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Yoga
di Swami Joythimayananda
le prime pagine del libro
Introduzione
Lo Yoga ha delle regole che si possono
applicare nella vita quotidiana attraverso varie tecniche che comprendono
posture, respirazione, autocontrollo, autoanalisi, lentezza, concentrazione,
consapevolezza e discorsi filosofici e spirituali. Le pratiche dello Yoga
aiutano a disciplinare la mente, combattano lo stress quotidiano, sciolgono
dolcemente le rigidità del corpo e della mente ed armonizzano le emozioni.
Il piacere di essere in pace è la via dello Yoga.
Noi tutti perseguiamo la felicità e la pace in una forma o in un’altra.
Praticando lo Yoga si diviene consapevoli di una pace più profonda. Questa pace
abbatte tutti gli ostacoli nella vita permettendo di raggiungere il sorriso del
silenzio.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la pubblicazione di
questo libro. Questa quarta edizione è in italiano. Dopo un lungo cammino di
cinquanta anni di Yoga ti dico: “piaciti essere in silenzio”.
RUTHAM VADISHYAME… SATHYAM
VADISHYAME...
SANDAM VADISHYAME... SARVAM VADISHYAME...
LOKA SAMASTHA SUKINO BHAVANTU...
OM SHANTI... SHANTI... SHANTI...
Che cosa è lo Yoga
La parola Yoga deriva da una radice
sanscrita che significa unione, mettere insieme questo con quello. Il microcosmo
dell’individuo si unisce con il macrocosmo.
Lo Yoga è un percorso di autocontrollo per ritrovare armonia con se stessi e con
il mondo che ci circonda. È vivere con serenità e moderazione la soddisfazione
dei bisogni interiori, è la ricerca della purezza e della non violenza, è la
rinuncia a rincorrere il successo e la ricchezza. La via dello Yoga è vivere in
armonia. Lo Yoga aiuta a regolare il flusso dell’energia secondo la natura. è un
metodo per purificare il corpo, i sensi e la mente che ci rende capaci di
migliorare la qualità della nostra vita.
Lo Yoga conduce verso l’illuminazione, infonde al corpo forza e salute perfetta,
rende la mente chiara e calma, l’intelletto affilato come il rasoio, la volontà
forte come l’acciaio, il cuore pieno di amore e compassione, la vita piena di
dedizione e realizzazione del vero Sé: questo è lo scopo dello Yoga.
Tanti maestri nel passato hanno insegnato varie vie e pratiche dello Yoga. Con
il passare del tempo, nell’evoluzione spirituale dell’Oriente e nel processo di
occidentalizzazione dello Yoga, si sono aperte molte altre vie rispetto allo
Yoga classico; vie che, comunque, perseguono il comune scopo di unire lo spirito
individuale con lo spirito assoluto.
Panchanga Yoga, i cinque sentieri dello Yoga
Lo Yoga si è evoluto nel corso di migliaia
di anni ed oggi possiede molte branche. Il più conosciuto è Panchanga Yoga: esso
si suddivide in Hatha Yoga, Raja Yoga, Karma Yoga, Gnana Yoga, Bhakti Yoga.
Anche se diversi, questi sentieri portano tutti all’unione.
– Bhakti Yoga, lo Yoga della devozione, la
trasformazione dei sentimenti verso la beatitudine.
– Raja Yoga, lo Yoga della meditazione, conosciuto come il “re” dello Yoga.
– Gnana Yoga, la via della saggezza, la trasformazione dall’intelletto verso la
luminosità.
– Karma Yoga, la via del servizio, la trasformazione dell’azione verso la
rinuncia.
– Hatha Yoga, la via del controllo, la trasformazione dell’energia verso
l’equilibrio attraverso varie posture (Asana), respirazione (Pranayama) e
purificazione.
Hatha Yoga è il sentiero più conosciuto,
una serie di pratiche attraverso cui si possono prevenire varie malattie, sia
del corpo che della mente. Hatha Yoga comprende:
Asana – postura controllata del corpo che
porta ad assumere varie posizioni in modo comodo e senza sforzo violento. Le
Asana sono innumerevoli e devono essere praticate con consapevolezza,
concentrazione, controllo e lentezza. Le Asana consistono in allungamenti in
avanti, indietro e lateralmente, torsioni, pressioni ed anche posture capovolte
e di equilibrio. Esistono Asana efficaci per calmare o stimolare, e molte
vengono anche utilizzate con finalità terapeutiche.
Pranayama – respirazione controllata. Un Pranayama deve sempre essere eseguito
durante un’Asana. Vi sono cinque Pranayama principali, che coinvolgono cinque
cavità con i loro organi e sistemi. La respirazione si esegue per calmare oppure
per stimolare. La pratica del Pranayama influenza la mente ed aumenta l’energia
pura (Prana).
Bandha – chiusura, controllo degli organi e in particolare dei muscoli interni.
Principalmente ci sono quattro Bandha praticati per controllare i muscoli in
alto, in basso e centralmente, e infine tutti i muscoli insieme. Un Bandha deve
essere eseguito con la combinazione dei Pranayama. La pratica Bandha aumenta il
vigore (Tejas) rinforzando gli organi delle 5 cavità.
Mudra – sigillo, concentrazone di energia
in una determinata zona del corpo. Nello Yoga ci sono cinque potenti Mudra:
Asvini, Amaroli, Vagirogli, Jnana e Brama Mudra che risvegliano la potenza (Ojas)
del praticante. La pratica Mudra deve essere sempre eseguita in un Bandha.
Kriya – purificazione. Ci sono 6 purificazioni che riguardano le vie
respiratorie, l’apparato digerente e il sistema nervoso. La pratica del Kriya
libera l’individuo dalla sofferenza purificando corpo, mente e Karma.
Raja Yoga è conosciuto come il “re” dello Yoga. è la meditazione che gestisce la
mente per annullare la mente. Tiene ferma la manifestazione dei pensieri.
Raja Yoga è diviso in otto stadi:
1. Yama: vivere seguendo le regole di morale verso se stessi e verso gli altri.
Esse sono:
– Ahimsa, non violenza, rispetto per gli altri e per se stessi.
– Asatya, non falsità, non allontanamento dalla verità, onestà e sincerità.
– Asteya, non essere avidi e non rubare ciò che è degli altri.
– Brahmacharya, seguire la via della virtù.
– Aparigraha, praticare il distacco rinunciando ai propri beni e quindi al
possesso.
2. Niyama: mantenere la stabilità seguendo le regole di morale verso se stessi e
verso gli altri. Esse sono:
– Saucha, la purezza. è il nostro stato di origine. Percependo la libertà
manteniamo la purezza di corpo, mente e anima nella vita quotidiana.
– Santosha, la contentezza. è il nostro diritto. Nel bene o nel male, dobbiamo
sempre sostenerla.
– Tapas, la pratica ascetica o spirituale. è il nostro dovere, la via difficile.
Dobbiamo vivere la vita come un dovere e contemplarla in ogni avvenimento.
– Swadhyaya, l’auto-stabilità. è entrare all’interno di se stessi meditando,
recitando Mantra o leggendo testi sacri.
– Isvara Pranidhana, la dedizione a Dio. è la rinuncia completa. Comprendere la
vita come un atto sacro (Yakgna) e gestire ogni cosa dedicandola interamente a
Dio.
3. Asana: posture fisiche che controllano gli arti e i muscoli del corpo. Le
Asana tonificano i muscoli e i nervi mantenendo così in forma il corpo e
migliorando la stabilità e la salute, rendendolo un adeguato veicolo per lo
spirito.
4. Pranayama: respirazione controllata. Deve essere eseguita sempre durante un’Asana.
è una pratica che risveglia l’energia pura. Il Pranayama purifica e rafforza il
sistema respiratorio e nervoso.
5. Prathyahara: ritiro dei sensi verso l’interno. Questa pratica deve sempre
essere eseguita insieme con Asana e Pranayama. Prathyahara ferma il vagare dei
sensi e porta insieme la stabilità del corpo e dei sensi. Il canto di un mantra
e la pratica NYM sono tecniche che portano allo stato Prathyahara.
6. Dharana: concentrazione della mente. Questa pratica comprende insieme Asana,
Pranayama e Prathyahara. La tecnica consiste nel fissare i pensieri e le
emozioni su un soggetto: una luce, un simbolo mistico o un’immagine sacra.
7. Dhyana: meditazione. Lo stato di meditazione avviene in Asana, Pranayama,
Prathyahara e Dharana, dove i pensieri e le emozioni vengono annullati. La mente
è senza manifestazioni, l’anima resta nel proprio sé riposando profondamente.
8. Samadhi: lo stato di beatitudine. è il risultato della meditazione, quando si
entra nel silenzio profondo e si sperimenta lo stato d’estasi. Un’esperienza che
va oltre la legge naturale.
La mia esperienza di sei giorni di Samadhi mi ha portato ad un abbandono totale.
Percepivo assenza di tempo, spazio, pensieri ed emozioni. Al mio risveglio il
mondo mi appariva diverso e ci vollero due settimane per riportarmi al mio stato
normale.
Karma significa azione o atto. Tutta l’azione fisica o mentale è Karma. Pensare
è Karma mentale. Karma è il totale della somma dei nostri atti, sia nella vita
attuale che nelle vite passate. Karma non è soltanto l’azione, ma anche il
risultato delle azioni. Anche il risultato di erbe ed alimentazione viene
chiamato Karma. Nella cultura vedica la pratica rituale è chiamata Karma.
Karma Yoga significa Yoga dell’azione, e consiste nel servire gli altri con
amore e compassione. Non è azione nell’azione, ma azione eseguita con devozione
e non per divertimento. Il risultato di questa pratica è assenza di attaccamento
e di possessività. Bisogna ottenere soddisfazione nel fatto, non nel risultato.
Qualunque azione deve essere compiuta come un dovere, come una missione.
Il Karma Yoga non è una scelta ma un dovere, significa prestare la propria
disponibilità per ogni necessità. Agire, bene o male, senza perdere il proprio
equilibrio e la contemplazione.
Se gestiamo la vita come uno strumento nelle mani del Signore o come
partecipazione all’attività della natura, senza aspettativa del risultato,
allora possiamo trasformare il nostro Karma in Yoga anziché legarlo
ulteriormente.
Potete servire con la vostra mente e con il vostro corpo. Se vi accorgete che
sul bordo della strada si trova un uomo povero e ammalato, assistetelo
prestandogli attenzione con compassione. Sollevatelo con dolcezza e
accompagnatelo a casa. Se agite in questo modo allora state facendo Karma Yoga:
il vostro cuore sarà purificato.
Gnana è lo Yoga della sapienza o il sentiero della saggezza. È la via dell’autorealizzazione.
Comprendi la giusta conoscenza riguardo al proprio sè chiedendoti: “Chi sono io?
Dove ero prima di nascere e dove andrò dopo la morte? Cos’è il mondo e a quale
scopo sono qui sulla Terra? Quale è il mio compito nella vita? Ora cosa devo
fare? Perché? Come?”.
Viviamo un’esperienza materiale, ma nello stesso tempo manteniamo il nostro vero
essere spirituale dentro di noi. L’anima sostiene tutto trasformando la vita
(corpo, mente, sensi e Karma) da grossolana a sottile e da sottile a grossolana.
L’anima crea, sostiene e distrugge tutto. Noi siamo energia, tutto l’universo si
espande come energia. Il nostro intelletto, l’ego, la mente e il corpo corrono
da un punto all’altro ciclicamente come energia, e ritornano da dove sono
partiti, come le onde ritornano sempre al mare.
Uno Gnani, un saggio, fa esperienza di questa energia non conoscendo nulla e non
vedendo la falsità, ma gestendo ogni cosa come se tutto fosse già stabilito.
Vive la sua esperienza e quella dell’universo come un soffio del Signore.
Bhakti è lo Yoga dell’amore, il sentiero della devozione a Dio, al guru e
all’umanità. Un Bhakti Yogi trasforma il proprio io realizzando l’amore verso
gli altri. Bene o male, rende tutto a Dio e si abbandona a lui totalmente. Vive
i suoi pensieri, respiri, parole ed azioni con completa devozione. Mangia, beve
e parla sempre con devozione. Sentirà l’amore nel suo canto sacro.
Non è a me niente, bene o
male
Tutto per te, o Signore
Non mi preoccupo, perché
quel giorno mi arresi a te.
“Krishna! io mi metto sotto il tuo rifugio,
mostrami il sentiero che tu sai essere giusto per me”.
(Bhagavad Gita)
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