la casa editrice


Presentazione

Intervista agli editori

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Presentazione

Fratelli Frilli Editori è nata a Genova nel marzo del 2000 per l’iniziativa di mio fratello Giacomo e mia, Carlo Frilli: siamo entrambi promotori editoriali di professione e, nonostante ciò, appassionati di libri.

Il primo titolo pubblicato è stato il romanzo di Paolo Cornaglia Ferraris dal titolo: “Il Sindaco. L’avventura politica di un medico”, che anche nella forma narrativa ha mantenuto la forza dei suoi libri denuncia sulla malasanità, per i quali era già molto noto.

E proprio la pubblicazione di libri con questa caratteristica è stata la vocazione che abbiamo scelto sin dai primi passi della nostra impresa editoriale.

Tale è stato il titolo “La Mala-Ricetta”, scritto da un ex informatore farmaceutico rimasto inizialmente anonimo, che ha svelato i meccanismi di persuasione oltre i limiti del lecito utilizzati dalle industrie del farmaco nei confronti della classe medica per incrementare le vendite dei propri preparati: il volume è stato il primo successo della Casa Editrice che ha cominciato a farsi conoscere tra i giornalisti ed i lettori.

Ma è stato il G8 a dare alla Fratelli Frilli l’occasione per affermarsi stabilmente nel panorama dell’editoria nazionale.

La struttura agile dei testi pubblicati, la consapevolezza di essere stati testimoni di eventi di cui era essenziale non si disperdesse la memoria, ci ha consentito di pubblicare in tempi stretti piccoli libri di grande valore documentale e testimoniale; di questi uno,”Le quattro giornate di Genova” è stato per diverse settimane il libro più venduto nelle librerie Feltrinelli italiane.

L’intuizione editoriale di “documentare il G8” ci ha inoltre consentito di riscuotere anche a Genova, inizialmente distratta nei nostri confronti, l’attenzione che più facilmente avevamo ottenuto su scala nazionale.

A distanza di quattro anni, con più di 130 titoli pubblicati, la nostra Casa editrice, mantenendo intatta la predilezione verso i libri di inchiesta e denuncia, ha acquisito una ben definita fisionomia ed ha articolato la propria produzione in più collane, tra le quali voglio ricordare:
- Collezione Storica (Liguria Storica, Lombardia Storica, ed in futuro altre collane di storia locale): testi di storia locale attenti alle fonti, ai documenti, alle tradizioni.
- Tascabili Noir, con autori come Antonio Caron e Maria Masella che hanno un pubblico di lettori fedeli ed affezionati ai personaggi creati dai due giallisti.
- Tascabili Ultimo Stadio, piccole monografie dedicate con tono scherzoso al mondo del calcio.

Attualmente un nostro libro
Qualcuno vuol darcela a bere”, un'inchiesta sul business poco salubre delle acque minerali, scritto da Giuseppe Altamore è arrivato alla quinta edizione, fornendo materiale per inchieste a noti settimanali che hanno ulteriormente confermato l'interesse suscitato dal testo e la bontà della nostra intuizione e della nostra scelta.

Purtroppo il 2004, anno di Genova Capitale Europea della Cultura, non ha portato né a noi né ad altri Editori attenzioni e sostegni istituzionali ed economici volti a valorizzare contenuti e modalità di elaborazione culturale nello specifico settore editoriale.

Ma né questo, né le piccole cifre del sempre asfittico mercato delle lettere, ancora più povero in Liguria, scalfiscono il nostro entusiasmo: nonostante le difficoltà continuiamo il nostro lavoro credendo nel nostro progetto e con la speranza che il nostro ottimismo e la nostra fiducia siano contagiosi.

Carlo Frilli
(testo raccolto ed elaborato da Mirella Fogola)

 
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Intervista agli editori


Un editore, una storia: qual è quella de Fratelli Frilli Editori?

La Fratelli Frilli Editori nasce nell’aprile del 2000 da un’idea di Carlo e Giacomo Frilli, con la pubblicazione de Il sindaco. L’avventura politica di un medico, di Paolo Cornaglia Ferraris, autore già molto noto per i suoi libri di denuncia sulla malasanità. Proprio la pubblicazione di libri di inchiesta e denuncia è stata la vocazione che abbiamo scelto fin dai primi passi della nostra avventura editoriale.
Abbiamo centrato il primo vero successo di vendite e i primi segnali di interesse da parte della stampa con La Mala-Ricetta, un libro dove “un ex informatore farmaceutico, anonimo e pentito” racconta come alcune case farmaceutiche si procurino in maniera poco ortodossa, da medici compiacenti, le prescrizioni dei propri farmaci, commettendo quello che in termini giuridici viene chiamato "reato di comparaggio", e procurando ingenti danni economici al Sistema Sanitario Nazionale, per non parlare dei danni alla salute dei pazienti ai quali vengono prescritti farmaci sulla base della convenienza per il medico piuttosto che sui loro reali bisogni. Credo sia stato questo libro che ha cominciato a fare conoscere la nostra sigla a giornalisti e lettori. Un libro che al di là del fatto editoriale ha avuto il grande merito di contribuire a sollecitare maggiori controlli degli organi competenti, che hanno portato proprio in questi giorni all’inchiesta su alcune multinazionali farmaceutiche.
E a distanza di quattro anni dalla prima pubblicazione, possiamo dire essere ancora vivi ed in auge oggi. È di pochi giorni fa la pubblicazione su Repubblica di un’intervista al nostro autore, che spiega come nella pratica viene messo in atto il reato di comparaggio. E le indagini della magistratura proseguono.
Poi, nel 2001, il G8. In quel luglio ci siamo rapidamente resi conto che solo la nostra casa editrice a Genova poteva dar voce all’indignazione ed al risentimento. Grazie anche alla nostra agile struttura, in brevissimo tempo, insieme agli autori-testimoni, lavorando anche di notte, in meno di 15 giorni dai fatti siamo riusciti a mandare in libreria in tutta Italia un libretto, Le 4 giornate di Genova, che è rimasto in testa alle classifiche di vendita delle librerie Feltrinelli per diverse settimane.
Da allora l’evoluzione della casa editrice ha subito un’accelerazione assolutamente imprevedibile. Oggi l’offerta del nostro catalogo è più ricca ed articolata. Abbiamo pubblicato 125 titoli, di cui 48 novità solo nei primi sei mesi del 2004. Oltre alle collane di punta che trattano la saggistica, chiamate Controcorrente, Contromercato e In movimento, sono nate nuove collane. Adesso abbiamo un'ambiziosa Collana Storica articolata su più fronti: tra storia a tutto campo e storia e tradizioni locali delle varie Regioni, mentre si è rivelata felice l'intuizione della collana I Tascabili Noir, tesa a dare spazio a nuovi e validi autori che non hanno faticato a trovare un loro pubblico di affezionati. Proprio in questi giorni Bacci Pagano. Una storia da carruggi di Bruno Morchio è diventato un piccolo best seller a Genova, città nella quale il libro è ambientato, e siamo convinti possa essere apprezzato anche nel resto d'Italia. Toni più leggeri sono quelli della collana Ultimo Stadio dedicata allo sport, con l'intento di sdrammatizzare e non dimenticare che il calcio è solo un gioco.
Per tornare ai libri di denuncia, il nostro long seller attualmente è Qualcuno vuol darcela a bere di Giuseppe Altamore, un'inchiesta molto accurata sul business delle acque minerali. Il libro è arrivato in meno di un anno alla 5° ristampa, fornendo spunti e materiale per inchieste a noti settimanali e trasmissioni televisive che hanno ulteriormente confermato il successo del volume e il valore della nostra intuizione.
Proprio in questi giorni stiamo distribuendo un altro libro che risponde alla nostra vocazione: Sangue e Affari, di Pino Pignatta e dell’avvocato Stefano Bertone. Il libro racconta come negli anni a cavallo tra il 1978 e 1992 alcune multinazionali che producono emoderivati abbiano messo sul mercato prodotti che sapevano, o avrebbero dovuto sapere, essere contaminati con virus che possono provocare epatite C e/o AIDS, utilizzando sangue prelevato da soggetti mercenari appartenenti a categorie a rischio. In questo modo, migliaia di emofilici in tutto il mondo sono stati contagiati e gran parte di essi hanno contratto queste terribili malattie.

In un mondo editoriale così affollato come desidera che si distingua la sua casa editrice? Quali sono gli elementi di originalità del suo progetto editoriale?

Siamo stati in alcuni casi definiti una casa editrice “contro”. Noi amiamo definisci “per”; come ho detto prima, per dar voce a chi non ne ha. Questo progetto la dice lunga: in una società civile attrezzata in tutte le sue componenti un progetto del genere sarebbe addirittura ridicolo e privo di qualsiasi riscontro di pubblico e commerciale. Di fatto riteniamo di vivere in un paese dove la libertà di stampa è un fatto puramente teorico, perché in effetti ognuno è effettivamente libero di dare alle stampe quanto ritiene opportuno, ma nella realtà del mercato l’accesso ai media è difficilmente raggiungibile da quanto non è omologato dai media stessi, i quali quasi sempre rappresentano gli interessi di gruppi di opinione e ne sono i loro portavoce, precludendo di fatto qualsiasi spazio a chi “rema contro”. E in Italia – come ben sappiamo – tutto ciò inizia molto in alto: noi siamo l’unico paese al mondo con un monopolio televisivo incentrato sullo stessa persona che – guarda caso – è anche il leader politico che governa il Paese.
Siamo un Paese dove anche l’opposizione si è arroccata su posizioni d’ostracismo ed intransigenza anche nei confronti di chi esercita una critica “dall’interno”. In questo panorama, dove l’informazione che passa è spesso solo quella voluta dai diversi gruppi di opinione in competizione tra loro, non si è riuscita a sviluppare in Italia una vera informazione indipendente. Non ci resta che contare su una società civile che si mostra vivace e che nonostante tutto ha la forza di continuare ad esprimere istanze critiche e propositive. Questa situazione, sicuramente negativa, crea però grande fermento tra coloro che vogliono “fare editoria indipendente”. Non è solo una sensazione, è ormai un dato preciso: i piccoli editori crescono.

Quale dei suoi libri le ha dato maggiori soddisfazioni e perché?

I libri a cui siamo più affezionati paradossalmente sono quelli che ci hanno dato delle delusioni. Li consideriamo come dei figli meno fortunati di altri, che forse non hanno funzionato anche per la nostra incapacità di proporli nella giusta maniera. Uno per tutti: La signora dell’acero rosso, un libro che tratta un tema delicato e controverso, quello della sessualità nei portatori di handicap. Un libro di rottura che ha avuto poca fortuna in libreria ma che amiamo moltissimo.

Come immagina che sia il suo lettore ideale?

Il nostro lettore è per così dire "uno di famiglia". E quando, per qualche motivo lo perdiamo di vista – ci è già successo rischiamo di stampare e distribuire libri che gratificano soltanto il nostro ego. Pensare quotidianamente al nostro lettore è il nostro "marketing da poveri". Ma è al tempo stesso anche una bella marcia in più che abbiamo rispetto alle grandi case editrici, che individuata con complesse e costose ricerche di mercato una certa fascia di lettori si limitano a confezionare un prodotto standard che opportunamente cambiato è in un certo senso buono per tutte le stagioni. Salvo poi fare le svendite con i saldi di fine stagione ed individuare nuovi target di lettori a cui vendere più o meno lo stesso prodotto di prima riconfezionato nella maniera più opportuna per la nuova stagione.
Ci piace considerare il nostro piccolo "nucleo produttivo" (8 persone) come un spaccato della società, con tutte le sue energie, pulsioni e contraddizioni. Il nostro lettore ce lo immaginiamo un po’ come noi, gente comune fuori dagli schemi e dalle logiche di appartenenza. Gente indipendente che ama ricercare informazioni da sola, non soggetta al fascino dell'ultimo opinion maker televisivo.
Proprio in questi giorni, anche per cercare di stabilire un rapporto più stretto con il nostro pubblico, un punto d'incontro, abbiamo realizzato un nostro piccolo sogno rilevando a Genova una libreria, la Fratelli Frilli Librerie; visto che nel nostro delirio d'onnipotenza speriamo sia solo la prima di una lunga serie.

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po' anche delle case editrici?

Non è vero che si legge poco. Semmai si legge fin troppo, considerata la qualità di quello che circola nelle librerie e nelle edicole. Ma si legge male. E chissà che un giorno non si colga l'opportunità di poter pubblicare "la Mala-Lettura", un libro di denuncia sui meccanismi perversi che in Italia producono tanto danno all'informazione, alla cultura ed alla lettura. Forse, parafrasando qualcuno, sarebbe più opportuno che gli italiani leggessero meno libri inutili e sostituissero quel tempo sprecato nella lettura in sane passeggiate.
Ed anche se la nostra casa editrice rappresenta più o meno lo 0,001% del fatturato del settore, gradirei che cominciassero con noi. Invito quindi i lettori che sono rimasti delusi da un nostro libro a scriverci manifestando le loro opinioni e critiche. Sarebbe per noi una collaborazione preziosa. Anche per questo ogni nostro libro reca a fianco del frontespizio l'indicazione dei nomi di tutti coloro che hanno lavorato all’edizione. Perché ogni lettore possa esprimere le sue rimostranze ad una persona in carne e ossa e non ad un eventuale ufficio reclami, che tra l'altro, a differenza di qualsiasi altra azienda, nessuna casa editrice ha…

Quale pensa che possa essere il futuro dell'editoria in Italia e della sua casa editrice in particolare?
È difficile immaginare scenari a lungo termine. Per certo, a parer mio, nel futuro prossimo il settore non riuscirà a superare nessuna delle difficoltà che lo attanagliano, perché le medicine che sono state fin qui usate si stanno rivelando ogni giorno quasi più dannose della malattia. E troppi lettori sono usciti dalle librerie con il libro sbagliato e chissà quanti ancora ne dovranno uscire per soddisfare i bilanci delle grandi case editrici.
D'altra parte, parlo di editoria indipendente, ma occorre ricordare sempre che il mercato lo fanno i grandi editori. E le librerie, spesso, loro malgrado, sono costrette a seguirli se non vogliono chiudere. Perché purtroppo l'editoria indipendente, forte della sua debolezza congenita, non è assolutamente in grado di porsi come alternativa per nessun libraio.
Probabilmente a medio termine vedremo accorpamenti di case editrici minori per fatturato rispetto alle grandi, che avranno bisogno di riempire in qualche modo quel serbatoio di idee svuotato dalle logiche di bilancio. Se ciò avverrà, indicherà chiaramente la voglia del settore di risalire la china. Per quanto riguarda la Fratelli Frilli Editori, il futuro della nostra casa editrice non mi fa dormire la notte, e non è una metafora.
Qualche idea ovviamente l'abbiamo, ma per certo sarà duro rimanere indipendenti e piccoli, vivendo quasi di giorno in giorno progettando titoli che non rientrano in una logica di marketing. Per concludere, posso solo affermare che la casa editrice vivrà fin quando avrà veramente qualcosa da dire ed i lettori ci daranno il loro riscontro. Fortunatamente per tutti, il giorno che non avremo più niente di originale da dire e da far leggere, non avendo presupposti diversi per riuscire a sopravvivere, chiuderemo la casa editrice. E in tal caso, forse, con lo stesso entusiasmo che oggi ci anima, apriremo la pizzeria "Bella Genova", dove siete tutti invitati fin da oggi!

 

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