{"title":"Collana Storica","description":"\u003cp\u003elibri appartenenti alla collana storica\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"i-traditi-di-corf","title":"I traditi di Corfù","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUna ricerca sui documenti dell’Archivio Militare di Friburgo\u003cbr\u003erivela inquietanti risvolti sull’eccidio di Corfù\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCon il proclama dell'armistizio dell'8 settembre 1943 i tedeschi si sentirono traditi ma gli Alleati non si fidavano degli ex-nemici. La reazione dei nostri soldati, in particolare quelli sorpresi nei Balcani, fu unanime: chiedere l'imbarco per il ritorno in patria. Ma dopo due giorni di silenzio, gli ordini del Comando Supremo furono di considerare i tedeschi come nemici e di resistere sul luogo. E il col. Lusignani, comandante del 18°reggimento fanteria di stanza a Corfù, non ebbe tentennamenti, diversamente dal suo superiore, il gen. Gandin, a Cefalonia. Corfù respinse il primo tentativo di sbarco tedesco ma dovette cedere sotto il secondo. Il Comando Supremo e l'Aviazione sottovalutarono la situazione critica in cui versò l'isola per una decina di giorni. Gli alleati, che non avevano rispettato gli accordi di Quebec, in cui le Nazioni Unite si impegnavano a sgomberare le truppe italiane nei Balcani, rimasero sorpresi della resistenza dell'isola ed il 20 settembre decisero d'intervenire in soccorso con proprie truppe. Ma la decisione fu tardiva.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIl libro è frutto di ricerche archivistiche presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e della Marina Militare, l'archivio militare tedesco di Friburgo e il Public Record Office di Londra. La scoperta di nuovi documenti inediti, soprattutto la relazione del capo della missione militare inglese lanciata sull'isola il 21 settembre, ha imposto una rilettura generale dei fatti. Corfù cadde per una serie di ragioni: perché l'Aviazione italiana non utilizzò l'aeroporto di Corfù, lasciando ai tedeschi il pieno controllo del cielo e del mare, perché l'isola rimase senza rinforzi per 2 settimane e fu vittima del contraddittorio atteggiamento alleato: fino al 17 settembre gli Alleati impedirono l'invio di rinforzi,poi, quando si resero conto che potevano sfruttare la determinazione del presidio italiano per mantenere Corfù in nostre mani, si mossero ma i tedeschi sbarcarono proprio il giorno in cui un generale inglese avrebbe dovuto arrivare per coordinare l'arrivo sull'isola del contingente alleato.Per Hitler anche i soldati di Corfù avrebbero dovuto subire la stessa sorte del presidio di Cefalonia (\"nessun prigioniero italiano\"), ma il comandante del XXII Corpo d'Armata, gen. Lanz e quelli del comandante della 1adivisione alpina, von Stettner seguirono altre direttive, per cui furono fucilati solo gli ufficiali che si erano opposti con le armi allo sbarco tedesco: in pratica furono passati per le armi “solo” 26 ufficiali.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492395770198,"sku":"8887923914","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/176.jpg?v=1778091617"},{"product_id":"gli-italian-pioneer","title":"Gli Italian Pioneer","description":"\u003cp\u003eUno degli aspetti sinora più dimenticati e sconosciuti della partecipazione dell’Italia alla guerra di liberazione a fianco degli anglo-americani: non quello delle truppe operative del CIL e dei Gruppi di Combattimento, già assoggettate ad analisi storiche di vario livello, ma quello delle unità ausiliarie, le cosiddette \u003cem\u003epioneer coj\u003c\/em\u003e, tanto più numerose delle prime (conteranno fra le loro file nell’aprile del 1945 ben 196.000 uomini), ma quasi invisibili alla storiografia ufficiale e neglette persino dalla memorialistica.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e Il primo capitolo - \u003cem\u003eIl teatro bellico in Italia\u003c\/em\u003e – traccia il quadro generale entro il quale si matura la decisione di avvalersi, di formare e di utilizzare soldati italiani di supporto alla logistica alleata.\u003cbr\u003eIl secondo – \u003cem\u003eLe forze italiane nell’ambito della cobelligeranza\u003c\/em\u003e – porta l’attenzione sulla creazione dell’esercito italiano del Regno del Sud, sulle sue dinamiche interne e sul rapporto dello stesso con le varie forze in campo. Analizza i problemi nati dal complesso intreccio politico ed istituzionale che si viene a creare fra Nord e Sud, fra CIL e partigiani, fra volontarismo monarchico e repubblicano.\u003cbr\u003eIl terzo e centrale – \u003cem\u003eLe forze ausiliarie italiane\u003c\/em\u003e – dipana la sconosciuta storia delle truppe ausiliarie a partire dall’autunno 1943, ne individua l’origine e ne segue i percorsi spesso molto diversificati, valutandone via via il rapporto con gli alleati e con il neonato esercito del Sud dalla primavera del 1944. Ne analizza inoltre i limiti operativi, le regole di ingaggio, le capacità e le zone di impiego, verificandone i progressivi cambiamenti strutturali.\u003cbr\u003eIl quarto – \u003cem\u003eAusiliari o pionieri\u003c\/em\u003e – mette a confronto l’esperienza dei pionieri italiani con la matrice britannica che l’ha forgiata, confrontandola con le precedenti esperienze, come la scelta di militarizzare i civili fatta nella prima guerra mondiale, e valutando le differenze in questo settore operate dagli opposti fronti nella seconda guerra mondiale, fino all’uso proprio ed improprio dei prigionieri di guerra.\u003cbr\u003eOriginali, profonde e nuove si rivelano nel testo le ricerche d’archivio appositamente condotte sia presso lo SME che in quelli militari di Londra. Vastissima risulta la bibliografia consultata e fondamentale l’analisi delle note (oltre 400), che fissano gli aspetti politici, militari e bio-bibliografici di protagonisti e avvenimenti. Ampio e tutto inedito è l’apparato fotografico di supporto, anch’esso tratto dalle carte d’archivio londinesi.\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492408025430,"sku":"8875630186","price":19.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/9788875630188_0_0_0_0_0.jpg?v=1778594215"},{"product_id":"lergastolo-di-santo-stefano","title":"L'ergastolo di Santo Stefano","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLe frustrazioni, i sogni i timori e le speranze di un detenuto politico.\u003cbr\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e\u003cspan\u003e \u003cem\u003eL’ergastolo di Santo Stefano\u003c\/em\u003e è l’estratto integrale dell’ultima parte del testo di Luigi Settembrini \u003cem\u003eRicordanze della mia vita\u003c\/em\u003e, basato sull’edizione Laterza del 1934 a cura di Adolfo Omodeo.  Napoletano, uomo di buone letture e storico, Settembrini scontò per ragioni politiche una dura prigionia nell’isola di Santo Stefano tra il 1849 e il 1859. Le sue memorie culminano nel racconto di questa reclusione. Sono capitoli che svelano un animo franco, l’animo di chi sa mescolarsi con la gente in una famigliarietà scarna e onesta. Le sue sono pagine intimamente tragiche, parlano di vita e di prigioni, ma anche contagiosamente ilari. \u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492421558614,"sku":"887563131X","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/189.jpg?v=1778091699"},{"product_id":"mazzini","title":"Mazzini","description":"","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492423360854,"sku":"8875631484","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/mazzini.jpg?v=1778849968"},{"product_id":"i-canti-di-sal","title":"I canti di Salò","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eUn canzoniere aggressivo che inneggia ad un “onore” ormai perduto sullo sfondo di un’Italia affondata nella tragedia. \u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eIl libro\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e: Tutti i canti della “repubblica” di Salò sono fortemente intrisi della presenza della morte violenta e di un tragico isolamento che seleziona ed esalta. A differenza (di buona parte) dell’innodia del precedente “ventennio”, quella “lacustre” non è fresca né vivida: si percepisce l’incredulità dei “legionari” di ritrovarsi estranei e sempre più soli in un’Italia che fu loro e che ora li respinge, li isola, li combatte, li rinnega. Il contrasto violento tra due opposte fazioni rappresenta il filo conduttore dei canti “repubblicani”, che si alimentano dell’amaro gusto di una sconfitta considerata d’èlite: sullo sfondo di un’Italia affondata nella tragedia, si innesta un aggressivo canzoniere che inneggia ad un “onore” irrimediabilmente perduto, da ricercare e da ritrovare quasi per invocazione canora.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492423852374,"sku":"8875631379","price":19.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/190.jpg?v=1778091708"},{"product_id":"genova-e-la-liguria-nel-medioevo","title":"Genova e la Liguria nel Medioevo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL’istanza globale, che domina la vicenda millenaria dei genovesi e dei liguri, riflettendosi, direttamente o indirettamente, anche nelle più minute vicende e nei più remoti spazi interni dell’area regionale, plasma i “caratteri originali” della loro storia su un singolare impasto di stilemi arcaici e di insospette modernità. È questa “diversità” che vieta di affrontare lo studio dei temi genovesi e liguri alla luce della sola ottica locale o peninsulare, offrendo invece la possibilità di formulare sempre nuove domande, come capita quando ci si trova davanti a una grande vicenda storica. Come ha scritto Fernand Braudel, “trovando i genovesi dappertutto, li riconosci sempre per la loro diversità\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492469072214,"sku":"9788875633370","price":17.8,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/185.jpg?v=1778091843"},{"product_id":"flavia-steno","title":"Flavia Steno","description":"\u003cp\u003eFlavia Steno, pseudonimo di Amalia Osta Cottini (1875-1946), entrò giovanissima, nel 1898, a «Il Secolo XIX». Le fu subito assegnato l’incarico di scrivere servizi giornalistici di rilievo, campagne di denuncia, “pezzi” di politica interna ed estera, ma anche di trattare soggetti di moda ed emancipazionismo femminile, argomento assai dibattuto a fine secolo. Il suo femminismo particolare, quasi un afemminismo, non le impedì di battersi in favore dell’emancipazione delle donne. La sua fortunata esperienza subì una decisa involuzione a seguito del mutamento di tutta l’impostazione economico-politica de «Il Secolo XIX», che alla luce degli eventi della guerra di Libia e dell’avvento del nazionalismo, si trasformò in “giornale-impresa”, imponendo scelte in conseguenza delle quali la Steno perse quasi del tutto la sua visibilità.L’unica parentesi di vera libertà professionale fu costituita per la giornalista da «La Chiosa», la rivista di politica rivolta alle donne, da lei fondata e diretta nel 1919 che durò, sia pure con notevoli difficoltà, fino alla fine del 1925. In tale esperimento la Steno profuse le sue convinzioni sui temi femminili, ma soprattutto, da convinta liberale, il suo credo politico antifascista. Invisa ai sostenitori del fascismo genovese, fu costretta ad un forzato “rientro nei ranghi”. La ripresa della sua attività al foglio genovese, dopo la caduta del fascismo, fu interrotta dalla sua improvvisa morte nel 1946.\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492497318230,"sku":"9788875635367","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/184-large_default.jpg?v=1778509419"},{"product_id":"lacquedotto-di-genova-1071-1879","title":"L'acquedotto di Genova 1071-1879","description":"\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 12pt;\"\u003eLa cultura è un bene comune primario come l’acqua; teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti. (Claudio Abbado)\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\r\n\u003cp style=\"text-align: justify;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 12pt;\"\u003e Giordano Bruschi, partigiano “Giotto”, classe 1925, giornalista e scrittore, memoria storica della città di Genova, in clandestinità sin dal ’42, fece la Resistenza a Genova e Torino, combattendo con il comandante Barba, ossia Gillo Pontecorvo. Sindacalista per la Cgil che nel 1957 gli assegna il compito di promuovere la costituzione del sindacato dei marittimi; nel 1959 organizza “lo sciopero dei quaranta giorni”, il più esteso sciopero internazionale dei marittimi per il rinnovo del contratto di lavoro. Impegnato da sempre in attività ambientali, sociali e culturali è stato per quindici anni Consigliere Comunale. Promotore del Social Forum Mondiale di Porto Alegre e delle lotte ambientali in Valbisagno e presidente delle Associazioni per la Tutela dell' Acquedotto Storico di Genova. Per il Canneto Editore ha pubblicato Litania del Bisagno (2016) e con Giuseppe Morabito Una Spoon River Partigiana (2017).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492539326806,"sku":"9788869433108","price":12.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/698.jpg?v=1778092138"},{"product_id":"tre-tradimentiuna-strage-e-una-medaglia","title":"Tre tradimenti,una strage e una medaglia","description":"","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492540899670,"sku":"9788869433283","price":14.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/9788869433283_0_0_200_0_0.jpg?v=1778856742"},{"product_id":"il-fazzoletto-rosso-di-bisagno-ned","title":"Il fazzoletto rosso di Bisagno N.Ed.","description":"\u003cp\u003eIl 18 maggio 1945 Maria Vitiello, moglie e compagna di GB Canepa, partigiano “Marzo”, si trova seriamente ammalata in una cameretta della clinica Montallegro. Aldo Gastaldi “Bisagno” voleva bene a Maria e a “Marzo”. Avevano vissuto insieme 20 mesi di guerra partigiana. Maria era stata partigiana vera dal settembre 1943 all’aprile 1945: cuoca, infermiera, compagna dei combattenti a Cichero, a Favale, a Fontanigorda. Quel giorno, poco prima del suo ultimo viaggio nel Trentino, “Bisagno” volle andare da lei e le regalò il suo fazzoletto rosso su cui aveva scritto personalmente il nome di 26 caduti della Divisione Garibaldi “Cichero”. Maria conservò gelosamente quella testimonianza unica della Resistenza in Liguria. Giordano Bruschi e Beppe Morabito in occasione del centenario di “Bisagno”, ricostruiscono quelle 26 biografie garibaldine.\u003c\/p\u003e","brand":"F.lli Frilli Editori","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53492570095958,"sku":"9788869436383","price":8.9,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1024\/2359\/3302\/files\/61Kd21lm2bL._SY466.jpg?v=1778597504"}],"url":"https:\/\/www.frillieditori.com\/collections\/collana-storica.oembed","provider":"Fratelli Frilli editori","version":"1.0","type":"link"}