artiglieria mobile e la contraerea
solo al momento dell'imbarco. I nostri preparativi per l'attacco sono
ultimati. Il momento più favorevole per l'inizio dell'attacco è alle ore
14.00..." Si tratta fino all'ultimo, anche quando i tedeschi sono ormai
pronti ad attaccare. Lo faranno qualche ora dopo, intorno alle 13,00, prima
dell'ora consigliata. |
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Dal diario
di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, un altro messaggio trasmesso alle
7,29 del 15 settembre 1943 da Argostoli: "In esecuzione dello sgombero
della zona di Argostoli e della cessione in primo luogo di tutte le armi
pesanti presenti nelle batterie sulla costa ho richiesto al generale che
presenti come ostaggi 1 ufficiale di SM e 10 altri ufficiali; ho dato tempo
fino alle 12.00. In caso di rifiuto alle 14,00 si procederà al disarmo con
la forza". Un altro inedito: infatti il gen. Gandin non ebbe mai il
coraggio di riferire ai suoi ufficiali questa richiesta tedesca. |
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Allegato 59
del diario di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, trasmesso alle ore
10,00 del 15 settembre 1943 da Argostoli. "zu 1) Teil it. Truppen weigern
sich, die waffen niederzulegen. Es ist auf ihren Kommandeure geschossen",
"Parti delle truppe si rifiutano di cedere le armi. Si è sparato contro
gli ufficiali comandanti". Per la terza volta da Cefalonia si ripete la
menzogna, che i soldati italiani sparano sui loro ufficiali. Chi può aver
dato queste false informazioni ai tedeschi? Solo il gen. Gandin, che 12 ore
prima era a colloquio privato con il gen. Barge. |
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Allegato 52
del diario di guerra del XXII Corpo d'Armata tedesco, trasmesso alle ore
22.00 del 14 settembre 1943 da Argostoli: "Verhaudlungen noch im Gange.
Kdr noch bei General Gandin. Einsatz in Verdinbung mit Stukaleitoffizer
vorbereitet. Thun Ltn", "Trattative ancora in corso. Il comandante
(Barge, nda) è ancora presso il gen. Gandin. Attacco preparato in
collegamento con l'ufficiale responsabile degli Stukas". Questo
dispaccio del ten. Thun assicura che nella notte tra il 14 e il 15 settembre
il nostro generale trattava ancora a quattr'occhi con il col. Barge, mentre
il nemico aveva già preparato l'attacco. |
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La risposta
del gen. Francesco Rossi al Dr. Triolo, che lo aveva denciato insieme al
gen. Ambrosio per aver dato l'ordine di "considerare i tedeschi come
nemici". Rossi affermava che: "Nel tardo pomeriggio dell'11...
l'ordine era già stato diramato". È la conferma che i fonogrammi N.
1027/CS e 1029/CS dell'11 settembre erano effettivamente partiti nel
pomeriggio di quello stesso giorno. Ed infatti il mittente non era il gen.
Rossi ma Marina Brindisi. |